Crea sito
READING

Carolyn Cassady: l’altra faccia della beat generat...

Carolyn Cassady: l’altra faccia della beat generation

Come ci si sente ad essere considerate per tutta la vita solo ed esclusivamente in virtù dell’uomo che si è sposato?

Carolyn aveva novant’anni quand’è morta. Era il 20 settembre 2013. Abitava da sola in un villino del Surrey, la contea più boscosa della Gran Bretagna. Era nata a Lansing, nel Michigan, e si era trasferita lì sulle tracce delle proprie origini inglesi. Si chiamava Carolyn Robinson, ma era conosciuta più che altro come “la moglie di Neal Cassady”, a sua volta noto come lo storico compagno di sbronze di Jack Kerouac. Il personaggio di Dean Moriarty di Sulla strada era infatti ricalcato su di lui.

La incontrai per caso durante un pomeriggio dominato dall’influenza – divano e televisione – quando, facendo zapping, mi imbattei nel documentario biografico Love always, Carolyn, realizzato da Malin Korkeasalo e Maria Ramström nel 2011.

Carolyn si rivolgeva all’intervistatore con lentezza e lucidità, raccontando quanto fosse bella la scatola di legno bianco che aveva comprato per conservare le proprie ceneri. Alle orecchie portava grossi orecchini tondi. I capelli bianchi raccolti ordinatamente la facevano somigliare alla più classica delle nonnine da pubblicità. Gli occhi azzurri, le palpebre grinzose.
Parlava con rammarico, lamentandosi di quanto la memoria di Jack e Neal fosse stata inquinata dal mito della gioventù bruciata, incapace di accettare lo sciacallaggio postumo, eppure rassegnata al ruolo di manager che la necessità le aveva imposto. Nel filmato la si vede arrabbiarsi per le domande pressapochiste che i giornalisti le rivolgono durante la presentazione del suo ultimo memoir, Off the road e scuotere la testa sconsolata di fronte alle proposte di business dei figli, che con orgoglio le mostrano una bottiglia di vino brandizzata con la faccia del padre.

Che le donne della Beat Generation non abbiano mai trovato adeguato spazio nella storia della letteratura americana è un fatto noto. La stessa Joyce Johnson, un talento indiscusso di cui si è già parlato su queste pagine, è stata tagliata fuori dall’immaginario collettivo, e ricordata unicamente in virtù della sua breve relazione sentimentale con Keruoac. Il titolo del suo memoir, Minor Characters, lascia poco spazio ai fraintendimenti, e ancor meno ne il sottotitolo della traduzione italiana, Ero la ragazza di Keruoac.
Inevitabile per Carolyn seguire una sorte simile.

L’unica ragione per cui tutti quanti sono interessati a me è che sono stata la moglie di Neal Cassady e l’amante di Jack Keruoac.

Così comincia il trailer del documentario che le hanno dedicato. Si tratta di un’operazione che strizza l’occhio alla curiosità pruriginosa di un certo pubblico, che cerca il gossip nella storia della letteratura del ‘900. Love always, Carolyn pare tuttavia capace di rendere giustizia alla persona che ne è la protagonista.

obit--Cassady-Carolyn-2-articleLarge

La vita di Carolyn fu tutt’altro che facile. Dovette abbandonare le sue forti ambizioni artistiche nei campi della pittura e del teatro per farsi carico da sola dei tre figli, adattandosi ai lavori più disparati – da costumista a segretaria, da giornalista ad assistente di radiologia. Neal la abbandonò ripetutamente. La prima volta, quando il loro primogenito aveva soltanto tre mesi. In seguito, utilizzò la casa coniugale per anni come porto franco presso il quale tornare e riposare tra un vagabondaggio e l’altro. Carolyn dovette inoltre tenersi stretto l’abitazione, quando Neal finì in prigione per possesso di marijuana e cercò di vendere la proprietà per pagare la cauzione e uscire. Dei tradimenti non vale quasi la pena di parlare, come irrilevante appare in questo quadro il fatto che sia stato proprio il marito a spingerla verso l’amico Jack – è la stessa Carolyn a raccontare di questo e altri aneddoti col sorriso.

Il dato più interessante dell’intera vicenda, sul quale credo valga la pena soffermarsi, è la lucidità e la tenacia con cui Carolyn seppe provvedere al mantenimento della propria famiglia, una volta rimasta vedova, sfruttando il ruolo da subalterna calatole addosso; la condanna ad essere considerata esclusivamente come “la moglie di”.
L’opera di Korkeasalo e Ramström non lascia dubbi sulle sue capacità imprenditoriali: mostra Carolyn intenta a battagliare sui diritti delle fotografie stampate, e a discutere animata e scaltra con editori e librai. Il documentario mostra, al contempo, un’anziana signora irrimediabilmente amareggiata dalle leggende che resero popolare un uomo profondamente diverso da quello di cui si era innamorata, e impegnata fino alla fine a far valere la propria memoria.


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.