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Contro il body-shaming: la risposta di ClioMakeUp ...

Contro il body-shaming: la risposta di ClioMakeUp a Giovanni Veronesi

Qualche giorno fa, la make-up artist Clio Zammatteo (conosciuta al mondo come la magica ClioMakeUp) è stata definita “una cicciona” dal regista Giovanni Veronesi in diretta radiofonica su Radio 2.

Nonostante il mio buon proposito di non farmi venire la tachicardia nel 2015, la notizia mi ha gettata in uno stato di isteria misto ira funesta.

Quello di Giovanni Veronesi è quello che in Italia viene definito “uno scivolone” e nei Paesi con un po’ più di criterio come qualcosa di indifendibile. Maleducato, gretto e soprattutto ottuso, Veronesi ha dimostrato di avere una mentalità qualunquista e arretrata. L’avevamo percepito anche nei suoi film: in Che ne sarà di noi e nei vari Manuale D’Amore, i protagonisti sono culturamente fermi agli anni ‘50 del secolo scorso.

clio makeup

Clio Zammatteo ha un lavoro iper-moderno, ma vive anche mentalmente nel 2015: nel suo lungo messaggio dice di aver deciso di prendere in mano la situazione “per tutte le persone che vengono insultate, discriminate ogni giorno con leggerezza, col sorriso sulla bocca, tanto è solo uno scherzo, tanto è solo ‘satira’”.

Punto primo: questa non è satira, non è nemmeno commedia. È un umorismo crasso e ignorante. È un insulto puro e semplice.

Ma passiamo oltre. La scelta di Clio di schierarsi è stata incredibilmente rincuorante, e lo dico proprio a livello personale: in un ambiente in cui la frase cattiva di fat shaming viene seguita da un “ma si scherzava”, finalmente qualcuno ha pubblicamente risposto per le rime.

Che sia stato sotto influenza del suo partner non sciupa il suo messaggio: fare la superiore e starci male in silenzio non avrebbe sortito alcun effetto, mentre averne parlato ha attirato l’attenzione su un problema enorme che di certo non rovinerà la vita di Clio, ma la rovina quotidianamente a molte altre persone.

La sua presa di posizione ha ancora più peso in virtù del suo mestiere. Il mondo del trucco e parrucco, da sempre considerato frivolo, si lega profondamente all’immagine che abbiamo di noi stesse. Abbiamo già parlato del truccarci perché vogliamo e non per ricevere il consenso altrui; a mio parere la posizione di Clio rafforza il fatto che sia importante piacersi, e non piacere agli altri.

Il body shaming non fa ridere per niente, soprattutto a chi viene insultato quotidianamente. Nessuno ha diritto di giudicare gli altri, soprattutto non denigrandoli per il loro aspetto fisico. Nello stesso 2015 in cui la modella Tess Holliday ha appena firmato un contratto stellare con un’agenzia di modeling, il commento di Veronesi dimostra quanto ci siano ancora zoccoli iper-retrogradi nel nostro Paese.

Persone come Clio, che si occupano di bellezza e trasmettono un messaggio body-positive, sono uno dei pochi modi di fare breccia nella cultura dell’insulto che sembra fare ancora da padrone in Italia.


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  1. Sil

    3 febbraio

    ReTrogradi, giornalista. Come arreTrato, reTro. ReTrogradi. 🙂

  2. lolla

    3 febbraio

    Tutto vero, ma la stessa Clio non è esente da colpe, scrivere sul suo blog “basta stecchini agli uomini piacciono le curve” mi pare ugualmente offensivo nei confronti delle regazze magre. Perché dire cicciona è sbagliato e stecchino no?

  3. Paolo

    3 febbraio

    io sono totalmente d’accordo nello smerdare Veronesi, per essere un po’ provocatorio potrei ricordare che, sempre alla radio qualche giorno fa Alessandro Cecchi Paone intervistato a La Zanzara ha definito Mario Adinolfi “ciccione clerico-fascista” (e ha aggiunto che Salvini è un rozzo che non si lava), non ci sono state grandi proteste..e a me va bene così anche perchè mi pare una descrizione esatta di ciò che Adinolfi è.
    Definire cicciona Clio significa avere problemi di vista e dire una falsità prima ancora che essere stronzi e giudicanti, e Veronesi è stato stronzo in ogni caso

  4. Marta Corato

    3 febbraio

    Sil: Ho scritto il pezzo sul telefonino in treno, è stato un typo 🙂 Spero potrai avere pietà di me!

    Lolla:

    1) Non abbiamo mai detto niente del genere! Non si insulta nessuno sulla base dell’aspetto fisico, end of story.

    2) Il fatto che lei abbia detto delle cose sbagliate non riduce l’offesa nel suo confronto, o sbaglio?

  5. martina

    4 febbraio

    Grande. Semplicemente Grande.

  6. Simone

    9 febbraio

    Rispondo a Lolla,
    si è vero che basta stecchini può essere altrettanto discriminatorio però diciamo che il messaggio è di critica verso la societ moderma, che impone questo canone di bellezza finto.
    le donne spesso sono stecchini perchè ci sono costrette ad esserlo, con fatica e sacrificio.
    Mentre una donna più in carne spesso non lo fa certo perchè glie lo impone il canone estetico della società moderna.

  7. Paolo

    11 febbraio

    io vedo una certa pluralità nel concetto di bellezza anche solo fisica, le donne ritenute “belle” non sono tutte “stecchini”, ultra-magre anzi quasi nessuna lo è, anche le donne genericamente snelle o persino esili non sono “stecchini” nè sono costrette a essere tali, i loro corpi possono essere e sono naturali e sani. Magro, snello non vuol dire stecchino

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