Marta Magni
Ho un solo proposito, luminoso e assurdamente pesante: maggiore consapevolezza. In realtà questa è una scorciatoia per mettere al di sotto di un solo proposito una valanga di intenzioni. Consapevolezza è un termine ombrello sotto il quale infilo una pletora di cose: meno consegne bucate. Meno procrastinazione. Meno cose dette a caso perché il silenzio anche no. Meno scusami, mi scusi, non lo so, mi spiace non ho ancora bevuto il caffè, mah, sì, hai ragione tu.
Meno animale confuso che si agita nella nebbia, più consapevolezza: punto A –> punto B, procedere in linea retta e razionale.
Nel 2015 voglio sedermi, voglio trovare il tempo di sedermi così, in questo modo, ragionarci sopra sulle cose, riprendere possesso delle cose, degli atti, delle conseguenze. E sopra ogni cosa, niente scorciatoie.

 

Prepariamoci all'immersione! Illustrazione di Alice Lotti

Prepariamoci all’immersione! Illustrazione di Alice Lotti

Caterina Bonetti
Non sono una persona che si prende particolarmente sul serio e, in alcuni frangenti, questo è un bene: l’autoironia è fondamentale per sopravvivere, oggi più che mai. Spesso però questo atteggiamento mi ha portata a non affermare con sufficiente forza le mie idee, a non rivendicare per i miei progetti il giusto spazio, a non far emergere con il loro peso le mie competenze e le mie attitudini.
A volte mi ha fatto accettare critiche che non ritenevo fondate, mi ha fatto far spallucce rispetto a qualche affermazione o atteggiamento che in realtà mi aveva colpito negativamente. Quindi il mio buon proposito per il 2015 è quello di imparare ad avere più rispetto per la mia autorevolezza, perché se non ci riconosciamo – noi per prime – uno spazio, difficilmente ci sarà concesso.

 

Margherita Ferrari
Durante quest’anno voglio apprendere le tecniche di sopravvivenza della pietra di torrente. Questo significa: smettere di somatizzare violentemente e lasciare che le cose brutte mi scorrano addosso, prendermi cura del corpo/impalcatura che mi ritrovo (es. cibo vero, bagni caldi, quiete, deambulazione e movimento q.b., sesso di qualità, suonare in sala prove), farmi levigare dai flussi di impegni e dalle giornate corrosive fino a divenire superficie splendente. Inoltre: trovare il tempo per le amiche e le letture degne; uscire di casa più spesso.

 

Valeria Righele
Il mio proposito per il 2015 sarà senza dubbio quello di affinare le mie capacità critiche. Farmi, insomma, una caterva di domande che inizino con “perché?” e sforzarmi di trovare per ciascuna una risposta soddisfacente. Mi capita spesso di provare fastidio per qualcosa, e non essere in grado di spiegare a me stessa quali sono le cause vere di quel disagio. Parimenti, quando provo gioia incommensurabile o grande ammirazione, mi sembra di trovare solo giustificazioni superficiali a questi sentimenti. Quest’anno olio di meningi per tutt*. Meno “perché sì” e “perché no” e più analisi. Il tutto traducibile con: più letture, più ascolti e più dialogo e confronto con gli altri di quanto non abbia fatto finora.

 

Veronica Tosetti
Non se se capiti anche a voi, ma un problema che si ripresenta di frequente nella mia vita è quello di rinunciare a concerti o eventi per mancanza di accompagnatori. Capiamoci, di amici non sono sprovvista, ma semplicemente, anche nel caso abbia a disposizione un sacco di persone, non è detto che i loro gusti coincidano coi miei. E quindi se si tratta di andare a visitare da sola una mostra o un evento diurno, perché costituisce per me un così grande assillo l’idea di recarmi a un concerto on my own?
Credo che abbia vagamente a che fare con l’antico assunto che “le ragazze perbene non se ne vanno in giro da sole di notte”. Anche se abbiamo razionalmente approvato che si tratta di una cazzata, su un gran numero di noi, quante si sentono a proprio agio con l’idea di spostarsi, magari a piedi, da sole, di notte, in una città? E conseguentemente, di entrare con piglio spavaldo e convinto dentro a un locale, e di piazzarsi nelle prime file senza nessun compagno a cui rivolgersi? Immagino – e anche mi auguro – che siano tante le ragazze che già lo fanno, ma sono sicuramente meno di quell* che ti guardano malissimo quando provi a spiegare i tuoi progetti di serate in solitaria. Se vuoi farlo da sola, non farlo sapere in giro. Il rischio è di passare per sfigata nel migliore dei casi, in una pazza-che-se-le-va-a-cercare alla peggio. Sinceramente mi sento sempre molto più sfigata quando passo una serata a casa, nel mio letto, a rimuginare sul fatto che sarei potuta essere nel locale a godermi il mio artista preferito e magari a insultarlo e pentirmi di esserci andata.