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Zizi Sexuel: la mostra che spiega la sessualità ai bambini

di Magda Redaelli

Zizi Sexuel, la mostra che spiega ai bambini cos’è la pubertà e cos’è “fare l’amore”, è tornata alla Cité des Sciences di Parigi, dopo ben sette anni. Sono cose che scaldano il cuore, quando penso che sette anni fa visitavo la capitale francese per la prima volta con la mia classe del liceo. Ricordo i manifesti della mostra appesi all’entrata della Cité des Sciences, ma all’epoca ero già decisamente troppo cresciuta per poterla visitare, e non seppi mai quale meraviglioso universo celasse… fino ad oggi.

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Dal sito della Cité des Sciences: “Zizi Sexuel, La Mostra snocciola una miriade di informazioni scientifiche utilizzando un tono ironico e leggero, facendo attenzione alla trasmissione dei valori umani fondamentali.” Sulla pagina viene spiegato come lungo tutto il percorso, Titeuf e Nadia conducano i visitatori attraverso le cinque tematiche della mostra, intorno a numerosi giochi e attività divertenti e istruttive. Le cinque aree in cui la mostra è divisa sono: “Essere innamorati/e”, “La pubertà”, “Fare l’amore”, “Fare un bambino” e “Stai in guardia!”. Quest’ultima tematica riguarda i pericoli legati alla sessualità, dalle malattie alle molestie, e la loro prevenzione. Uno sguardo piuttosto completo sull’argomento, che comprende tutto il percorso di sviluppo dell’individuo, l’educazione affettiva, le dinamiche sessuali e infine, le cose-non-così-cool del sesso.

Ed è così che bambini e genitori, schiacciando un pedale, possono ritrovarsi a provocare l’erezione, con tanto di eiaculazione, di un manichino, oppure infilando le mani nella testa di Titeuf e Nadia, possono simulare i movimenti della lingua durante il bacio. Non è geniale?

Oggi la mostra torna alla Cité e parecchie cose sono cambiate, in primo luogo i veicoli dell’informazione. Nel 2007, anno della prima edizione della mostra, internet e i social network avevano un ruolo meno massiccio di oggi nella formazione dell’opinione pubblica. Infatti, già all’epoca l’associazione SOS Education lanciò una petizione contro la mostra, giudicata inappropriata e scioccante, che però raccolse solo 8000 firme. Oggi la petizione “NON à Zizi Sexuel” è stata rilanciata, e in pochi mesi ne ha già raggiunte più di 44.000.

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Ciò che rivendica SOS Education è che gli insegnanti che desiderano organizzare una gita scolastica alla mostra siano tenuti ad informare i genitori sui contenuti sessualmente espliciti della stessa, e che siano obbligati ad ottenere un permesso scritto per poterci portare i loro bambini. Riformuliamo la cosa: SOS Education, associazione vicina a La Manif Pour Tous, finge di non voler chiudere la mostra, limitandosi a fare appello ai genitori per boicottarla. Le ragioni per cui la mostra è ritenuta inadatta non sono delle più originali e inedite: scioccante, inappropriata, fuori luogo.

Non sarà perché si parla di sesso? Non sarà forse anche a causa di vari dibattiti e movimenti che sono nati attorno alle teorie di genere che hanno tanto fatto discutere la Francia l’anno scorso? SOS Education sembra semplicemente essere il braccio dei tradizionalisti della Manif pour Tous teso sul Ministero dell’Educazione francese.

E pensare che molti insegnanti e genitori si sono detti sollevati di non dover più parlare di sesso di fronte ai bambini, tra imbarazzo, incompetenza e risatine. Stando ai giornali francesi, che durante le scorse settimane hanno pubblicato articoli su articoli a proposito della mostra e di coloro che vogliono censurarla, i bambini, i genitori e gli insegnanti che hanno visitato Zizi Sexuel, l’expo, l’hanno considerata un’esperienza divertente, istruttiva e positiva.

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Venire a conoscenza del sesso e avere tutte le risposte sulla pubertà, sulla masturbazione e sui cambiamenti del proprio corpo non potrebbe essere meno scioccante che giocando tra i pannelli di un museo, attraverso i fumetti che accompagnano l’infanzia. E ve lo dice una che ha scoperto il favoloso mondo del sesso grazie a una rivista porno trovata sulla panchina di un parco giochi a sette anni. Sì, quello è un modo scioccante di scoprire il sesso, così come censurare e fare un tabù della cosa più naturale e inevitabile del mondo è il giusto modo per crescere una nuova generazione di sessismo e sensi di colpa.

Anche l’autore del fumetto dal quale la mostra è direttamente tratta, Didier Pasamonik, ha rilasciato un’intervista a Le Figaro densa di amarezza e delusione, dichiarando che “attualmente in Francia si osserva il pullulare di rivendicazioni reazionarie e moralizzatrici in ogni dove. Il movimento intorno al matrimonio per tutti ha soffiato vento sulle vele di tali attivisti. E siccome il radicalismo paga, principalmente per i media… questi movimenti finiscono per ottenere una certa eco alle loro rivendicazioni.”.

Rispetto al 2007 quindi, cosa è cambiato? L’atmosfera culturale che si respira in Francia, e che puzza un po’ di marcio. Una regressione culturale che Pasamonik (e anche noi!) ritiene pericolosa fa da sfondo a questa magnifica e innovativa esposizione, per un sesso più libero e gioioso, ludico e naturale. Il sesso che ci piace!


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  1. Micol

    17 dicembre

    L`articolo, e` brillante, informativo e divertente. E non mi ero neanche accorta che l`avessi scritto tu! Brava, Meg!

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