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Sexytude e compostezza. Il nuovo disco delle Warpa...

Sexytude e compostezza. Il nuovo disco delle Warpaint

Ci siamo. Alla fine son passati tre anni, ma abbiamo un nuovo album delle Warpaint: Warpaint (Rough Trade, 2014).

warpaint

[ Ascolta in streaming “Warpaint” su NPR ]

Nel 2010, prima dell’uscita di The Fool (Rough Trade), ascoltai fino alla nausea Exquisite Corpse (Manimal Vinyl, 2009), il primo EP pubblicato dalla band californiana. Parlai su queste pagine della «cornice sonora eterea, sognante, irrequieta, sensuale e ipnotica» entro la quale si sviluppavano i pezzi. Ero esaltatissimo e non aspettavo altro che vederle dal vivo, cosa che – con grande struggimento – non riuscii a fare.

Ecco, ora ho ascoltato il nuovo disco, e non sono più esaltatissimo. Loro sono superbrave, come già ci han raccontato molte  recensioni, hanno una superproduzione e un supermissaggio (Flood! Nigel Godrich!), e la veste grafica sexy-shoegaze del disco è curata nientemeno che da Chris Cunningham. Perciò mi sento in colpa a provare perplessità.
La stampa ha apprezzato e abusato dell’aggettivo sexy associato al suono del disco; la band stessa ha dichiarato di avere cercato espressamente di impregnare il disco di sensualità. Ma in questo nuovo album non riesco a vedere sensualità, perché provo noia. A partire dal primo singolo Love is to Die, e così per gli altri pezzi, non riesco a non stufarmi dopo 80 secondi. E se ascolto oltre il terzo minuto sopraggiunge il mal di testa.

Credo che il disco sia troppo perfetto, che sia troppo «composto». Trovo molto elegante che in alcuni passaggi il suono sembri venir fuori da un weekend in un capannone industriale coi Radiohead, ma ci sono due problemi: (1) manca la nevrosi dei pezzi di Thom Yorke & co.; (2) non ci sono più le melodie da cantare! È da anni ormai che quando sono per strada raccolgo sguardi inquietati canticchiando Krimson, Undertow, Elephants e altre “vecchie” canzoni; come farò senza aggiungere nuove voci alla lista? Anche se la melodia c’è, il ritornello «Love is to die/love is to not die/love is to dance» mi dà sui nervi anziché allietarmi.
Il disco è pieno di grassi riverberi e digressioni psichedeliche, due aspetti che di solito mi fa molto piacere trovare in una canzone. Ciononostante, c’è qualcosa di freddo e distante in Warpaint; solo la progressione di Drive mi ha riportato per un momento alle sensazioni provate con l’ascolto dei live e delle vecchie canzoni.
Sono in crisi. Non mi stupirei se le ragazze di LA facessero una gran colonna sonora per un film dopo quest’album, ma per ora l’ascolto mi ha lasciato quantomeno dubbioso.


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