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La teogonia secondo Larry Rudolph

Cominci il canto mio dalle Muse americane, che sopra l’eccelse d’America santissime vette han soggiorno, e con i molli pie’ d’intorno alla cerulea fonte danzano, intorno all’ara del figlio possente di MTV.

Cos’hanno in comune Larry Rudolph ed Esiodo? Entrambi un giorno hanno deciso che era il caso di fare il punto della mitologia e lavorarci su. La differenza? Uno ci ha fatto i miliardi, l’altro no.

larry Rudolph

Larry è uomo dal capello ingellato, intorno ai cinquanta, magliettina di cotone aderente con scollo a V e naso schiacciato che lo fa somigliare a Morla (la tartaruga millenaria di La Storia Infinita), sorrisetto beffardo e aria perennemente sorpresa del tipo “Oh, non mi aspettavo proprio di fare così tanti soldi nella mia vita”.

Per anni è un banale ricco di New York. Negli anni ’80 si sfama facendo l’entertainment lawyer e nel ’92 decide di fondare la società newyorkese Rudolph & Beer, che vanta clienti del calibro intellettuale dei Backstreet Boys.

Poi nel ’98 arriva la chiamata. La signora Lynne Spears della Louisiana chiede all’avvocato di ascoltare sua figlia quindicenne Britney mentre canta le sue canzoncine e di aiutarla ad avere un contratto discografico. E da lì Larry ne fa la sexy pop star più famosa e ricca degli ultimi vent’anni.

Come tutti sanno, Britney era una delle baby attrici di Disney Channel, che un giorno ha capito che c’erano ancora più soldi da fare conquistando il pubblico adulto e abbandonando quello prepubescente. Così, qualche mese dopo aver firmato un contratto con Jive Records, esce il singolo Baby One More Time.

Io avevo personalmente otto anni, ma ho ancora vivida l’immagine della biondina col lucidalabbra che sculetta nel corridoio della scuola con la camicetta sbottonata e la gonnellina inguinale.

Due anni dopo agli MTV Video Music Awards, Britney fa il suo exploit in completo maschile nero e cappello alla Michael Jackson dei tempi d’oro. Neanche il tempo di scendere la scalinata cantando due strofe di Satisfaction che i pantaloni erano spariti e al posto della giacca c’era un reggiseno paiettato color carne che le strizzava le tette neanche fosse un wonderbra potenziato. L’anno dopo ci sono i sospiri ansimanti di Slave 4 U col pitone sulle spalle e due anni dopo il bacio con Madonna. E giù foto, articoli, mamme scandalizzate, quattordicenni in erezione e Larry da dietro le quinte che si sfrega le mani unticce, fiero di aver reso socialmente accettabile la figura del pappone che si prende i soldi delle spogliarelliste a fine serata.

Dopo Britney, tutte le altre bionde appena maggiorenni, sono scattate sull’attenti riprendendo la famosa frase agostiniana “si isti et istae, cur non ego?” alias “se c’è riuscita lei perché io no?”. E lì giù le Jessiche Simpson, le Christine Aguilere e le Lindsay Lohan (due su tre da Disney Channel). La prima affermò di voler rimanere vergine fino al matrimonio e un anno dopo era carponi su una macchina piena di schiuma, l’altra dopo aver consultato Larry, ha girato il video di Dirrty, forse il primo porno soft che io abbia visto su internet, e la terza si affida al guru dopo il primo rehab, ma prima delle iniezioni di botulino.

L’ultima creazione di casa Rudolph è Miley Cyrus, aka Hannah Montana. La storia non è così dissimile da quella di Britney Spears.

Larry e il padre di Miley sono amici di vecchia data. La madre di Miley chiama l’amico del marito e gli dice “Hey, facciamo la tinta a mia figlia, facciamola mollare col suo ragazzo storico, come fece Britney con Justin, e diciamole che fare la linguaccia può ancora essere un gesto cool”. Larry, ovviamente, ci si fionda. Il resto si sa: twerk, Robin Thicke, canne, Terry Richardson, Dr. Martens e martelli.

I don’t think of the social impact of what I’m doing. But I do recognize the fact that what I do absolutely impacts culture in a big way—and yeah, I’m very proud of it.

Il meccanismo è molto semplice: prendo semi-bambine con le guanciotte, le mando in palestra e le faccio atteggiare da Jessica Rabbit, la cosa fa scandalo, tutti ne parlano, io prendo i soldi e ci compro le Balenciaga a mia figlia Dylan, che poi ci fa video su Youtube.

La figlia di Larry Rudolph è un’aspirante fashionista con i capelli castani molto lunghi e una prolifica attività sui social network.

Una domanda sorge spontanea: perché papà Larry non ha operato lo stesso metodo Cyrus per sua figlia? Se non c’è niente di male, se è fiero dell’immagine che dona alle ragazze, perché escludere sua figlia da una possibile carriera mediatica?

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Mi dispiace Larry, il tuo sistema frana, proprio dentro a casa tua. Hai detto per anni che i cambiamenti che le tue protette hanno operato sono stati frutto della loro volontà; e allora perché Britney l’anno scorso ha fatto uscire su tutti i siti internet dichiarazioni su quanto si sentisse a disagio ad essersi sentita pressata nel proporre un’immagine sexy di se stessa?

Avanzo l’ipotesi sovversiva che ogni essere umano, persino Britney Spears, abbia diverse sfumature della propria personalità e che non per forza una debba prevalere sulle altre, facendo in modo che si viva la vita ad una dimensione. Guarda caso l’unica dimensione che il manager Rudolph vuole far troneggiare è quella della panterona. Questo piace all’uomo medio. Questo crea desiderio in tutte le ragazze a più dimensioni, che vedono la loro parte-panterona meno sviluppata della starlet di turno.

Pare che Larry Rudolph e Britney Spears siano usciti insieme per un periodo e  qui c’è la conferma esatta di quanto affermato. Larry è un uomo che di mestiere crea una nuova mitologia della donna moderna così come l’uomo medio la vorrebbe e le sue creazioni funzionano talmente bene che finisce per uscirci insieme, salvo poi tenere la propria progenie femminile al riparo da tutto questo.

Eh no, questo è un vero e proprio caso di basso maschilismo. Diciamolo.


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  1. tiziana

    30 Agosto

    I maschilisti che dettano regole e il mondo che va a puttane…credo non sia difficile trovare un collegamento!

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