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Pride and incontinence: quando la pipì diventa ros...

Pride and incontinence: quando la pipì diventa rosa e blu

di Chiara S.

Tutto ha avuto inizio durante una normale sessione pomeridiana di spesa in una grande catena di supermercati. Il genere di supermercati immensi che ti costringe a vagare disorientata per buone mezz’ore fra un corridoio e l’altro alla ricerca del prodotto che ti serve. Quel genere di supermercato che espone talmente tanta roba su scaffali talmente tanto alti e lunghi che, trovandoti nella situazione di non riuscire proprio a individuare l’unico prodotto fra mille che ti serve, ti costringe ad uno scrupoloso screening di tutta la merce esposta. Non ricordo più se fossi alla ricerca di assorbenti o di quale altro prodotto per l’igiene intima, fatto sta che il mio occhio cade sui prodotti Tena. Sono certa che tutti, in un modo o nell’altro, conoscete questa azienda ma, nel caso in cui vi sfuggisse, ricordo che si tratta di una delle aziende leader mondiali nella produzione di assorbenti per l’incontinenza urinaria.

Ebbene, questi sono i pacchetti che mi ritrovo davanti:

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Al primo sguardo, non ha potuto non colpirmi l’evidente – per lo meno ai miei occhi – differenza nella grafica della confezione. Per le donne abbiamo pacchetti con colori tenui e fantasie vagamente floreali, le quali sembrerebbero richiamare una sensazione di morbidezza sulla pelle. L’indice di assorbenza viene segnalato da un determinato numero di gocce riempite su un numero massimo di otto gocce. Il riferimento alle perdite, al flusso – al liquido, insomma – è esplicito. L’immaginario femminile è avvezzo a messaggi visivi di questo tipo e le donne sono a loro agio nel decodificarli, essendo state abituate per gran parte della loro vita ad avere a che fare con assorbenti extra, ultra, super, regular e chi più ne ha più ne metta. Ma passiamo agli assorbenti per uomo. Improvvisamente la grafica si fa accattivante: le tonalità pastello spariscono per lasciare spazio a un blu notte che sfuma verso l’azzurro e a un verde grigiastro, mentre tutti i riferimenti floreali sono rimpiazzati da una figura non meglio identificata che – così, ad occhio – sembrerebbe un radar. Inoltre, delle barre di altezza crescente segnalano l’indice di assorbenza, il quale però è chiamato “livello di protezione”. Ebbene sì, per gli uomini si parla di “livello 1”, “livello 2”, “livello 3” e “livello 4”, come nei videogiochi. Ed infatti, a ben vedere, tutta la grafica, con i suoi colori, le immagini e i font spigolosi, richiama un indeterminato universo che, nella mia testa, spazia dalla battaglia navale ai videogiochi di ruolo più disparati, come se farsela addosso potesse essere un’esperienza avventurosa, in pratica.

Per dovere di cronaca, vi informo anche che nel tempo intercorso fra la mia scoperta al supermercato e la scrittura di questo articolo, la Tena ha deciso di rinnovare la grafica delle confezioni di assorbenti per donna. Beh, non crediate che le cose siano migliorate, perché è la stessa Tena che sul suo sito dichiara con orgoglio che la nuova veste grafica è “ancora più moderna, femminile e semplice”. Di fronte a ciò, personalmente, non mi resta che emettere un sospiro di sconforto.

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Ma restiamo in tema sito. Entrando nel website ufficiale dell’azienda, si arriva su una home caratterizzata da un preponderante colore verde, ripreso anche da un motivo di foglie in alto. Verde speranza, e fin qui va bene. Immagini di uomini e donne di varie età, colti in vari contesti e situazioni, completano il primo impatto visivo della pagina.

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Decido, in un secondo momento, di cliccare sulle schede “Donne” e “Uomini” e improvvisamente il mio schermo si tinge di rosa e blu. Secondo sospiro di sconforto. Ma diamo uno sguardo anche alle figure riempitive dello spazio superiore della pagina. Nella pagina “Donne”, troviamo una donna che, sorridente, abbraccia la sua nipotina. La scena ci rimanda al ruolo di care-taker che deve essere svolto dalla donna e il messaggio che – personalmente – mi arriva è: “grazie a Tena Lady potrai ritornare ad occuparti dei tuoi cari in tutta tranquillità e serenità”. Nella pagina “Uomini”, abbiamo la solita figura non meglio identificata delle confezioni, circondata qui da un reticolo di quadratini. Ancora una volta mi vengono in mente schermi radar e battaglie navali e il messaggio che mi arriva è: “preparatevi per un’avventura da uomini duri”.

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Leggendo, poi, i contenuti della pagina “Gamma di prodotti”, faccio un’altra scoperta interessante. Anche la scelta delle parole per le descrizioni sono diverse! Nella pagina dedicata alle donne la parola “assorbenti” è nominata ben due volte (di cui una in corsivo, il che la rende ancora più visibile). Nella pagina dedicata agli uomini, invece, scopro che la parola assorbente è tabù: “assorbente” diventa, infatti, “prodotto con assorbenza” o “protezione”! La parola “assorbente” probabilmente richiama con troppa forza una porzione di universo femminile dal quale l’uomo è stato – o meglio, si è – sempre escluso. Un uomo non può comprare un ASSORBENTE! Poco importa se, tecnicamente, quella sia la reale funzione – e nome! – del prodotto.
Per tirare le somme, l’esperienza dell’incontinenza nell’adult* non sembra assumere le stesse connotazioni nella donna e nell’uomo. Per la donna, avere delle perdite, siano esse di sangue o di urina, è giudicato normale ed accettabile. Per gli uomini, evidentemente, la stessa problematica è vissuta come un evento inammissibile ed umiliante. L’accettazione dell’incontinenza maschile, dunque, deve essere facilitata dal messaggio – subliminale ma non troppo – che la propria virilità non venga intaccata dal farsela sotto.

Quindi, ritornando un attimo al gendering dei colori, se come me ricordate i pannolini rosa e blu della Pampers e speravate che quei tempi fossero finiti negli anni ‘90, siete stati bellamente smentiti. Negli inoltratissimi anni duemila, infatti, Tena usa il vecchio ma immortale cliché per pubblicizzare i suoi prodotti (in fondo, si parla di esigenze molto simili; solo il target varia leggermente di età, no?).

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Mi sembra di essere tornata indietro di un ventennio, in un’involuzione del mercato che non risparmia neanche la stessa Pampers: sapevate che adesso, su alcuni mercati stranieri, i pannolini sono nuovamente divisi in boy e girl e hanno anche stampe diverse? Per la cronaca, ai bambini toccano i dinosauri della Valle Incantata e i personaggi di Vai Diego, alle bambine i cavalli di My Little Pony e Dora l’esploratrice.

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Ora, a chi mi obietterà che bimbi e bimbe hanno diverse esigenze quanto a “punti di assorbenza” e ciò giustifica la diversificazione del prodotto, dico che mi può anche andare bene (anche se rimango col dubbio che sia un’ennesima esagerazione, oltre che una trovata di marketing). Ma per favore, bandite queste dicotomie rosa/blu e grafica-da-maschio/grafica-da-femmina. Fate dei bei pacchi a fantasia mista e non parliamone più.


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  1. Paolo1984

    15 luglio

    Credo che l’incontinenza da adulti possa essere imbarazzante tanto per un uomo quanto per una donna. Comunque non è questione di “escludersi” o “essere esclusi”..è che non avendo le mestruazioni un uomo di solito non ha bisogno di assorbenti ciò lo esclude da un certo tipo di esperienze che sono specifiche delle donne. Detto questo, non ho mai capito quegli esponenti del mio sesso che si schifano quando sentono parlare di mestruazioni o la cui mascolinità va in crisi all’idea di aver bisogno di un assorbente ma va detto che gli uomini con problemi di incontinenza di solito sono molto anzi

  2. Paolo1984

    15 luglio

    sono molto anziani.
    personalmente sono pienamente a favore delle fantasie di colori

  3. Skywalker

    22 luglio

    Ma che articolo è? Parliamo di incontinenza: vogliamo far venire il ciclo anche all’uomo così ci togliamo il pensiero? Bah. Non sfiora minimamente l’idea che i 2 mondi abbiano effettivamente riferimenti diversi? Per cui per la donna il riferimento all’assorbente le fa tornare in mente i bei momenti di quando un ciclo ce l’aveva? Mentre per l’uomo l’incontinenza è associata sia alla vecchiaia che af una regressione allo stato infantile? Vogliamo scriverci questo sulle confezioni? Cmq vi abbandono, ho deciso, questa continua malafede nel voler vedere le cose è snervante. Ma un padre ce l’avete e se si che pensate di lui? Bah

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