Crea sito
READING

Some Prefer Cake 2014 – Le prime impressioni

Some Prefer Cake 2014 – Le prime impressioni

Dopo i primi due giorni del Some Prefer Cake – Bologna Lesbian Film festival, vi porto doverosamente le mie prime impressioni e recensioni. Per ora si qualificano come eccezionali i tre documentari proposti, mentre sul piano narrativo abbiamo degli elementi piuttosto deboli.

agathe-lou

Il festival è cominciato mercoledì alle 18, con una serie di cortometraggi che, devo ammettere, mi hanno lasciata piuttosto perplessa. Abbiamo: The Egg, la storia animata di due pinguine; DearSappho, più un video musicale che un cortometraggio; Das Sehen der Anderen, dialoghi intimi (random) fra un infermiera e la sua paziente; Elenore Makes Love, la storia d’amore (molto) confusa fra una modella e una fotografa; Agathe et Lou, vicenda di violenza domestica senza risoluzione; e Da molto tempo volevo dirti, unico corto italiano che narra di un coming out della madre al figlio, un tentativo umoristico e apprezzabile la cui grafica lascia però un po’ a desiderare.

A seguire abbiamo assistito ad un’allegra inaugurazione, durante cui sono state presentate le ospiti ed è stato eseguita una bellissima esibizione di Tango Queer, un tango fra donne che mescola e alterna continuamente i ruoli in una atmosfera di sensualità quasi ribelle.

A chiudere mercoledì c’è stato il tanto atteso lungometraggio Les Adieux à la Reine, con Léa Seydoux. Il film, che racconta i subbugli e gli scandali alla corte di Luigi XVI alla vigilia della rivoluzione francese, segue in particolare le vicende legate alla Regina Marie Antoinette, al suo amore quasi ossessivo per la Duchessa di Polignac e alla cieca devozione della dama di compagnia della regina, Sidonie Laborde. Nonostante i costumi, la fotografia e un’ottima performance delle attrici, il film manca di ritmo: non riesce proprio a decollare, neanche nel suo momento di massimo colpo di scena, e si trascina avanti piuttosto lentamente, senza sapere davvero dove sta andando.

Les_Adieux_a_la_Reine_affiche

La seconda giornata ci riserva invece delle graditissime sorprese con i documentari e altre “perplitudini” nel reparto lungometraggi narrativi.

Out In The Night. Sette ragazze di colore vengono coinvolte in un processo giudiziario da incubo in seguito alla degenerazione in violenza di un’aggressione verbale omofoba. Il tutto diventa un caso mediatico con titoli come “Lesbian Gang killer”. Seguono tanti, troppi anni di carcere, tanta ingiustizia e tanta rabbia. Potente e terrificante.

kungfugrandma

Kung Fu Grandma. Nello slum del Korogocho in Kenya si è diffusa la voce che stuprare una donna sana anziana possa guarire. Per questo gli stupri sono diventati un’epidemia. Stufe della situazione, un gruppo di donne anziane hanno messo insieme un gruppo di autodifesa. “L’autodifesa ci ha rese libere”. Un documentario sul trovare la forza e il coraggio anche nella povertà e miseria più assolute.

Rebel Menopause. Lo sguardo di Thérèse Clerc, 85 anni, femminista parigina, sulla vecchiaia. Uno sguardo allegro e liberatrice, che guarda alla vecchiaia come “il periodo di tutte le libertà”, e ci ricorda che nonostante lo stigma posto su di essa, esiste e porta una gloria inaspettatata. Thérése Clerc ha recentemente inaugurato nella provincia di Parigi una casa per donne over 65 che intendono vivere una vecchiaia “condisa” e alternativa (The Baba Yaga House).

Dopo la presentazione di Sorella Outsider, traduzione recentemente pubblicata degli scritti politici di Audre Lorde, siamo tornate in sala per i due lungometraggi narrativi. Il primo, The Foxy Merkins, è una sorta di teatrino dell’assurdo e del sarcastico che segue le vicende di una donna lesbica che si prostituisce e ha clienti che per un motivo o per un altro non possono essere considerate lesbiche o hanno appettiti sessuali “particolari”. Nonostante l’assurdità e il sarcasmo provochino una certa ilarità, il film non convince, chissà forse troppo lontano dalla nostra sensibilità.

Anche per il secondo, l’argentino Amar es Bendito, vale un discorso simile. Mecha, Ofelia e Ana Laura sono coinvolte in uno strano gioco di relazioni che va verso lo scambismo. Fra il grottesco e il drammatico, gli eventi e i personaggi appaiono esagerati e irreali, e causano l’alzarsi di più di un sopracciglio.

Insomma, così si conclude la seconda giornata del Some Prefer Cake. Restate sintonizzati su Soft Revolution per la prossima puntata alla fine del festival. Se ne frattempo siete curiose, non potete esserci e vorreste teasers e sneak peek, seguiteci pure su Twitter (@softrevzine). Colgo anche l’occasione per ringraziare lo staff disponibilissimo del festival che mi ha permesso di ricaricare il telefono e quindi hanno fatto sì che questa cronaca nascesse. E fanno anche buoni panini. Quindi, affrettatevi e unitevi a noi per gli ultimi intensi giorni!


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.