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Siri Hustvedt: scrittrice e poetessa prima che mog...

Siri Hustvedt: scrittrice e poetessa prima che moglie

di Nadia Corvino

Siri Hustvedt è una scrittrice e poetessa statunitense di origini norvegesi, non molto famosa e oscurata in parte dalla fama di suo marito Paul Auster, scrittore di successo famoso soprattutto per la “Trilogia di New York”. Parla da sé il fatto che nella biografia di Siri, presente sulla quarta di copertina del suo romanzo Quello che ho amato, venga sottolineata la sua relazione matrimoniale con Paul Auster, mentre nella biografia del marito – che la inserisce come personaggio nel suo stesso romanzo – lei non venga nemmeno citata.

Ho conosciuto questa autrice prima attraverso il suo saggio La donna che trema. Questo saggio è il frutto di lunghe ricerche dell’autrice nell’ambito della psicologia e della neurologia, con lo scopo di indagare e smitizzare i tremori dovuti alla patologia che una volta veniva chiamata isteria (che ora in base alle casistiche è definita con nomi diversi) ed era erroneamente considerata tipicamente femminile (da qui l’uso comune di definire donne particolarmente nervose come persone “isteriche”). La donna che trema è un libro in cui manca completamente lo stampo accademico di un saggio, ma anzi si rivela un viaggio quasi colloquiale attraverso l’esperienza personale dell’autrice.

siri hustvedt quello che ho amatoQuest’anno invece mi sono ritrovata di fronte al suo romanzo più famoso, Quello che ho amato, con non pochi pregiudizi dovuti al titolo, che sembrava preludere ad un romanzo sdolcinato su un amore perduto. Dopo già poche pagine il libro si è dimostrato invece una rivelazione presto finita nella lista dei miei libri preferiti.

Il romanzo è filtrato attraverso una voce maschile, Leo Hertzberg, storico d’arte che decide di rintracciare l’artista William Wechsler, autore ancora sconosciuto di cui Leo ha avuto l’occasione di comprare un dipinto. La loro conoscenza si trasforma ben presto in una forte amicizia che legherà non soltanto i due uomini, ma anche le rispettive mogli prima (Erica e Lucille), e, dopo il divorzio di William, anche la nuova moglie Violet. I cinque personaggi sono legati da una grande passione per l’arte e la letteratura, che in un modo o nell’altro rivestono un ruolo centrale nella loro vita. A fare da sfondo è la città di New York, che dagli anni ’70 in poi si evolve assieme al corso degli eventi.

Il libro è divisibile in due momenti, incentrati entrambi sulla vita dei due amici e delle loro mogli. Nella prima parte viviamo la fase di conoscenza e gli anni di amicizia tra queste due coppie, ancora nelle prime fasi del loro amore, e poi l’incedere di dinamiche relazionali sempre più complesse ed articolate. Una forte tensione attrattiva unisce sia Leo e William che Erika e Violet; queste tensioni sfociano in legami intellettuali che spingono i personaggi a collaborare alle rispettive opere ed a contaminarsi con le proprie idee. È sempre sottinteso però un alone di sensualità che turba spesso i loro sentimenti.

Nella seconda parte è il dolore ad essere protagonista, perché entrambe le coppie perdono i propri figli, uno attraverso la morte e l’altro attraverso la droga. L’età e le tragedie hanno sciolto le tensioni che intercorrevano tra i personaggi, che hanno lasciato spazio ad un forte legame affettivo. Proprio questo affetto spingerà Leo a partire alla ricerca del figlio del suo amico William, decisione che di punto in bianco catapulta le vicende in un’atmosfera noir.

siri hustvedt

Siri Hustvedt

A stupire di Quello che ho amato sono la scorrevolezza della lingua e lo stile asciutto ma al contempo appassionato dell’autrice, capace di far trasudare da ogni parola un profondo amore per l’arte e di far trasparire quell’intreccio di complessi sentimenti senza il bisogno di descriverli. Perché è proprio di questo che tratta il romanzo in modo molto aperto e moderno: emozioni difficilmente catalogabili nelle solite etichette di amore, amicizia e dolore, ma piuttosto di come queste si intreccino e formino dentro di noi un unico stato d’animo, molto complesso ed in continuo divenire.

Siri Hustvedt è insomma una scrittrice poliedrica, capace di indagare nell’animo e nella psiche sia attraverso i suoi romanzi che i suoi saggi, intrisi entrambi di ingegno ed al contempo di una grande umanità, ma anche capace dimostrarsi una donna indipendente e moderna, sia per le proprie scelte artistiche che per i personaggi che crea.

In homepage: Siri, foto di Dan Callister / Rex Features


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