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Protect me from what I want: la sindrome della cro...

Protect me from what I want: la sindrome della crocerossina

Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l’amore) dall’altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza.

Ho sempre creduto nella provvidenzialità dei libri. Leggere le cose giuste nel momento giusto. Quando lessi questa frase ne L’insostenibile leggerezza dell’essere fui come folgorata da una domanda che, ne sono certa, ha ribaltato la mia vita nel successivo anno. “Io sono capace di amare?”. Tralasciando tutte le inutili questioni à-la Federico Moccia per cui l’amore è spontaneità e non ci sono regole… il mio modus amandi era sano? Ero felice? Cosa volevo in cambio?

Da due anni e mezzo circa portavo avanti per inerzia una relazione cominciata male. Avevo sedici anni ed ero imbottita di un discreto bovarismo che mi faceva vivere nella convinzione di essere parte di un film o di un libro. C’erano stati momenti meravigliosi, ma anche tanti – e pesantissimi – periodi bui, così come accade in tutte le storie. Tuttavia sembravo passar sopra a quei segnali che mi avrebbero dovuto far capire che in quel rapporto c’era qualcosa che non andava. Pian piano mi sono accorta di essere caduta in un vortice di annullamento della mia persona e dei miei desideri, aspirazioni, sentimenti e bisogni: volevo essere una crocerossina, “salvare” il mio partner e “redimerlo” dai suoi problemi. Parlando con amiche, ho notato che questa forma di relazione in cui la componente femminile tende a farsi carico di tutti i complessi di quella maschile è molto frequente. La chimica dell’amore è un affare assai complesso e delicato: certamente, anche l’aspetto psicologico di una persona gioca un ruolo decisivo al di là del genere.

sindrome della crocerossina

Una relazione basata su questi presupposti era in realtà la culla di un blocco che sono riuscita a superare soltanto con una presa di consapevolezza della mia femminilità. Sembra assurdo, ma l’essere “crocerossina” non era un modo per farmi realmente carico dei problemi altrui, ma un modo meschino per nascondere i miei. L’incapacità, ad esempio, di riconoscere i miei errori; la debolezza e la passività con cui affrontavo gli ostacoli. Ora che ho superato la cosa, sembra tutto più facile, ma la dipendenza dall’altro non ha fatto altro che schiacciare enormemente i miei desideri, le mie aspirazioni, i miei sentimenti.

Cosa c’entra la femminilità con tutto questo? C’entra, eccome. Un giorno mi sono guardata allo specchio e mi sono chiesta: sei felice? Ti piaci? Ti svegli la mattina e senti che hai un obiettivo da perseguire? Davanti a me vedevo solo una ragazza confusa che non sapeva nemmeno rispondere a queste domande così semplici. Così, ho approfondito quelle convinzioni femministe che mi ronzavano nella testa da un po’. Ho letto molto, ho cominciato a scrivere per Soft Revolution Zine, ho passato molto tempo fuori dalla mia odiata/amata camera da letto a respirare aria migliore, ho recuperato amicizie e rapporti con persone che avevo lasciato da parte. Ho lentamente compreso che la mia vita non poteva limitarsi ad un rapporto insalubre e dannoso. Mi ero invischiata da sola e dovevo uscirne da sola. E così è stato.

sindrome della crocerossina
L’amore è fatto di condivisione ed equilibrio. Quando questo equilibrio si spezza, non si può continuare a sbattere la testa contro un muro di illusioni. È un processo lungo e doloroso quello della presa di consapevolezza, ma necessario per la propria dignità di donna. Ognuna di noi merita di essere felice indipendentemente da chi ha accanto, ognuna di noi ha il diritto di circondarsi di persone positive. Ovviamente non penso di essere in grado di dare lezioni di vita a nessuno, ma vi assicuro che quando vi riguarderete allo specchio dopo esservi lasciate alle spalle tutto ciò, vedrete solo voi stesse. E sarà bellissimo.


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  1. LAURA V.

    19 agosto

    Se crediamo che leggere le cose giuste al momento giusto sia illuminante e fondamentale, leggere questo articolo in questo momento è stato decisamente d’aiuto. Grazie Jennifer. (:

  2. Grazie a te Laura, mi fai arrossire!

  3. Paolo1984

    19 agosto

    desiderare di essere amati, cercare l’amore è legittimo e normale..non vuol dire non saper amare (perciò lo slogan proteggimi da ciò che voglio non mi convince de tutto)..il problema è che a volte amiamo chi non lo merita, sostenere come possiamo la persona amata nei suo problemi e difficoltà è giusto (e non è annullarsi) ma deve essere reciproco come l’autrice ha compreso. Bellissimo articolo

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