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Pregio: la graphic novel Shadoweyes e le sue prota...

Pregio: la graphic novel Shadoweyes e le sue protagoniste

Fatta eccezione per i link al fumetto Shadoweyes, gli altri indirizzano a esempi di copertine o panel di fumetti e manga, carte da gioco e videogiochi. Non sono classificati né venduti come pornografia, tuttavia se provate fastidio di fronte ad abiti trasparenti e seni volanti l’articolo è comprensibile anche senza visionare gli obbrobri che esistono al mondo.

Stufe di vestitini striminziti?

Pose e mosse che necessitano di un chiropratico?

Tette impossibili che sfidano l’anatomia e la gravità?

Per chi, come me, non vuole rinunciare a un fumetto con una supereroina ma rabbrividisce di fronte alla temuta “boobs and butt pose”, Shadoweyes è una graphic novel scritta e disegnata da Ross Campbell ed è la panacea a tutto questo lerciume.

SHADOWEYES

Ambientato in un universo che non è post-apocalittico ma quasi, il fumetto introduce una supereroina improbabile ma proprio per questo realistica. Scout vuole fare la “vigilante” (ovvero, si improvvisa Batman) assieme all’amica Kyisha per proteggere gli abitanti di Dranac.

Proteggerli da cosa rimane un mistero. Perché la storia non prevede né supercattivi, né minacce aliene, né cataclismi e nemmeno gemelle malvagie. Scout è una teenager vegana con manie da crocerossina che semplicemente decide di rendere il mondo migliore a modo suo; nel tentativo di fermare un borseggiatore riceve un mattone in testa e inspiegabilmente si trasforma in una strana creatura blu. Da quel momento in poi continuerà il suo lavoro di vigilante sfruttando il suo nuovo corpo.

Ora, nonostante la casualità della trasformazione, non sembra una storia molto diversa dalle solite. Cosa ha di speciale? Tanto per cominciare i personaggi femminili non sono tutti uguali, e, anche se il mio stesso stupore mi mette tristezza, si tratta sempre di una bella sorpresa. Hanno interessi e caratteristiche diverse e soprattutto, corpi diversi vestiti in modo diverso.

Kyisha, ad esempio, è intersessuale. Quest’aspetto del personaggio è molto ben descritto: Ross Campbell riesce a parlare credibilmente dell’esperienza di Kyisha e di quello che deve affrontare senza rendere l’intersessualità l’unico tratto distintivo del personaggio.

shadoweyes

Sparkle, bassa, plus size, campionessa del gioco di carte Pony Master, perennemente vestita di rosa, stelline e brillantini. La cosa che mi entusiasma di più di Sparkle è che non è un personaggio “rosa, zuccheroso e femminile” ma nemmeno il topos opposto del “rosa ma comunque forte e spaccaculo”, che in ogni caso si basa sulla presunta originalità di combinare due caratteristiche considerate ossimoriche: Sparkle invece è “rosa” e credibile, perché oltre al suo lato frivolo ci vengono offerte tutte le altre sfaccettature del suo carattere.

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Scout, la protagonista, dopo solo poche pagine è già diventata uno strano mostro blu, il che ci risparmierebbe qualsiasi discussione sul suo corpo. Tuttavia non ho potuto fare a meno di notare quanto sarebbe stato semplice renderla una versione diversa di Mystique della Marvel, una ragazza nuda dipinta di blu. E invece Scout si trasforma in questo:

shadoweyes

Liberandoci direttamente dal problema.

Uno degli altri elementi esaltanti è la mancanza di un antagonista preciso – almeno per ora, poiché il fumetto è in produzione e siamo solo a 250 pagine. Se noi avessimo un potere, una capacità, quale sarebbe la nostra battaglia? I supereroi classici normalmente hanno un supercattivo. Scout no. La cosa permette discorsi su cosa sia la morale, su come scegliersi le proprie sfide, sul dove segnare i propri limiti: quando è giusto usare la violenza e quando non lo è? Chi è il cattivo?

Shadoweyes è realistico e ben costruito. Campbell è un ottimo narratore e dalle sue pagine traspare l’impegno non tanto a soddisfare un pubblico preciso quanto a soddisfare i desideri dei suoi stessi personaggi; a partire dallo stesso nome da vigilante di Scout, nome che poi diventerà la sua identità di mostro blu. Che nome può scegliersi un’adolescente con influenze emo e desideri di riscatto? A pensarci adesso, io sceglierei un nome più corto, meno triste: ma se ritornassi a quando avevo quattordici anni, Shadoweyes tutta la vita.


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  1. Paolo1984

    29 luglio

    anche i personaggi “rosa e femminili” e quelli “rosa e spaccaculo” (qualunque significato diamo a questo “rosa”) possono essere credibili dato che esistono, possono esistere ragazze, donne così come esistono ragazze simili a sparkle.
    Quanto alla fisicità delle classiche super-eroine, è realistica quanto quella dei super-eroi maschi.

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