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Serie TV pregevoli: Top Of The Lake

Vi presento 6 spunti senza spoiler significativi per invogliarvi a guardare – e prendervi molto bene per – Top Of The Lake, miniserie firmata da Jane Campion e Gerard Lee, co-prodotta da BBC, UKTV e Sundance Channel.

1) Quelli che Björk definirebbe emotional landscapes

Emotional Lanscapes

Emotional Landscapes

Ambientata a Lake Top, un’immaginaria località rurale della Nuova Zelanda, Top Of The Lake mette in chiaro una cosa già dai bellissimi titoli di testa: qui la natura è una faccenda seria. Complice una fotografia di livello notevole, mi trovo di fronte ad una familiare sensazione di ansia da boschi, teste di cervo impagliate, montagne e in questo caso particolare caso, è il lago di Top of The Lake a dare vita al dramma attorno al quale ruota la serie.

The Stag

The Stag

2) Tui ha solo 12 anni, ma ne ha già viste di tutti i colori

Protagonista del mistero di Top Of The Lake è Tui Mitcham, figlia di Matt Mitcham, noto personaggio locale dall’aria losca e dai traffici ancora più loschi. La vediamo nel primo episodio mentre cerca di affogarsi nelle acque del lago che accompagnerà lo spettatore per tutta la serie, un reminder simbolico della disperazione e buio che aleggia sulla città di Lake Top. Perché Tui vuole affogarsi? Qual è il segreto che nasconde? Cosa la spingerà in seguito a scappare di casa?

Tui Mitcham

Tui Mitcham

3) Affrontare il passato è una cosa da duri

Il Detective Robin Griffin – una stellare Elizabeth Moss – ritorna a Lake Top per assistere la madre malata di cancro, e viene coinvolta nelle indagini sul caso di Tui Mitcham data la sua esperienza nel lavorare con minori. Collaborando con la polizia locale, Robin riapre ferite di un passato non del tutto sopito, e l’intensità delle vicende personali della detective si sovrappone in maniera dolorosa alla sparizione di Tui. Robin lotterà per riportare Tui a casa e per non farsi sopraffare dai propri demoni.

Robin Griffin, alias Elizabeth Moss

Elizabeth Moss, alias Robin Griffin

4) Le donne di Paradise

Momento di pregio della serie, l’elemento che a mio parere ha dato a Top Of The Lake la scintilla per diventare di diritto una serie da non perdersi. Il giorno in cui Tui decide di affogarsi, a Lake Top approda una comitiva di donne, che capitanata dalla bizzarra GJ, mezza profeta e mezza guida spirituale dai modi bruschi, si installa su un lembo di terra chiamato Paradise. Matt Mitcham reclama malamente il diritto di proprietà sulla terra: vistosi scacciare, umiliato, dichiara guerra aperta alle donne di Paradise.

Holly Hunt, alias GJ

Holly Hunt, alias GJ

Chi sono queste donne? Cosa cercano? La piccola comunità si stringe attorno a GJ – Holly Hunt, in un’interpretazione degna di stima – alla ricerca di una nuova strada, per curare le proprie ferite e affrontare la vita in maniera diversa. Ognuna con il proprio fardello, le donne di Paradise sono il contorno quirky e amaramente ironico al mistero dai toni polizieschi di Tui: difficile descrivere il loro ruolo nella serie in maniera netta, senza dubbio la loro presenza scatena una rottura nell’universo esplicitamente maschilista di Lake Top.

Paradise

Paradise

5) Mondi ai ferri corti

Top Of The Lake offre uno spaccato di brutalità sociale considerevole: corruzione, criminalità, spaccio di droga e abusi di vario genere sono l’arteria pulsante della serie. A farla da padroni sono gli uomini del clan familiare di Matt Mitcham, figli, amici e complici uniti in un fitto bandolo di violenze e invisibili gerarchie. La sparizione di Tui e l’arrivo delle donne di Paradise incrina l’equilibrio fino ad allora vigente. Chi la spunterà?

Il Clan Mitcham

Il Clan Mitcham

Le donne di Paradise

Le donne di Paradise

6) Mai dismettere i panni della super eroina!

Lucy Lawless, meglio nota al mondo intero come Xena la Principessa Guerriera, interpreta una parte chiave nello sviluppo delle indagini sui torbidi segreti di Lake Top. Imperdibile performance drammatica!

Lucy Lawless

Lucy Lawless


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  1. tess

    6 maggio

    Questa miniserie mi era davvero piaciuta. Un errore di molti critici, a parer mio, è la lettura troppo spiccia della storia che dovrebbe essere interpretata per allegorie e simboli. Meravigliosi i paesaggi e la recitazione, Jane Campion poi è divina.

  2. Caterina

    6 maggio

    Mi hai convinta 🙂
    La fotografia sembra effettivamente bellissima.

  3. Valeria Righele

    6 maggio

    La guarderò sicuramente. Mi fidavo già dei tuoi gusti in fatto di serie televisive, ma qui hai offerto una manciata di spunti davvero molto interessante. Con Lucy Lawless poi, you got me 🙂

  4. martina

    6 maggio

    Dateci dentro ragazze! Sono solo 6 – purtroppo? per fortuna? – episodi meritatissimi. Unica pecca: l’inglese strettissimo in certi passaggi – da sottotitolo ove possibile. Però merita 🙂

  5. Shib

    11 maggio

    Una delle serie più belle dell’anno scorso, insieme a OITNB

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