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Sapere è potere: Masters of Sex

Masters of Sex è una serie tv americana, basata sul romanzo omonimo di Thomas Maier. Prodotta da Showtime, è di recente stata trasmessa da Sky Atlantic: l’uscita della seconda stagione negli Stati Uniti è prevista per il 13 luglio 2014, e io l’attendo con una certa aspettativa.

Ma cos’è Masters of Sex?

Negli anni ’60, mentre l’uomo esplora lo spazio per la prima volta, il Dr William Masters e la sua assistente Virginia Johnson avviano lo studio pionieristico sulla sessualità che ha illuminato il mondo. Lo studio era volto a rispondere ad una domanda fondamentale: cosa ci succede quando facciamo sesso? “Sesso” non era esattamente una parola all’ordine del giorno a St. Louis, Missouri, durante il dorato periodo post bellico americano, fatto di grandi sogni, speranze e fulgore domestico. Ma William e Virginia si sono fatti questa domanda, e hanno deciso di rispondere in maniera scientifica.

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Gli scienziati Virginia Johnson e William Masters

Masters of Sex racconta la storia dei due scienziati, fatta di ricerca clandestina e appassionata, motivata dall’urgenza atavica di capire uno degli aspetti più importanti della vita di donne e uomini, il sesso, appunto. La serie racconta inoltre la vicenda sentimentale che finisce per coinvolgere i protagonisti – interpretati da Lizzy Caplan e Michael Sheen – offrendo uno spaccato estremamente umano, a tratti straziante, della società americana dell’epoca.

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Lizzy Caplan e Michael Sheen, alias Virginia Johnson e William Masters

Premetto di aver iniziato la serie armata di scetticismo, affascinata dalle ambientazioni molto evocative alla Mad Men, ma poco propensa a sorbirmi l’effetto Hysteria, ossia quello di una una storia interessante trattata con un po’ troppa goliardia. Invece, Masters of Sex mi ha stupita. Più volte mi sono trovata a vivere con emozione il momento in cui un’ipotesi si faceva largo nella testa dei protagonisti, e diventava oggetto di studio: è stato un viaggio a ritroso nel tempo, vivendo un costante flashback di scoperte senza precedenti per l’umanità.

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Strumentazione tecnica

La serie si fa incalzante quando dal dato statistico si passa alla reazione umana: ogni risposta fisiologica tracciata dal Dr Masters e Virginia Johnson ha l’effetto deflagrante di una bomba atomica, sia per la comunità scientifica che per la società. In particolar modo, la bomba esplode per per le donne: dire ad una donna che non ha bisogno di un uomo per provare piacere poteva essere un’arma mortale per l’ordine sociale vigente.

Se sapere è potere, Virginia Johnson è l’incarnazione di questo statement. È una donna che lavora, ha due figli e altrettanti divorzi alle spalle. Ambiziosa ed intraprendente, stupisce soprattutto per la sua conoscenza di una cosa tanto banale quanto allora ignota per una donna: il proprio corpo e i propri desideri.

Nel quarto episodio, intitolato Thank You For Coming, Virginia è descritta come speciale proprio perché “She knows what she wants, and she’s not shy about it”. Il suo apporto alla ricerca del Dr Masters è tanto fondamentale quando controverso: pensare fuori dagli schemi non è mai stato semplice per nessuno, ma per una donna degli anni ’60, intenzionata a dare credibilità alle proprie idee in campo medico, ancora di più.

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Lizzy Caplan, alias Virginia Johnson

Gli anni ’60 sono finiti da tempo, e con essi il considerare il sesso un argomento poco adatto alle delicate orecchie femminili. Adesso il sesso è facilmente reperibile e visionabile, non desta particolari scalpori, quasi annoia. Credo tuttavia che ancora esista un’ignoranza spaventosa sul sesso e sulle infinite sfaccettature di sentimenti ad esso legati. È un’ignoranza diversa da quella generata dal tabù; è il genere di ignoranza data dal fatto che, in teoria, dovresti già sapere tutto – c’è internet ormai, no? – ma la realtà dei fatti è che conoscersi e conoscere l’altro attraverso il sesso è una faccenda ancora estremamente personale e complessa.

Non solo fra i più giovani, ma anche fra i miei coetanei nei loro late twenties, e fra donne e uomini molto più grandi di me. Forse per questo mi piacerebbe che Masters of Sex fosse presa in considerazione da chiunque, non solo come occasionale entertainment da serie televisiva, ma come sbalorditivo momento di scoperta dell’ovvio, del banale e dello sconcertante mistero che è il nostro corpo.


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