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Pulita dentro e bella fuori: della nuova pubblicit...

Pulita dentro e bella fuori: della nuova pubblicità dell’acqua Rocchetta

laura
di Carlotta Majorana

L’acqua è il principio di tutte le cose, almeno questo è quello che mi hanno insegnato a scuola, durante le lezioni di filosofia. Eppure, da circa un decennio, i pubblicitari ci informano che l’acqua che beviamo determina anche la nostra bellezza. Parlo del nuovo, terrificante spot dell’acqua Rocchetta dove troviamo Laura Chiatti, sostituta dell’eterna ex miss Italia Cristina Chiabotto, nei panni di una premurosa zia che dispensa consigli alla sua nipotina, preoccupata di diventare bella come lei.

Quelli di Rocchetta, che già possono vantare nel proprio palmarès una condanna per pubblicità ingannevole, avranno pensato che tanto valeva continuare a veicolare messaggi sbagliati e dannosi, martellando con lo slogan “Rocchetta, la mia acqua della bellezza”. Particolarmente spregevole, e oggettivamente assurdo, è l’utilizzo di una bambina, tanto sveglia da notare un particolare irrilevante come la marca dell’acqua che beve la zia (mai vista una bambina attenta a questo genere di cose), ma già completamente prigioniera della convenzione sociale che vuole le donne belle a qualunque costo.

La pubblicità propone una soluzione tutto sommato semplice, bevi Rocchetta e sarai bella, eliminerai le “scorie” – come se una donna dovesse prestare attenzione al proprio aspetto fisico in ogni singolo momento della giornata, compreso quello in cui, assetata, si beve un bicchiere d’acqua. Ecco, anche in quel momento è importante selezionare l’acqua che beve, non sia mai che si trovi a bere un’acqua che la faccia diventare brutta! Come se fosse quella, la funzione dell’acqua.

I pubblicitari e i mass media non sono amici delle donne e questo si sa. Non sono amici nemmeno delle bambine, che vengono invitate a sessualizzarsi il prima possibile, nonostante l’ipocrita frase che viene rivolta alla bimba in questione dalla zia Laura: “Ma tu sei già bellissima!” – una chiusura buonista dopo l’esaltazione della bellezza come valore intrinseco e irrinunciabile.

Infine, la bambina corre a fare la pipì, edulcorando la parola con l’odioso “vado a fare plin plin”, perché le donne belle ed aggraziate che scolano fiumi di acqua non possono poi nemmeno esprimersi liberamente quando parlano delle proprie, reali, esigenze fisiche. Pulite dentro, belle fuori e senza fastidiose necessità fisiologiche che ne intacchino la perfezione, fin da bambine. Effetto Rocchetta.


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  1. Annoula

    14 maggio

    ma più che altro, è ingannevole perchè non conosco altra acqua che non faccia “fare plin plin” e che dunque, con la “plin plin” detta anche pipì, non elimini le scorie. tutte le acque lo fanno.
    credo sia in questo e non sulla questione dell’innominabilità della pipì l’assurdità dello spot. anzi, mi pare che le donne in questa pubblicità, o almeno quelle che bevono rocchetta sono praticamente commensurate a delle fontane piscianti….
    la pubblicità ti dice, praticamente, “se pisci di più, sei più bella”, il che è una verità. la pelle è sicuramente più bella, il corpo sta meglio, e tutta una serie di altre cose piacevoli… la questione di fondo è che 1. non è un discorso “sessuato”. anche gli uomini sono “più belli” (=hanno un corpo più sano, e dunque più bello). 2. è una qualità intrinseca a tutte le acque, in bottiglia e non.

  2. martina

    14 maggio

    Questa pubblicità ha sempre avuto un effetto diuretico su di me, non posso esimermi dal farmela sotto dal ridere ogni volta che sento la Chiatti dire “Ma sei già bellissima”. Rocchetta, l’acqua marchetta.

  3. paola

    19 maggio

    Pipì, santo cielo, pipì. Il “plin plin” non è elegante: è volgare!

  4. paola

    5 luglio

    E poi perché questi strani pubblicitari hanno vestito la bambina come una scema? È vestita come mi vestivo io alla sua età, in effetti… solo che erano gli anni 70 e dovevo mettere i vestiti smessi di mia sorella più grande di due anni… e sembrava una scema anche negli anni 70.

  5. ALIENOcurioso

    17 luglio

    X Paola:
    MAgari plin plin è stato usato perchè una volta non si poteva dire pipì in Televisione o nelle trasmissioni radio e plin plin (oltre ad esser un suono onomatopeico)era un assonanza alla pipi.

    X tutti: ma chi è quella bambina ?

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