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Principesse guerriere e riscrittura di miti: Why X...

Principesse guerriere e riscrittura di miti: Why Xena matters

Al tempo degli Dei dell’Olimpo, dei signori della guerra e dei re che spadroneggiavano su una terra in tumulto, il genere umano invocava il soccorso di un eroe per riconquistare la libertà.

La conosciamo tutti.

Finalmente arrivò Xena, l’invincibile principessa guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie. La lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con indomito coraggio da colei che, sola, poteva cambiare il mondo.

Se si parla di miti, non possiamo non parlare di Xena. Questo perché, a parte rovinare effettivamente tutti i miti greci, romani e chi più ne ha più ne metta, con le sue trashissime e volute imprecisioni storiche, è stato e rimane uno dei telefilm più iconici della nostra generazione. L’anno scorso mi sono imbarcata nell’epica impresa (pun intended) di riguardarlo tutto da capo, tutte le 6  stagioni, tutti i 135 episodi, in lingua originale. E vi dirò, è stata un’esperienza oltremodo interessante.

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Xena: Warrior Princess, andato in onda dal 1995 al 2001, era nato come spin-off di Hercules, ma, grazie al cielo, le incursioni dei nostri virili eroi sono scarse e sparse in giro per la serie. Insomma, non creano troppi problemi. Xena: Warrior Princess ha una marea di difetti. Esempi includono:

  • Fan service: i costumi
  • Queer baiting: continue allusioni all’omosessualità femminile delle protagoniste, senza però mai sbilanciarsi “troppo” in quella direzione.
  • Più che inaccuratezze, direi RISCRITTURE storiche.
  • No, davvero, il trash è senza limiti.

Eppure sono convita che rimanga uno dei telefilm più importanti nella storia della televisione e nelle storie di moltissime donne, ragazze, bambine e non solo. Per la prima volta al centro di una storia si trovava non solo un’eroina senza macchia e senza paura (che in realtà di macchie e di paure ne aveva un bel po’), ma la relazione strettissima fra due donne, che fosse essa d’amicizia, d’amore o entrambe ne riparleremo dopo. Il punto è che nonostante le storyline con i signori della guerra di turno, Ares il rubacuori, paradisi e inferni, salvare il mondo, e figlie concepite dal demonio, il punto di Xena non è Xena. Anzi. Il punto di Xena è Olimpia (che d’ora in avanti chiamerò con il suo nome originale: Gabrielle).

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E vi assicuro che non sto dicendo baggianate. Stagione dopo stagione, episodio trash dopo episodio trash, Xena cambia, si redime, diventa, in breve, la persona che avrebbe sempre voluto essere, grazie a Gabrielle. E Gabrielle, a sua volta, cresce, cambia, perde tutta l’innocenza della ragazzina testarda che voleva fare grandi gesta, uccide, muore un paio di volte, seduce, diventa regina delle Amazzoni, diventa madre, si sacrifica, combatte, vince. Quella che, a prima vista, potrebbe sembrare unicamente una variazione di taglio di capelli, è in realtà lo sviluppo di un personaggio che manca a moltissimi altri telefilm. Sì, le trame degli episodi sono incredibilmente trash e demenziali. Sì, i combattimenti sono fintissimi. Sì, ci sono puntate nel futuro con cloni, reincarnazioni e lo sfondamento del fourth wall nel quale per la prima volta emerge il “fandom” (“il regno dei fan”, in breve, the internet). Sì, ci sono puntate musical, sosia, sosia usati multiple volte, fratelli gemelli, multipli fratelli gemelli. Sì, i miti greci non sono più stati gli stessi. E nemmeno la storia romana. E nemmeno l’epica greca. Eppure, datemi due personaggi femminili coerenti e coesi, due personaggi forti e fragili, pieni di pregi e di difetti, due personaggi che crescono l’una grazie all’altra, due personaggi con un profondo affetto (amore, emh emh) l’una per l’altra che supera, letteralmente, ogni barriera di questo universo. Ebbene, datemi ciò e il resto non importa. Anzi, vi dirò di più, il resto inizia a sembrare divertente. Fantastico, a volte. Perché dovete sapere che ci sono delle verità che la storia non vi racconta e Xena invece tells it like it is. Chi credete che aiutò gli Achei a entrare a Troia? Xena. Secondo voi fu davvero Cleopatra ad avere una relazione con Antonio? No, fu Xena, perché Cleopatra era già stata uccisa da Roma, e lei voleva vendicare la sua amica. Chi credete che insegnò a un giovane Omero il mestiere del bardo? Gabrielle. Chi ispirò Bruto a pugnalare Cesare alle spalle? Xena, perché Cesare, dopo una breve storia di “passione”, l’aveva fatta crocifiggere. Chi tentò l’angelo Lucifero fino a farlo cadere negli abissi dell’inferno? Xena (don’t even ask, è una lunghissima storia). E potrei continuare all’infinito raggiungendo picchi di ricolo e assurdo. Devo ammettere che alcune saghe sono proprio brutte (esempio: gli shamani), ma altre, come quella delle Amazzoni o dei bardi, rimangono alcune delle più divertenti.

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E non dimentichiamoci di Corilo (vero nome: Joxer). Quello che avrebbe dovuto essere l’eroe, è ridotto a macchietta innamorata (senza alcuna possibilità) di Gabrielle. Ma non è l’unico.
I personaggi maschili di questo telefilm vanno e vengono, s’innamorano di Gabrielle e di Xena, a turno, hanno brevi relazioni con loro, ma le due eroine vanno sempre avanti, insieme, a dispetto di tutto e di tutti. La grande frustrazione del telefilm è proprio questa: Xena e Gabrielle, nel corso di sei stagioni, costruiscono quella che, a tutti gli effetti, se uno dei due personaggi fosse stato un uomo, sarebbe stata chiamata “coppia di fatto”. Si supportano e si aiutano, si vivono nei loro momenti peggiori e sono le uniche a fare la differenza l’una per l’altra, qualsiasi sia la magia o il dio che hanno fatto adirare. Crescono persino un figlio insieme. Si baciano diverse volte (censurate nella versione italiana), seppur con scuse varie (una dei due deve sempre essere nel corpo di un uomo). Si chiamano, e tutti le chiamano, anime gemelle. E poi subito dopo “migliori amiche”. È incerto se tutto ciò possa essere considerato queer baiting o semplicemente limiti imposti dai network omofobi del tempo. Ma in interviste e festival vari, le attrici hanno ammesso a tutti, e ci sono anche diverse chicche nel telefilm, che alludono al fatto che i fan “avessero ragione”.

Xena: Warrior Princess è la storia lunghissima di un due donne che si incontrano, crescono insieme, maturano insieme, diventano amiche, si innamorano, e passano il resto della propria vita insieme, cercando di sopravvivere al mondo che le circonda. E io non posso far altro che dire: grazie. Nonostante la frustrazione, nonostante il trash (ormai diventato imperdibile), nonostante il fatto che distruggano (anche letteralmente) l’olimpo greco e romano, io vi dico: ne è valsa la pena. Perché io, una storia così, non me la dimenticherò mai. E neanche voi, scommetto. Neanche voi.

Serviva un eroe. Arrivò un’eroina. Meglio di così si muore.


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  1. Paolo1984

    24 Aprile

    nessuno degli “esempi” e in particolare i primi due però è necessariamente un difetto, dipende da come viene gestito.
    E’ vero che in Xena il trash e i paradossi temporali hanno raggiunto punte di ridicolo non si capisce fino a che punto volontario

  2. Paolo1984

    24 Aprile

    comunque è stato un telefilm importante anche per i motivi ricordati nel post come sempre interessante

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