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Le cose che ci sono piaciute di più nel 2014, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2014, pt. 4

Come ogni anno, vi presentiamo una lista delle nostre cose preferite degli ultimi dodici mesi. Man mano che vengono pubblicati, potrete trovare i post del 2014 al tag Preferiti 2014.

 

Elizabeth Strout
di Chiara Bonsignore
elizabeth stroutEra aprile quando la mia libraia preferita mi ha consigliato Elizabeth Strout. Ho letto Olive Kitteridge, che ha vinto il Pulitzer nel 2009, e mi è piaciuto, ma era ancora tutto sotto controllo. Poi però ho trovato Amy e Isabelle e mi sono persa, per riemergere solo all’ultima pagina come fossi reduce da una vita altra. Elizabeth Strout condivide con Alice Munro la capacità di trovare la tensione latente nel quotidiano e di esplorare i piccoli moti dell’animo, specie quelli che non ci raccontiamo.
Il modo in cui mette a nudo le vite interiori degli abitanti di piccole realtà di provincia è assieme implacabile e pieno di compassione, mentre la sua prosa trova un raro equilibrio tra lirismo e asciuttezza. A Olive, Amy, Isabelle e al reverendo Tyler – protagonista di Resta con me – si vuole bene come a certi fratelli, che quando sbagliano non sai se dar loro uno schiaffo o abbracciarli forte, fortissimo e non lasciarli più. Dei suoi romanzi mi manca ancora I ragazzi Burgess, ma non ho il coraggio d’iniziarlo, perché, sennò… dopo cosa faccio?

 

Four Chambers
di Marta Magni
Un piccolo progetto di porno indipendenti o, per citare le loro stesse parole: fledgling artisan erotica studio and cinemascope. Qui trovate il loro Tumblr, per farvi un’idea delle cose assai belline che fanno.

 

Ryan AdamsRyan Adams di Ryan Adams
di Martina Ioriatti
Disco preferito in assoluto del 2014. Uscito a settembre, riesce in quella rara, complicatissima missione di andare dritto al cuore e scollegare la mente da tutto il resto. Con un delicata manovra di persuasione musicale, ha reclamato e ottenuto tutta la mia attenzione: è da quando ero un adolescente che non mi capitava di passare l’intera durata di un disco ad ascoltarlo e basta, incapace di fare altro nel mentre.
Nona pubblicazione della sua estremamente prolifica carriera, Ryan Adams irradia un’energia notturna che sa di neon, lunghi giri in macchina e futuro incerto. Sa di rassegnazione speranzosa, e passione dolorosa per il passato. È il mio “rumore” di sottofondo da mesi, il compagno di viaggio giornaliero dal quale non riesco più a fare a meno.

 

curcuma-1Curcuma
di Valentina Cardana
Sono diventata dipendente dal colore giallo della curcuma, tanto che oltre che per la salute, la utilizzo per dare quell’esplosione di colore inconfondibile a tutti i piatti che cucino. Nota anche come “zafferano delle Indie”, sembra che stia bene un po’ dappertutto, dal pesce ai legumi, dai primi piatti alle insalate. Io la utilizzo sia durante la cottura che a crudo, mischiata anche all’olio per il condimento.
Il sapore non è forte, ecco perché questa spezia è adatta a chiunque, ovviamente senza esagerare. Mai separarla dal pepe nero che è indispensabile per il suo assorbimento e per attivare le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antitumorali. Come la maggior parte degli alimenti (udite spignattatori e spignattatrici seriali) viene impiegata anche nella cosmesi come schiarente per i capelli e antiforfora o come componente nelle maschere per pelle e viso (occhio alle dosi, colora molto!).

 

L’ecole des femmes e Laura Sfez
di Jennifer Courson Guerra
Scopro questo brand per puro caso, su Instagram. Ed è amore a prima vista per i favolosi abiti dallo spirito spiccatamente parigino, ma soprattutto per la designer: Laura Sfez. Oltre ad essere una delle donne più affascinanti e talentuose di Francia, crea questi vestiti fantastici (che, ahimè, posso solo sognare), promuove la body positivity e intrattiene con i suoi fans un rapporto confidenziale, raccontando anche la sua passata storia di abusi psicologici. Per una Franciaparigietuttociòchecistadietro-dipendente come me, trovare Laura è stato come trovare l’arché. Una volta che avrete visto lo stile di Laura e di “L’école des femmes” verrete avviluppate in questo infinito vortice à la française e vivrete solo di rossetto rosso e Serge Gainsbourg.

 

Shameless
di Tarin Nurchis
Letteralmente senza vergogna; detto altrimenti spudorato, sfacciato. Volendo andare oltre: orgoglioso, fiero. Come i Gallagher, in effetti: consapevoli di se stessi e forti dei loro disastri, ovvero un padre assente, alcolista e nullafacente, una madre malata e in fuga, e sei fratelli (due femmine e quattro maschi) con risorse economiche a zero ed una quantità di problemi potenzialmente infiniti.
Uno scenario da sobborgo americano che farebbe pensare a qualcosa di tragico, se non fossimo nell’universo della Showtime, un luogo traslato e spesso esagerato, ma con un discreto sense of humor. A South Side in particolare, dove vivono i Gallagher, il tragico diventa spesso comico/grottesco, i drammi si trasformano per lo più in Brutti Momenti da scansare alla svelta con qualche espediente, ed ogni giornata è una corsa ad ostacoli, divertente, sofferta e paradossalmente vitale, durante la quale non sai mai chi/cosa potrebbe venirti incontro. Fondamentalmente aspetto gennaio per tornare a South Side (11 gennaio, quinta stagione).

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Andare alle mostre/concerti/eventi da sola
di Caterina Bonetti
Non lo facevo da una vita. Saltavo a piè pari iniziative culturali che mi interessavano solo perché non trovavo nessuno che volesse unirsi a me e condividere queste esperienze. Da qualche mese ho imparato a riscoprire questi spazi di “silenzio” in mezzo alle persone. Ho imparato a farmi la domanda più importante: “onestamente ti interessa andare?” e a darmi una schietta risposta agendo di conseguenza. Perché insieme è meglio, ma anche da soli a volte non è male.

 

John Steinbeck
di Veronica Vituzzi
Sono incappata in John Steinbeck per testardaggine. All’uscita dell’edizione integrale di Furore, avvenuta alla fine del 2013 e celebrata dai librofili del web, iniziai a guardare gli altri titoli dello scrittore, per scoprire che La Valle dell’Eden, di cui avevo visto il film era andato fuori catalogo. Ho provato a comprarlo usato online con esiti tragicomici: un venditore mi ha mandato solo il terzo volume, un altro è scomparso subito dopo aver preso contatto. La promessa pubblicazione della nuova edizione tardava ad arrivare e così disperavo di poter leggere un libro che non era né impopolare né sconosciuto.
Alla fine mia madre, con i suoi occhi di falco, lo ha trovato in tre libricini a un euro l’uno, ed ecco la rivelazione: Steinbeck è grandioso, scorrevole, appassionante, sensibile (ho finito gli aggettivi). Racconta delle sue vallate illuminate dal sole e delle persone che vi vivono, offrendo ritratti umani universali cui ci si affeziona profondamente. È uno scrittore da non perdere e se lo cercherete in libreria sarete anche più fortunate di me: adesso la Bompiani ha riedito quasi tutti i suoi libri, anche (finalmente!) lo stupendo La Valle dell’Eden.


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