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Le cose che ci sono piaciute di più nel 2014, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2014, pt. 3

Come ogni anno, vi presentiamo una lista delle nostre cose preferite degli ultimi dodici mesi. Man mano che vengono pubblicati, potrete trovare i post del 2014 al tag Preferiti 2014.

 

TThe-Killing-007he Killing
di Martina Ioriatti
Due preferiti in uno: la serie televisiva The Killing e la sua protagonista femminile, il detective Sarah Linden – nella realtà l’attrice Mireille Enos. Serie poliziesca ambientata a Seattle, remake della danese Forbrydelsen, è una delle cose più crude e dolorosamente belle che ho mai visto in TV (implicita dichiarazione d’amore a Netflix per la scoperta).
Mi ha colpito per l’immensa bravura dei suoi attori, che nella mia testa ho trasfigurato e alloggiato nel compartimento “persone che non esistono ma se esistessero dovrebbero essere i miei migliori amici”. Recitazione impeccabile, al limite del perfetto: quando Sarah Linden è preoccupata, sfrigolo anche io. Quando sorride, mi scalda dentro e le credo. Un premio agli sceneggiatori, direttori di casting e quant’altro per aver voluto far vincere il realismo di visi stravolti, capelli scomposti e maglioni atroci: The Killing è anche la forza bruta di aver rotto la bolla di cerone e di finzione evidente della stragrande maggioranza dei polizieschi in circolazione. Se amate il genere, non perdetevela.

 

Trasferirsi dall’altra parte del mondo
di Bianca Bonollo
trasferirsi biancaI parenti che versano lacrime, i saluti agli amici di una vita, i soliti gufi che dicono che non ce la farai mai e che tornerai a casa. Partire è difficile… più che altro prima della partenza! Una volta sull’aereo è fatta, primo momento di libertà totale. Poi arrivi in un mondo nuovo, tutto da scoprire, le cose si rivelano più facili di come appaiono, e piano piano tutto diventa normale.
Ma un senso di vertigine ti assale ogni tanto, quando vedi la luna “a testa in giù”: sei dall’altra parte del mondo! Lontana da tutto e da tutti ma per ora, lasciatemelo dire, come si sta bene. E se il supermercato locale produce persino i “bocconcini” di mozzarella come fai a stare male?

 

Pretty Deadly
di Francesca Falchi
tumblr_inline_nekoxlH8m91rb6thrÈ un fumetto western creato da un team di fumettiste super talentuose (l’autrice è Kelly Sue DeConnick, la disegnatrice Emma Rios e la colorista Jordie Bellaire). lo pubblica la Image Comics, che fa anche Saga, Sex Criminals e altre cose belle.
Io amo i fumetti western causa sovraesposizione a Tex Willer in età impressionabile, ma devo ammettere che la maggior parte non sono il massimo in quanto trame elaborate, per non parlare dei personaggi femminili. Pretty Deadly è surreale e sanguinoso e delicato, ha atmosfere cupe da Sandman e signore pesantemente armate, è più o meno tutto quello che voglio da un fumetto. L’anno prossimo dovrebbe uscire in italiano per BAO, quindi penso che costringerò tutta la gente che conosco a leggerlo.

 

Corcos
di Silvia Lanotte
A Padova fino al 14 dicembre c’era una mostra dedicata a Vittorio Corcos, che per chi non lo sapesse (cioè anche io prima del 10 settembre), era uno dei pittori più in voga della Belle Époque. Corcos non è certo stato un pittore rivoluzionario, anzi, ma i suoi dipinti di donne e uomini dell’alta borghesia e dell’aristocrazia del suo secolo sono pieni della leggerezza e della precisione che quell’epoca portava con sé. Il dipinto più famoso del pittore livornese è “Sogni”, che sicuramente conoscerete (anche se magari il nome non vi dice nulla), ma il mio preferito è “Lettura sul mare”, così etereo e sognante che ogni volta che lo guardo mi sembra di sentirlo proprio, il profumo del mare.

corcos

 

Men Repeller
di Veronica Tosetti
Man Repeller TosettiNel mare magnum dei fashion blog e dei siti che si occupano di moda, Men Repeller di Leandra Medine occupa un posto tutto particolare. Pur nella sua natura mainstream e talvolta poco accessibile, il sito è tutto fuorché autoreferenziale e noioso. Per descrivere la filosofia dietro il suo sito, Medine usò la seguente frase: “Good fashion is about pleasing women, not men, so as it happens, the trends that we love, men hate. And that is fantastic.”
Prendi i capi che ami e non preoccuparti del fatto che possano non essere i migliori per fare colpo sull’altro sesso. è la moda, bellezza. Featuring un sacco di capi fantastici per la loro eccentricità e un sacco di sense of humor, è il sito di cui avete bisogno se volete innamorarvi di nuovo della moda, anche quando è fatta da stilisti “che odiano le donne”.

 

Burro di karité
di Salomè Sodini
043002105Nel 2014 ho scoperto quanto sia fondamentale il burro di karité e le maschere per capelli al burro di karité. Non biasimatemi: sono cresciuta con una madre straordinaria, ma ignorante in fatto di cosmetici e convinta che il balsamo fosse una frivolezza inutile, così ho passato l’adolescenza alternando capelli informi lunghi a capelli informi corti, chiedendomi cosa ci fosse di sbagliato in me.
Poi, la svolta: mi è stata regalata una maschera per capelli, precisamente la Hair Care – Expert Nutrition Maschera Professionale di Franck Provost Paris. Questa maschera, appunto a base di burro di karité, è stata miracolosa: basta che la usi dopo lo shampoo, aspetti un paio di minuti, sciacqui tutto e… magia, esco dalla doccia con questi capelli meravigliosi che nemmeno sembrano più i miei. Consigliata se: 1) avete i capelli secchi, 2) magari li avete pure tinti, 3) la voglia di occuparvene è zero.

 

Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche di Melanie Joy
di Valentina Cardana
perche-amiamo-i-cani-mangiamo-i-maiali-e-indossiamo-le-mucche-libro_53725Perché leggerlo? Proprio perché in quanto consumatori di carne è importante essere consapevoli di tutti i meccanismi che precedono l’arrivo di un piatto sulla nostra tavola. Perché dietro a quello che noi consideriamo cibo o accessorio si nasconde l’esistenza di un essere vivente che troppo spesso non è felice ma, anzi, molto corta e ben poco tutelata; e la realtà dei lavoratori nell’industria della carne, quasi sempre esposti a gravi rischi. Perché quelle che crediamo le radici della nostra cultura alimentare sono sempre state influenzate da messaggi falsati a beneficio del guadagno. E perché un maiale o un bovino non è diverso da un cane, un gatto o dall’essere umano stesso. Non è un libro che impone scelte, né un manuale per vegetariani, ma un saggio che, nonostante possa scuotere le nostre sicurezze, offre consapevolezza.

 

Beyoncé
di Laila Al Habash
Che effetti collaterali prova l’essere educati fin dalla più tenera età al solo ascolto di dischi con un voto superiore all’8 su Pitchfork? Nessuno. Soltanto lo snobbare per troppo tempo la musica così detta “commerciale”. Per mera curiosità, qualche mese fa acquistai il visual album di Beyoncé: 14 tracce, 17 video sul soave dondolio del famoso bootylicious. Il mio interesse nei confronti di Queen Bee è salito in modo esponenziale quando ho capito il tema centrale dell’album: il piacere femminile.
Beyoncé ha sempre remato contro quel cliché dell’hip hop secondo cui alle femmine è permesso cantare solo di sdolcinatezze, ai maschi invece anche – e soprattutto – di scopate. Lo ha dimostrato in più canzoni, un esempio per tutti è Bootylicious, che parla di ragazze che vanno a rimorchiare. Stavolta però ha fatto le cose in grande, vuoi perché con l’età avanza anche la self-confidence, vuoi perché è diventata mamma e vuole che la figlioletta tra 10 anni trovi un mondo che urli “girl power”.
Quello delle sue canzoni è un femminismo blando, rilassato e sensuale, che mira a esaltare i valori e le qualità del genere femminile mettendoli alla pari di quello maschile. Ha anche fatto un intervento all’interno di un saggio sulla parità di genere, che cosa volere di più? Brava Queen B. Mi sei piaciuta.

bey


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