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Le cose che ci sono piaciute di più nel 2014, pt. ...

Le cose che ci sono piaciute di più nel 2014, pt. 2

Come ogni anno, vi presentiamo una lista delle nostre cose preferite degli ultimi dodici mesi. Man mano che vengono pubblicati, potrete trovare i post del 2014 al tag Preferiti 2014.

 

Rayuela – Il gioco del mondo, di Julio Cortázar
di Jennifer Courson Guerra
il-gioco-del-mondo_cortazar_copertinaQuesto non è un libro normale. Innanzitutto, si può leggere in modi diversi. Si può seguire, tradizionalmente, l’ordine dei capitoli. Tre asterischi al capitolo 56 vi suggeriranno la fine del libro. Oppure si può partire dal capitolo 73 e seguire un ordine diverso suggerito dall’autore. Infine, si può leggere seguendo l’ordine che si vuole, lasciandosi guidare dall’immensa poesia contenuta in questo libro straordinario. Piangerete come fontanelle guaste seguendo le avventure di Horacio Oliveira e della Maga, che continuamente si incontrano, si perdono e si inseguono nel labirinto del mondo.

 

Faking It
di Martina Del Romano
mtv-faking-it-interviewsMTV quest’anno ci ha regalato una piccola chicca: piccola, ma deliziosa. E schifosamente divertente. Faking it racconta la storia di Amy e Karma, migliori amiche che ad un certo punto si trovano a far finta di essere una coppia lesbica pur di guadagnare la popolarità nella loro terribilmente progressiva Hester High School.
Lo so, lo so, ma credetemi, nonostante questa premessa alquanto offensiva, l’insperato succede: galeotto un bacio, Amy si accorge di essere innamorata di Karma. Ma Karma è infatuata del belloccio della scuola Liam, mentre nel frattempo fa finta di essere lesbica con Amy, che non ci capisce più nulla (e a ragione). Sì, si tratta pur sempre di MTV, ma è un’isterica commediola da 20 minuti a puntata incentrata sull’amicizia di due ragazze adolescenti di cui una sta esplorando la propria sessualità: poca poiana, surrealtà e tante risate. Io dico: bring it ON.

 

Coltelli da chef
di Margherita Ferrari
La mia epifania del 2014 riguarda i coltelli da chef, altrimenti identificabili come i coltellacci da cucina spesso utilizzati come arma in una miriade di film horror. Come facevo ad affettare le carote prima che tali arnesi entrassero in mio possesso? Non ne ho la più pallida idea. Evidentemente ignoravo il potere delle lame affilate e ritenevo tollerabile perdere giorni interi per preparare gli ingredienti delle mie zuppe ignoranti, anziché sollazzarmi con serie tv, tomi femministi e l’esecuzione di cover scrause di Caravan of Love direttamente dal mio divano.

 

tomboy liz princeTomboy di Liz Prince
di Valeria Righele
Avevo già segnalato la pregevolezza di Liz Prince all’inizio dell’anno, mi sembra perciò doveroso chiudere il cerchio riprendendo l’argomento ora che siamo a fine 2014.
Tomboy (uscito a settembre per Zest Books) è il suo ultimo libro. Il maschiaccio del titolo non è altro che l’autrice, che in questo graphic memoir racconta come per tutta la sua vita non sia mai riuscita a identificarsi nell’etichetta di genere che sembrava spettarle. Provando a dare un’onesta e personale risposta alla domanda “cosa significa essere una ragazza?”, narra di quando da piccola preferiva le action figures dei Ghostbusters alla casa delle bambole, indossava mutande da maschio e aveva una fissa per il baseball, ma era l’unica femmina della squadra. Divertente e assieme dolorosamente sincero, è uno splendido libro su cosa significhi scoprire e accettare se stessi, anche quando gli altri ci considerano weirdos.

 

Piscine
di Marta Magni
Tre volte alla settimana, mezz’ora alla volta, evitando le bracciate degli altri, il corso di acquagym, i genitori che portano i bambini nelle corsie dei grandi. I polmoni si aprono, le spalle si allargano, gli occhi bruciano da morire.

 

Te lo dice Belen
di Chiara Puntil
Credo siamo tutt* d’accordo sul fatto che Tumblr raccolga ciò di quanto meglio ci sia sull’internet. Case in point è Te lo dice Belen, blog demenziale che raccoglie immagini della showgirl argentina (spesso quelle che lei stessa posta sul suo account Instagram) unendole a didascalie in spagnolo maccheronico. So per certo di non essere stata l’unica ad averci passato le ore, ricavandoci crampi alla pancia e alle guance dal troppo ridere. Quindi attenzione: crea dipendenza. Ed anche una strana tendenza a completare le frasi con un perentorio “y sei suvito tenevrosssa”.belen

 

 

Trieste

Foto di Silvia Lanotte

Trieste
di Silvia Lanotte
Quest’anno, fino alla fine di luglio, il mio domicilio si trovava a Trieste. Trieste vanta una densità imbarazzante di vecchi e persone che cercano di parlare con gli alberi, un tram che non funziona mai (e che si è rotto dopo due giorni dalla rimessa a nuovo) e una spiaggia (Barcola) che in realtà è una colata di cemento assediata da studenti fuori sede che cercano di stendersi sopra il tuo asciugamano. Però Trieste è bellissima, bella da mozzare il fiato. I tramonti così rossi che più rossi non si può, il mare che dal molo audace risplende di luce, la sagoma di Miramare in lontananza, piazza Unità d’Italia illuminata di notte, la vista del mare dal ponte Rosso che neanche in un giorno di nebbia e freddo umido riesce ad essere brutta. Io la bora che soffia così forte da tenermi sveglia la notte, per questa città, la accetto ben volentieri.

 

Read Women 2014
di Marta Corato
O anche #readwomen2014, o anche @readwomen2014. Come dice il nome, la campagna è nata (in maniera casuale e informale) per spingere più lettori ad affrontare libri scritti da donne, che molte volte vengono ancora considerati di seconda qualità. Exempli causa: nel 2012, solo 8.7% dei libri recensiti dalla London Review of Books era scritto da una donna.
Nel 2014 ho quindi letto un sacco di libri scritti da donne e molti meno scritti da uomini. È stata una boccata d’aria fresca. Programmo di continuare anche nel 2015.


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