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Oppressed Majority: un cortometraggio per parlare di #piùfemminismo

Questo

si chiama Oppressed Majority/Majorité opprimée, ed è il primo cortometraggio realizzato dalla francese Eleonore Pourriat (di base attrice e sceneggiatrice); in questi giorni sta facendo il giro del web. Datato 2010, è stato solo di recente messo online con i sottotitoli inglesi, diventando virale. In 10 minuti, mostra una giornata “tipo” della vita della donna, però vissuta da un uomo.

In Oppressed Majority infatti, i ruoli di genere sono rovesciati: il sesso storicamente privilegiato (quello maschile) diventa l’oppresso, mentre quello svantaggiato domina. Ecco allora che il protagonista del video (l’attore Pierre Bézénit) esce di casa la mattina, col bimbo nel passeggino, e incontra una donna di ritorno dallo jogging (a petto nudo, tanto è estate) che gli fa qualche complimento ammiccante. Lungo la strada le donne lo guardano e c’è chi lo fischia. Arrivato in un asilo casalingo, incontra l’amico Nissar costretto a indossare un velo. Prova a parlare con lui dell’importanza di non appartenere a nessuno, accenna ad un dialogo “contro il matriarcato”, ma nota che l’altro minimizza e non se la sente di proseguire oltre. Una dopo l’altra, le figure che incontra sono quelle di donne che si comportano da uomini: sproloquiano ai semafori, urinano nei vicoli, esercitano violenza di gruppo, dominano l’ambiente istituzionale (ufficio dei carabinieri). Anche la partner si mostra poco comprensiva nei suoi confronti.

caption

Potrebbe essere scambiato per un video parodico, e forse i primi minuti un mezzo sorriso allo spettatore lo strappano – la tizia che riprende il protagonista nell’ingresso del palazzo! – ma l’intento con cui è stato realizzato è quello di commentare (con una provocazione), e denunciare, il sessismo che permea la quotidianità della donna nel mondo. Non in Francia – ovunque.
La regista (che sta ora lavorando a un mockumentary sulla rimozione del pelo pubico) ha detto al Guardian che quando questo video è uscito, non ha avuto grande risonanza in patria. Quasi cinque anni dopo, sembra essere diventato un caso. Perché? “La lotta femminista è più importante ora. I diritti della donna sono in pericolo” ha risposto. E quanto siamo d’accordo!

Ho visto questo video condiviso su varie piattaforme, in primis su Il Post; tuttavia mi ha stupito l’apparente leggerezza con cui è stato pubblicato e descritto. Perché non si parla di sessismo? Di micro e macro aggressioni? Perché si punta tutto sul “Cosa succederebbe se uomini e donne si scambiassero posto per un giorno?” e non sul “Vi rendete conto che per capire quanto ci sia ancora da lavorare sull’uguaglianza tra sessi e quanto l’emergenza sessismo sia reale per la donna, bisogna mostrare un uomo che la vive?”. Se non è successo a qualcuno che conosciamo, non è mai successo – di solito la pensiamo così, ma ci sbagliamo. La speranza è che la riflessione generata dalla visione di questo video vada nella giusta direzione, quella della riconsiderazione dei nostri ruoli e del nostro comportamento.

Trivia. La canzone di apertura è del duo franco-tedesco Stereo Total : s’intitola Comme un garçon (“come un ragazzo”) e ha un testo che si adatta ottimamente alla tematica indagata da Pourriat.

Comme un garçon j’ai les cheveux longs
Comme un garçon je porte un blouson
Un médaillon, un gros ceinturon
Comme un garçon

Comme un garçon moi je suis têtue
Et bien souvent moi je distribue
Des corrections, faut faire attention
Comme un garçon

Pourtant, je ne suis qu’une fille
Et quand je suis dans tes bras
Je ne suis qu’une petite fille
Perdue quand tu n’es plus là

Comme un garçon moi j’ai ma moto
Comme un garçon je fais du rodéo
C’est la terreur à 200 à l’heure
Comme un garçon

Comme un garçon je n’ai peur de rien
Comme un garçon moi j’ai des copains
Et dans la bande c’est moi qui commande
Comme un garçon

Pourtant, je ne suis qu’une fille
Et quand je suis dans tes bras
Je ne suis qu’une petite fille
Oh tu fais ce que tu veux de moi

Comme un garçon j’ai les cheveux longs
Comme un garçon je porte un blouson
Un médaillon, un gros ceinturon
Comme un garçon

Comme un garçon toi tu n’es pas très attentionné
T’es décontracté
Mais avec toi je ne suis plus jamais
Comme un garçon

Je suis une toute petite fille
Perdue quand tu n’es plus là
Je ne suis qu’une toute petite fille
Et c’est beaucoup mieux comme ça
Voilà


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  1. cosmic

    13 febbraio

    nel video i comportamenti delle donne nei confronti degli uomini appaiono grotteschi, così come l’uomo col velo. ecco perchè il video è inquietante, perchè mostra le cose per come sono davvero… solo che a ruoli invertiti nessuno ci fa caso, anzi è tutto normale.

  2. Bianca Bonollo

    15 febbraio

    Bello bello!

  3. la pantàfika

    18 febbraio

    ma non vi siete accorte er niente che questo è un video razzista, neclonialista, classista e reazionario? non basta mica parlare di dddonne e donnità oppressa e tutto va bene…
    http://abbattoimuri.wordpress.com/2014/02/15/francia-video-antiviolenza-e-la-condivisione-acritica-di-contenuti-reazionari/

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