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La moda ai tempi del colera. Settima puntata: il r...

La moda ai tempi del colera. Settima puntata: il rossetto rosso

rossetto rosso

Escludendo il primo, tragicomico incontro all’età di quattro anni, riassumibile con me che sbaglio abbondantemente mira e mi dipingo due labbroni da clown, non mi sono mai considerata una tipa da rossetto.
Certo, alle medie ho avuto un breve flirt con un rossetto argentato, sparito in un cassetto per evitare l’effetto “gengive d’acciaio” quando ho messo l’apparecchio; c’è stato anche il periodo dei lucidalabbra glitter e delle matite per labbra bordeaux quando mi ero appena tagliata i capelli e ritenevo necessario un trucco più marcato, ma in generale i miei esperimenti con gloss e rossetti sono stati pochi e quasi sempre fallimentari.

Il rossetto, e in particolare il rossetto rosso, compare sul mio radar nel 2007, quando una compagna di corso arriva a lezione con un velo di rosso sulle labbra, molto naturale e très chic. Provo a replicare il look con un rossetto di H&M, subito archiviato sotto “NO”, ma l’idea di trovare un rossetto rosso che mi stia bene inizia a prendere piede, e quindi i tentativi continuano. L’anno seguente è la volta di un lip liner, e per la prima volta ottengo dei risultati decenti. Nel frattempo, complici ancora una volta Dita von Teese, Mad Men e Kate Moss, l’intera East London inizia a sfoggiare look retro fatti di labbra rosse, capelli cotonati e bandane. In Italia, l’unica persona a sfoggiare il rossetto rosso che conosca è lei.

rossetto rosso
La vera svolta, per me, arriva a fine 2009, quando passando da Selfridges provo questo colore e anche le commesse stronze, mia personale nemesi, mi fanno i complimenti. Non sono più una studentessa squattrinata ed invisibile, sono una a cui fanno i complimenti! Quando lo racconto alla mia amica Zoey, lei, da brava enabler, mi ordina di comprarlo e così, per il mio ventitreesimo compleanno e in ritardo di un anno abbondante rispetto al resto di Londra, divento l’orgogliosa proprietaria del mio primo MAC Red.
Se prima a frenarmi sono stati anche i vari “Ma dove vado con il rossetto rosso?”, “Ma quando lo metto?”, improvvisamente ogni occasione è buona per sfoggiare labbra scarlatte: per fare shopping, per andare a lezione, per uscire la sera e persino per andare a fare la spesa. Arrivo anche a compiere azioni inimmaginabili, tipo uscire senza truccarmi gli occhi (io, la regina degli smoky eyes!) ma con il rossetto. Nel 2011 faccio il bis con Dragon Girl, e forte di questa definizione, comincio a ipotizzare correlazioni fra tonalità di rossetto e livelli di autostima. Sto delirando, sì, ma almeno sono ben truccata.

rossetto rosso

Se tutto ciò a Londra è perfettamente normale, nella provincia nordestina le cose vanno un po’ diversamente e la combo occhialoni da secchiona + rossetto rosso mi valgono diverse occhiatacce. Per un paio d’anni vivo una situazione surreale in cui da una parte sono una trend-setter incompresa, e dall’altra sono non solo una come tant*, ma addirittura noiosetta, visto che in molt* sfoggiano labbra rosapallidomanonnude.

rossetto rosso

Questo fino al Natale 2011, quando la piazza del paese diventa letteralmente la Piazza Rossa e metà delle ragazze porta un rossetto rosso fiammante (l’altra metà invece parla di come ne riceverà uno per Natale). Il rosso ha finalmente raggiunto le masse, io non sono più una trendsetter, e ancora una volta mi tocca vedere la stessa gente che mi guardava male sfoggiare orgogliosamente un rossetto della stessa tonalità del mio.

rossetto rosso
Nel frattempo, a Londra, dal rosapallidomanonnude si è passati al rosso-arancio, al bordeaux-borgogna-berry-prugna-vino e alle labbra scure. Non per niente, l’ultima celeb collaboration di Mac è con Lorde, paladina della tonalità Heroine, anche se il rosso, specialmente matte, non dà troppi segni di cedimento. Se ho fatto bene i miei conti, ci vogliono dai due ai tre anni perché i colori londinesi raggiungano la mia piccola città, e quindi al massimo per questo Natale, la Piazza Rossa sarà diventata Piazza Rosapallidomanonnude o Piazza Bordeaux, ed il rossetto rosso, come la bitchface e lo status di outisider, sarà di nuovo dominio di poch*. 


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  1. Caterina

    15 Maggio

    true story!
    bell’articolo!

  2. MICOL

    15 Maggio

    Articolo originale e ben scritto! Concordo sulla correlazione tra rossetto rosso e autostima, ora vado a mettermelo anch’io 😉

  3. Marta

    15 Maggio

    Il mio primo amore è stato Lady Danger, dopo di ché son passata all’imprescindibile Russian Red. Giusto ieri, al termine di una giornata infinta, ho preso Diva. Lo bravamo da tempo, e nonostante sia considerato un colore difficile (soprattutto di giorno)è stato pure ammmore. Io senza rossetto (matte) non ci so stare. #teamrossetto tutta la vita.
    Bellissimo post 🙂

  4. Chiara

    15 Maggio

    Sono contenta vi sia piaciuto l’articolo!
    @Marta: un’altra rossettomane! Diva e Lady Danger sono bellissimi, Russian Red invece da la misura del mio essere caso umano, visto che su di me non lo vedo proprio, nonostante sia considerato un colore universale. Per il momento vado di Mac Red e Dragon Girl (di NARS), ma prima o poi mi deciderò a comprare anche Ruby Woo… Ti terrò aggiornata 😉

  5. Caterina Ghobert

    17 Maggio

    Rossetto violissimo (Rougenoir di Chanel per capirsi) da tipo sempre, col risultato di essere sembrata pazza per anni

  6. Bubi hartmann

    18 Maggio

    una volta su un volantino di un ‘aperitivo antipsichiatrico’ ho letto la frase

    “nei giorni e nelle settimane seguent*’

    non ho mai riso tanto, e io ho 300+ vittorie!

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