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Mileva Maric, il genio di casa Einstein

Mileva Maric, il genio di casa Einstein

di Claudia Cavallaro

La storia è piena di donne la cui intelligenza e le cui scoperte sono state offuscate e messe in ombra dagli uomini. Potrei citare Rosalind Franklin, che scoprì la forma a doppia elica del DNA ma il Nobel fu dato ai suoi colleghi Wilkins, Watson e Crick, i quali rubarono le fotografie della diffrazione ai raggi X scattate dalla scienziata. Lise Meitner, la prima a teorizzare con esattezza la fissione nucleare, la cui teoria fu riconosciuta a Otto Hahn, suo compagno di esperimenti, con tanto di Nobel. Jocelyn Bell-Burnell, la quale, ancora studentessa, scoprì i pulsar, corpi celesti fino allora sconosciuti; il Nobel per la scoperta fu assegnato al relatore della sua tesi, il professor Ewish. Rientrano tutte nella categoria dei “Nobel negati”, condanna alla quale in quell’epoca sfuggì solo Marie Curie (che ne collezionò ben due, surclassando il marito).

Tra queste donne in ombra vi è anche Mileva Marić. Il nome forse non vi dirà niente, ma è stata la prima moglie di Einstein, il padre della relatività.

Illustrazione di Fiorenza Festa

Illustrazione di Fiorenza Festa

Nacque in Serbia nel 1875, fin da piccola dimostrò un’intelligenza fuori dal comune e una particolare predisposizione per la matematica e le scienze; tanto da convincere il padre a pagare una somma consistente per farla iscrivere in un istituto privato, nonostante in Serbia le donne non potessero accedere alle scuole superiori. Diplomata con i voti più alti tra tutti, si iscrisse al Politecnico di Zurigo, pronta per l’appuntamento con il destino. Fu qui, infatti, che conobbe Einstein; galeotti furono degli appunti che lo scienziato prestò a Marić, la quale glieli restituì con molte correzioni. Una relazione non appoggiata dalla famiglia di lui, che impedì alla coppia di sposarsi, anche se nel frattempo Mileva era rimasta incinta. La figlia probabilmente fu data in adozione e morì prima di compiere due anni, un evento che sconvolse Marić, che nel frattempo aveva abbandonato gli studi. Mileva e Albert si sposarono nel 1903, dopo la morte del padre di Einstein.

La figura di questa donna sarebbe rimasta per sempre nascosta dalla popolarità di suo marito, se nel 1982 la sua biografa Desanka Trbuhovic-Gjuric non avesse scovato degli indizi che fanno pensare a una sua consistente partecipazione nello sviluppo della teoria della relatività e nel lavoro di Einstein in generale. Ci sono innanzitutto lettere, scambiate tra i coniugi o con amici, che lo testimonierebbero. In particolare, sono significative le parole che scrisse il fisico alla moglie tra il 1900 e il 1901: “Anch’io sono molto contento dei nostri nuovi lavori. Adesso devi proseguire la tua ricerca – come sarò orgoglioso quando il mio tesoro sarà magari un piccolo dottorino e io stesso sarò ancora un uomo qualunque.” e “Come sarò felice e orgoglioso quando avremo terminato con successo il nostro lavoro sul moto relativo! Quando osservo le altre persone, apprezzo sempre più le tue qualità!”.

Importanti sono anche le parole di Mileva Marić. Si dice che abbia confessato a un’amica: Ma che felicità e che onore quando noi due insieme avremo portato il nostro lavoro sul moto relativo a una conclusione vittoriosa” e ancora “Abbiamo terminato un importante lavoro che renderà mio marito lo scienziato più famoso del mondo”.

Una testimonianza chiave è quella del fisico Abraham Joffe, il quale aveva accesso agli “Annali della fisica” e anni fa affermò di aver visto i manoscritti originali degli studi sulla relatività del collega, firmati Einstein-Marity (traduzione del diritto svizzero di Marić). Il che è strano, poiché potevano firmarsi con il doppio cognome solo le donne.

La storia d’amore tra i due scienziati naufragò presto, sfociando nel divorzio nel 1919. Einstein la lasciò sola con due figli, di cui uno gravemente malato, per sposare la cugina. Due anni dopo avrebbe vinto il Nobel per la fisica e anche questo evento porta con sé delle stranezze. In primo luogo perché era stato premiato per la sua spiegazione dell’effetto fotoelettrico, studi più congeniali a Marić, che durante l’università aveva frequentato anche il corso del professor Lenard in Germania, famoso per i suoi esperimenti sull’effetto fotoelettrico e sui raggi catodici, riconosciuti ancora oggi e premiati con un Nobel. Inoltre, Einstein diede l’intera somma vinta con il premio alla ex moglie e molti studiosi la considerano un’ulteriore prova; ma non solo: dopo la pubblicazione delle sue teorie, distrusse i documenti recanti il doppio cognome. Non volle sapere più niente della sua prole e di Mileva, la quale dedicò tutta la sua vita al figlio malato e non autonomo fino alla morte, nel 1948. Fu sepolta al cimitero Nordheim a Zurigo.

Accanto a ipotesi più “complottiste”, che vedono il fisico alla pari di un usurpatore, vi è anche quella che sostiene fosse stata la stessa Marić a non voler essere nominata, poiché più volte aveva affermato che con il marito erano “una sola pietra” (ein stein, in tedesco, significa una pietra).

Al di là dei motivi e delle colpe, questa donna merita comunque di essere ricordata e stimata; di essere riconosciuta per i suoi meriti e la sua intelligenza straordinaria. Di non essere considerata solo come la moglie di Einstein, ma come scienziata. Troppe volte ho sentito dire “dietro ai grandi uomini, ci sono grandi donne”. Un modo di dire che odio e per il quale spesso sono passata per esagerata nel contestarlo. Ma continuo strenuamente a pensare che sarebbe ora di sostituire quel “dietro” con “accanto” e dare gloria a chi l’ha davvero meritata. Ce lo insegna la storia, ce lo insegna Mileva.

Fonti:
erewhon.ticonuno.it/2002/scienza/einstein/mileva.htm
futuroalfemminile.it/I_giardini_di_marzo/1568.kl
etleboro.blogspot.it/2008/10/la-teoria-della-relativit-e-mileva.html

Interessanti approfondimenti:
http://www.fembio.org/english/biography.php/woman/biography/mileva-maric-einstein/

 


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  1. Anna

    23 Ottobre

    I blog non sono fonti. Perché non parlare di donne che hanno fatto la differenza nella scienza invece di diffondere teorie del complotto infondate? Con Marić, Einstein non lavorò alla teoria della relatività. Perché ignorare la vera storia della scienza? Perché ignorare Emmy Noether, Grace Hopper, la vera storia di Lise Meitner?

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