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#MIA14: Soft Revolution vs. Beatrice Borromeo come Miglior Polemica dell’anno

mia blogfest

È già passato un anno dal quel roseo momento in cui vi chiedemmo a gran voce di mandarci alla Blogfest. Chi ci segue da un po’ ricorderà la nostra gioia nel ottenere ben due candidature di prestigio (Miglior Articolo e Miglior Sito Rivelazione) e l’emozione con cui Valeria, Marta ed io ci recammo alle premiazioni in quel di Rimini.

A posteriori, il grande successo del 2013 – oltre alla presa d’atto che là fuori c’erano davvero migliaia di persone che volevano bene a Soft Revolution e che credevano nel nostro operato – fu il secondo posto nella categoria Miglior Articolo. Lo sfavillante e oramai classico “Essere grassa d’estate” di Marta si posizionò sopra scritti de Il Post e del pregevole collettivo Wu Ming (tanto per fare qualche nome).

Quest’anno abbiamo pensato di riprovarci, anche perché alla Blogfest intendiamo tornarci più cariche di prima, con tanto di panel tutto nostro (presto vi faremo sapere tutti i dettagli della faccenda), scarpe comode per ballare e nessuna intenzione di darci una calmata.

Il nostro 2014 è stato segnato da una grande polemica, ovvero quella del cosidetto “caso Borromeo”. Come ricorderete, il Fatto Quotidiano pubblicò una “inchiesta” sul rapporto tra adolescenti e sessualità, all’interno della quale Beatrice Borromeo dipinse le adolescenti come una manica di riprovevoli creature senza cervello. Tale opera di slut-shaming, per altro segnata da un ferreo spirito eteronormativo, ci spinse ad aprire la bocca per far notare che Borromeo doveva delle scuse alle ragazze di cui si era permessa di parlare.

L’articolo che dedicammo alla questione fu, con nostro piacere, utilizzato su Twitter per martellare Borromeo e il Fatto Quotidiano, spingendo infine Marco Travaglio a stendere un editoriale nel quale minacciò di denuncia le persone che avevano osato criticare l’inchiesta. Ricordiamone la raffinatezza con una citazione:

La nostra Beatrice viene subissata di insulti, insinuazioni, offese gratuite e ributtanti sul piano professionale e anche personale: chi se n’è reso responsabile ne risponderà in Tribunale non solo a lei, ma anche al Fatto, e spero che alla fine la merda che ha sparso in questi giorni gli verrà ricacciata in gola.

Alla luce di tale successo – aver raccolto tantissimi consensi con un discorso anti-slut-shaming, femminista e contenente plurimi riferimenti ai gatti di Corfù – ci pare che, per quanto riguarda il 2014, la categoria dei #MIA giusta per noi sia Miglior Polemica.

Vi chiediamo dunque di aiutarci ad ottenere tale candidatura, votando per noi e facendo circolare questo articolo.

Come fare? Qui sotto trovate la scheda di votazione, disponibile anche sul sito della Blogfest. Sarà possibile esprimere una candidatura fino a domenica 24 agosto 2014.

 

IMPORTANTE: verranno tenute in considerazione esclusivamente le schede-voto che avranno almeno 8 categorie compilate. Questi sono i nostri suggerimenti:

5. Miglior community: http://it.altervista.org/

6. Miglior sito di News: http://www.ilpost.it/

9. Miglior disegnatore-vignettista: http://www.whenaworld.com/news/index.php

12. Miglior sito cinematografico: http://prejudice.kekkoz.com/

13. Miglior sito musicale: http://www.frigopop.it/

14. Miglior sito letterario: http://blog.pianetadonna.it/thebookgirls/

19. Miglior sito educational: http://blog.pianetadonna.it/thebookgirls/

30. Migliore polemica online: http://www.softrevolutionzine.org/2014/borromeo-adolescenti-sesso/

33. Miglior sito di Viaggi: http://www.nobordersmagazine.org/

34. Miglior sito LGBT: http://www.lecosecambiano.org/


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  1. Guglielmo

    4 agosto

    Votato! Un solo appunto: Travaglio minacciò querele contro i pochi idioti che indirizzarono alla Borromeo insulti via Twitter e Facebook, mica a chi come Softrev “aveva osato criticare l’inchiesta” portando, a mio avviso, ottime argomentazioni.

  2. Pare improbabile che si stesse minacciando di querelare migliaia e migliaia di persone in blocco. Noi avevamo interpretato l’editoriale come rivolto a Soft Revolution e alcuni altri siti femministi che, per l’appunto, avevano criticato l’inchiesta.

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