Crea sito

Mestruazioni. Ebbene?

di Federica Pari

– Tu non sai cosa vuol dire
– EEEEEEEH?

Sbobino e parto dall’inizio.
È un venerdì sera a caso e come tutte le signorine sapranno, qui è pericolosamente facile trovarsi davanti tizi improbabili che attaccano bottone. È proprio uno di questi tizi improbabili che, quando io e la mia amica tiriamo fuori l’argomento mestruazioni, si ritrae schifato. Come se non bastasse, dopo che la sottoscritta ha innocentemente puntualizzato che si tratta semplicemente di sangue, pronuncia la frase di cui sopra. Lasciato il bifolco alle sue considerazioni deliranti (che avesse avuto la febbre?), ripenso alla prima volta che mi sono venute le mestruazioni. Avevo dodici anni e, come quasi tutte, per un attimo ho creduto di aver perso il controllo del mio intestino.

– Mamma me la sono fatta addosso…
– Ma no tesoro, sei diventata grande!
Conversazione interrotta dal mio pianto a dirotto, seguito da crisi isterica.
– IO NON VOGLIO DIVENTARE GRANDE!!!

Ed ero ancora ignara di ciò che mi si prospettava davanti. Un’esplosione ormonale che avrebbe significato anni di uomini che mi guardavano le tette assorti; anni di guerre dichiarate a peli che spuntano anche in posti che non-lo-avrei-mai-detto. Anni passati con la consapevolezza che la luna e le maree si sarebbero coalizzate contro di me e avrei avuto le mie cose proprio durante la settimana al mare con le amiche.
Però io non so cosa vuol dire (cit.)

period

A parte la megalomania (mica tanto) latente, mi sono sempre chiesta perché gli uomini si sentano così a disagio davanti all’argomento mestruazioni, tanto che è preferibile fare finta che non esista. Esse sono un dogma inviolabile, qualcosa di imbarazzante di cui non si parla, come dormire con la luce accesa o infilarsi le dita nel naso. Ma anche Marco Antonio avrà detto a Cleopatra che non aveva idea di cosa volesse dire essere una donna? E Catullo? Credeva forse che Lesbia in “quei giorni lì” lasciasse dietro di sé una scia di petali di rosa? Onestamente non ce lo vedo Napoleone dire a Giuseppina: “Zitta donna! Le mestruazioni non esistono, sono un’invenzione del matriarcato!”

Uno dei primi a parlarne è stato Plinio il Vecchio. Nella sua Historia Naturalis dichiara che “non si troverà facilmente qualcosa di più stupefacente, di più anomalo, del flusso delle donne”. Il medico greco Galeno, vissuto tra il II e il III secolo d.C. e padre teorico del salasso terapeutico, considerava le mestruazioni un esempio della forza risanatrice della natura (e lui di sangue se ne intendeva).

La visione negativa delle mestruazioni risale essenzialmente al Medioevo, quando la Chiesa cattolica si servì dei versi del Levitico sulla presunta impurità delle donne durante il ciclo mestruale per denigrare il corpo femminile. Addirittura, il sangue mestruale veniva annoverato tra gli strumenti utilizzati dalle “streghe” per compiere sortilegi. Nel Cinquecento una delle offese preferite dai protestanti inglesi per apostrofare il papa era proprio “pezzuola da mestruo” (che fa molto ridere). Questa visione negativa delle mestruazioni rimarrà sostanzialmente inalterata fino al Settecento.

Le superstizioni popolari riguardanti le mestruazioni ci presentano un catalogo esilarante di castronerie. In Romagna si diceva che se una donna mestruata toccava i capelli di qualcuno, questi avrebbero iniziato a cadere. In Abruzzo una donna con il ciclo avrebbe provocato l’aborto di una donna incinta solo toccandola, mentre in Sicilia la stessa donna avrebbe reso la malcapitata sterile con uno sguardo. In Spagna, Grecia e nell’Italia meridionale le donne mestruate non dovevano toccare le piante per non farle seccare; mentre in Puglia non potevano toccare il grano perché lo avrebbero reso non commestibile, così come i distillati, le salse, le marmellate e la carne salata. Praticamente una donna “in quei giorni lì” era in grado di mettere a dieta tutto il villaggio.

È vero che i tempi cambiano e cambiamo anche noi, tuttavia ancor oggi si dice a una donna “Ma hai le tue cose?” quando:

  1. Ha mal di pancia, mal di testa, mal di piedi, mal di collo ecc… come se le mestruazioni fossero una malattia, qualcosa di invalidante.
  2. È nervosa, irritabile, litigiosa, o semplicemente ha un’opinione. Perché essere forti, determinate, decise, per le donne è una colpa, non un pregio, e soprattutto non è una loro prerogativa. La causa deve essere un normalissimo fenomeno biologico che influenza la loro psiche, ovviamente in modo negativo. Basti pensare all’origine della parola isteria, dal greco hystéra, “utero”.

I tabù sono stati superati solo in parte. La donna non è più considerata velenosa, tossica (almeno non letteralmente) durante il ciclo mestruale, ma sarebbe comunque ideale che fosse estremamente discreta al riguardo. Insomma, che non ne parlasse. È un problema che riguarda sia il privato che la vita pubblica, se addirittura la cantante Lily Allen (che non è proprio Andrea Dworkin) in un’intervista si è lamentata della casa discografica che le ha impedito di lanciare come singolo quella che, a suo dire, era la canzone migliore dell’album, solo perché conteneva la parola “period.

L’accettazione del ciclo è puramente di tipo economico, superficiale e non sostanziale, visto che il cliché più diffuso negli spot degli assorbenti è fare finta che non esistano. L’archetipo presentato è una donna non inibita dal ciclo, attiva e felice, ma il messaggio subliminale è che per ostentare quella felicità le mestruazioni devono essere nascoste. Alcune pubblicità trattano invece le mestruazioni come una “crisi” igienica con risultati più esplicitamente demenziali: una recente ci presenta un ragazzo e una ragazza seduti su lati opposti di un divano lunghissimo e lei è terrorizzata che lui senta “l’odore”, manco là sotto avesse una pescheria. Sono quasi sicura di averne vista un’altra che tranquillizzava le potenziali acquirenti che quella specifica marca di assorbenti stava “sempre ferma”. Toglietemi una curiosità… ma dove deve andare? Per non parlare poi degli spot che mettono in scena il nostro incubo più recondito: quello di scambiare l’assorbente sparso nella borsa per qualcos’altro e palesarlo ad uno sconosciuto (di solito uomo). Come se infrangere il “segreto mestruale” comportasse un inquinamento della femminilità.
Piccolo scampolo di vita vissuta: a me è successo. Un ragazzo mi aveva chiesto un accendino e io, chiacchierando con le amiche, non ho prestato attenzione e gli ho passato un assorbente interno. Non c’è neanche bisogno di dire che il mondo non ha smesso di girare e il sole di splendere.

Questo succede perché le mestruazioni sono strettamente legate alla sessualità, e in particolare ai suoi aspetti estetici e meno gradevoli. Non siamo bambole di plastica, ma corpi fatti di carne e ossa, corpi che hanno odori e secrezioni, corpi che svolgono le loro attività fisiologiche come natura e biologia intendono. Ed è per questo motivo che negli anni ’70 le femministe hanno fatto delle mestruazioni uno strumento politico, una risorsa nella lotta per reclamare una migliore conoscenza del corpo delle donne e della loro sessualità. Negli anni il mestruo-attivismo ha avuto diversi volti. L’ultima incarnazione è Sangre Menstrual, un’iniziativa lanciata da un collettivo femminista spagnolo le cui attiviste indossano pantaloni bianchi visibilmente macchiati di sangue mestruale.

Lavoro dell'artista Sarah Maple intitolato "Menstruate with Pride", 2010-11

Lavoro dell’artista Sarah Maple intitolato “Menstruate with Pride”, 2010-11

Io onestamente non mi sono mai soffermata a pensare alle implicazioni di genere e politiche del ciclo. È una cosa che mi succede ogni mese, punto e basta. Se qualcuno è a disagio, il problema è suo non mio. Mi fa anche un po’ di pena. Non sono disposta a sentirmi imbarazzata, fuori luogo o inappropriata, sprovvista del più basilare senso dell’igiene, solo perché sono nata donna. Non rinascerei mai uomo e quindi mi becco le mestruazioni. E trovo che ripetere come un mantra mestruazionimestruazionimestruazioni, oltre a mettere in fuga il bifolco medio del venerdì sera, sia una botta di autostima non indifferente. È dai tempi di Freud che ci ripetono che noi donne soffriamo di invidia nei confronti del pene, ma se fossero gli uomini ad essere invidiosi del ciclo? Altrimenti come si spiega tutto questo casino per un semplicissimo fenomeno biologico? Il ciclo mestruale potrebbe spaventarli un po’ perché è qualcosa che ci accomuna tutte, che tra di noi crea empatia, solidarietà, una sorta di sorellanza. Basta pensare che le donne costituiscono il 49% della popolazione mondiale. Di questo 49% quelle in età fertile (dai 15 ai 50 anni) sono più della metà. Quindi un quarto della popolazione mondiale una volta al mese ha le mestruazioni. Siamo in buona compagnia.

[Immagine disegnata è presa da qui]


RELATED POST

  1. Euforilla

    11 giugno

    Conoscevo una convintissima che se si fosse fatta la doccia durante il mestruo, avrebbe avuto mal di testa…
    Comunque, a proposito del ciclo ricorderò sempre Carla di Scrubs che, per parlare in privato con Elliot in mezzo agli uomini, diceva “Mestruazioni!” così gli uomini avrebbero smesso di ascoltare.

    Ma soprattutto ormai sono affezionata a questa frase, che purtroppo non so di chi sia: “non è che durante il ciclo le donne diventano stronze, è che durante il ciclo sono meno disposte a sopportare le stronzate per cui hanno pazienza il resto del mese”.

  2. momo

    11 giugno

    Ricordo una bellissima lezione di un visiting professor all’università.
    E, udite udite, la lezione era di diritto canonico!
    Bene, questo professore, sosteneva la stessa tesi dell’articolo: che parlare di mestruazioni fosse ancora oggi uno dei più grandi tabù.
    Ci fece proprio un esempio pratico.
    Pronunciò la parola mestruazioni a tono alto e disse “voi non potete vedervi, ma la metà dell’uditorio è diventata rossa e si è imbarazzata, mentre un’altra parte si è messa a ridacchiare”

  3. Garnant

    11 giugno

    Quando vado nei posti dove perquisiscono, metto sempre una confezione di assorbenti dentro la borsa, in cima, apposta per imbarazzare la forza dell’ordine. Me l’ha consigliato una mia amica che va spesso allo stadio. In questo modo di solito chiudono la borsa in tutta fretta.

  4. albondiga

    11 giugno

    Garnant, fantastico, d’ora in poi lo farò anch’io XD
    Cerco di usare la parola mestruazioni al posto di ciclo o cose simili ogni volta che ne ho occasione. Lagggente va abituata anche a considerare delle parole come normali.

  5. Ilaria

    11 giugno

    Poi ci sono quelle come la mia prof. di lettere del liceo, che teneva sempre ‘sta borsa spalancata, con gli assorbenti (quelli ripiegati) che, magicamente, finivano spesso e volentieri sulla cattedra, soprattutto se in prossimità c’era qualche studente maschio. Secondo noi era per mostrare che non era ancora in menopausa. Insomma, non vedo perché andare a sbandierare cose intime (così come non sopporto quelle che ti raccontano del loro intestino o simili) tranne in casi come quello citato da Garnant. Non sapevo di questo trucchetto e lo terrò presente (a patto di non incontrare poliziotte)! 😉

  6. Laila Al Habash

    12 giugno

    A dire il vero nella mia classe ci sono 3 maschi (su 23!) e mi sono davvero meravigliata quando mi sono accorta che, se capitava l’argomento mestruazioni, loro si trovavano molto più a loro agio di me a parlarne! Facevano sempre un sacco di domande, servivano oki a chi era piegata in due dai dolori, e una volta un mio caro amico mi ha anche detto che era troppo curioso di sapere cosa si prova ad avere le mestruazioni. (INGENUO PIVELLO)
    Per fortuna, ci sono anche alcuni maschi che la vivono serenamente 🙂

  7. Sara Mare

    12 giugno

    Secondo me stai un po’ esagerando… è vero che c è un taboo a riguardo e che l argomento mette a disagio molte persone, ma da qui a trovarci dei complotti antifemministi mi sembra eccessivo. Semplicemente è una cosa corporea (sangue) e come tutte le cose corporee fa un po’ ribrezzo. Di solito per fare conversazione non ci si mette a parlare di cacca, pipì, sperma, muchi, pus o similia quindi il ciclo mestruale non fa eccezione. Tutto qui. Poi se provi a metterti nei panni di un uomo effettivamente l idea di un flusso di sangue sporco e maleodorante per quanto sia la cosa più naturale del mondo non è il top.

  8. ilaria

    13 giugno

    Concordo con Laila e anche con Sara Mare dalla quale però dissento su una cosa fondamentale: il sangue mestruale non è né sporco né maleodorante! Se sei una donna dovresti saperlo, se no… sappilo! 😉

  9. Lift

    13 giugno

    “Semplicemente è una cosa corporea (sangue) e come tutte le cose corporee fa un po’ ribrezzo. Di solito per fare conversazione non ci si mette a parlare di cacca, pipì, sperma, muchi, pus o similia quindi il ciclo mestruale non fa eccezione.”
    Non so in mezzo a che lord inglesi sia cresciuta tu, ma tra i miei compagni di classe era normalissimo lanciarsi in gare di rutti e scherzare tranquillamente a proposito di scorregge e masturbazione. In generale tutto questo è considerato più socialmente accettabile (si dice che l’uomo c’ha da puzzà, no?) rispetto al parlare di mestruazioni (o di masturbazione femminile, se è per questo). A me è capitato di dire alle amiche cose normalissime tipo “uffa, ho il ciclo e mi fa malissimo la pancia!” e assistere a reazioni schifate da parte di qualche maschietto che aveva intercettato la conversazione. La cosa che mi è stata detta più spesso in assoluto credo sia “ok, avrai anche il ciclo, ma io non lo voglio sapere!”, il che la dice lunga sulla visione che questi individui hanno delle donne “XD

  10. Skywalker

    13 giugno

    A me non è mai capitata una roba del genere. Al liceo il mitico prof di chimica assegnava test in classe sul calcolo del periodo di ovulazione e fecondazione. Non mi sono mai capitati ragazzi schifati. Ma se anche fosse non sarebbe un problema, ho la stessa reazione nei confronti di uomini che fanno espliciti riferimenti sessuali.

    Le gare di rutti hanno successo durante la pubertà ma poi le cose cambiano grazziadio

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.