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Matilde sei Mitica!

Ad un certo punto, credo verso i miei otto anni, mi sono convinta che sarebbe stato possibile, effettivamente possibile, spostare una gran quantità di oggetti col pensiero. Bastava semplicemente molta, molta concentrazione e puff! Le cose si sarebbero  semplicemente spostate.
Nello specifico ho questo ricordo molto vivido di una domenica mattina a messa, in cui sopraffatta varie volte dalla noia con la N maiuscola cerco di muovere delle cose dall’altare in modo da creare un po’ di scompiglio e possibilmente andare a casa prima. Sono sicura che ci sia un’ampia fetta di bambini/bambine che è cresciuta a metà degli anni Novanta e sa esattamente di cosa sto parlando:

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Matilda! (Interpretata da Mara Wilson)

Un libro, un film, ed un personaggio che Tumblr ama ricordare con innumerevoli gif che ne rivelano l’immenso pregio e saggezza.
Matilde, o Matilda Sei Mitica, è un libro di Roald Dahl uscito nel 1988 (edito in Italia da Salani nel 1989) e un film di e con Danny De Vito, uscito nel 1996 (da qui l’ampia fama fra i più o meno 25-30 enni e la sua presenza sul sempre beneamato Buzzfeed) che narra le gesta di una bambina (Matilde, per l’appunto) alle prese con un’immenso amore per la lettura e una famiglia assai becera. Completano il quadro una preside maligna, una maestra deliziosa e qualche potere telecinetico che non fa mai male, quando hai a che fare con degli adulti impegnati a metterti i bastoni fra le ruote con una cattiveria veramente esemplare. Ma cosa fa Matilde? Matilde, come Belle, legge. E legge tanto, e legge fin da subito, legge per amore della lettura e per impiegare il suo – tanto – tempo libero, legge “i libri le aprivano mondi nuovi e le facevano conoscere persona straordinarie che vivevano una vita piena di avventure”, legge perché

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Il che non rende necessariamente Matilde “Mitica”, ma i motivi che la rendono degna di tale appellativo sono innumerevoli. Perciò, eccone un agile elenco:

  • Nonostante una famiglia che dire pessima è dire poco, ella non perde un colpo. Anzi. Reagisce a spron battuto ad ogni offesa e torto, per altro con degli scherzi deliziosi che, mi ha detto un’amica di una mia lontana cugina, funzionano veramente bene anche nella vita reale.
    “Capiva che piangere o fare il broncio non sarebbe servito a nulla. L’unica cosa ragionevole, quando si viene attaccati, è di attaccare a propria volta, disse una volta Napoleone”.
  • Matilde è una bambina coraggiosa, di quel coraggio che probabilmente si trova solo nei libri e che solo nei libri trova le situazioni perfette per uscir fuori nella maniera più diropente possibile: contro i suoi genitori, contro la perfida spezza in due, contro le ingiustizie che la signorina Dolcemiele è costretta a subire, risoluta e coraggiosa, affronta ogni situazione, Matilde cuor di Leone. “Piccola com’era, l’unico potere che Matilde fosse in grado di esercitare sui membri della sua famiglia era quello della sua intelligenza; grazie ad essa poteva batterli tutti”.
  • L’altruismo. Perché il coraggio qui sopra, quando non è per la sua stessa sopravvivenza, s’applica nell’aiutare gli altri: Matilde è quel tipo di bambina che aiuta gli altri. Gli altri bambini, e gli altri adulti che ne hanno bisogno. Anche lì, senza farsi troppe domande sulle possibili conseguenze.

Matilde è mitica, ma Roald Dahl, oh, Roald Dahl lo è ancora di più. Una carriera costellata di personaggi e romanzi indimenticabili, per un autore che ha saputo creare indimenticati capolavori di letteratura per l’infanzia come Le Streghe, Il grande gigante gentile, Gli Sporcelli, La fabbrica di cioccolato… (l’elenco è veramente lungo).

Dice la quarta di copertina di Matilde “l’intelligenza e la cultura – sembra dirci l’autore – sono le uniche armi che un debole può usare contro l’ottusità, la protetenza e la cattiveria” ma non è solo questo, Matilde. A latere del fatto che Matilde è un bellissimo libro, un libro divertente (“Secondo te, tutti i libri per bambini dovrebbero essere divertenti?” chiese la maestra. “Certo. I bambini non sono seri come gli adulti, e ridono volentieri”) sono pezzi come questo:

Secondo me – Disse la Signora Dalverme (la madre di Matilde, NdA) – le ragazze dovrebbero pensare a farsi belle, più che all’istruzione. L’aspetto fisico è più importante dei libri, signorina Dolcemula…”

O questo:

Lei ha scelto di leggere, io di essere affascinante” Disse la signora Dalverme. E chi di noi due è veramente realizzata? Io, non c’è dubbio. Eccomi qua, in una casa elegante, con un uomo d’affari di successo, mentre lei si ammazza di lavoro per insegnare l’alfabeto a una massa di bambini disgustosi”

Oppure questo (per citarne tre, e non il testo tutto intero):

“Matilde e Violetta erano affascinate. Guardarono ammirate quest’autentica divinità, e il foruncolo sul naso sembrò loro un eroico distintivo”.

che lo rendono un libro semplicemente speciale, mitico. Tutto ciò può sembrare abbastanza banalotto o triviale, sdolcinato o ingenuo, o anche solo ovvio. Sì, a 20, 25, 30 anni. Tornate a sette, nove anni, leggete le gesta di una bambina che a furia di leggere sviluppa dei poteri speciali, e mentre una narrazione straordinaria va avanti per la sua strada accompagnata da una protagonista che sarà difficile dimenticare, l’autore qua e là semina perle di saggezza, accorati consigli, infinito amore e tutto senza la benché minima traccia di irritante paternalismo.

Chiuso il libro, a sette come a ventisette anni, quello che rimane è la storia di una bambina che ha fatto della lettura e dei libri il suo punto di forza, il suo potere, e che grazie alla sua intelligenza esce, con grazia, da situazioni poco piacevoli senza fare un plissé. Quello che rimane è un autore che ama profondamente i suoi lettori, e l’idea che, con dell’impegno e un po’ di perseveranza, tutto è possibile.
Decisamente mitico.

Plus, i disegni del volume sono di Quentin Blake!

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  1. Chiara B.

    29 Aprile

    Io qui lo dico: giorni fa ho trovato delle stampe delle illustrazioni di Quentin Blake per questo libro, a tiratura limitata, e ho dato rapidamente un rene per aggiudicarmene una. Tutte e tutti abbiamo bisogno di un po’ di Matilda nella nostra vita!

  2. euforilla

    29 Aprile

    Grandissima Matilda, letto e visto un sacco di volte… Anzi… M’hai fatto venir voglia di rileggerlo!

  3. ELETTRA

    29 Aprile

    Anche a me hai fatto venire voglia di rileggerlo immediatamente, Matilda (quella cartacea soprattutto, perchè quando è uscito il film forse ero già troppo grande per apprezzare) è stata il mio grande mito… e ricordo con infinita tenerezza tutti i libri di Roald Dahl che mi hanno fatto compagnia durante l’infanzia, primo fra tutti “Le streghe”, che lessi con la mia migliore amica dell’asilo, e da cui maturai la convincente idea che la nostra maestra fosse a tutti gli effetti una di loro… durante il riposino pomeridiano abbiamo cercato per un certo periodo di tempo di andare a vedere se avesse le dita dei piedi o se portasse una parrucca!

  4. Margherita b

    30 Aprile

    Roald Dahl è una di quelle persone che mi fa sperare che esista un’aldilà in cui siamo coscienti e senzienti solo per potergli parlare.

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