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Ammirevoli antenate: Maria Sybilla Merian

Ammirevoli antenate: Maria Sybilla Merian

“Perché mai a tal punto singolare?
Questa e non quella? E qui che ci sto a fare?
Di martedì? In una casa e non nel nido?
Pelle e non squame? Non foglia, ma viso?
Perché di persona una volta soltanto?
E sulla terra? Con una stella accanto?
Dopo tante ere di non presenza?
Per tutti i tempi e per tutti gli ioni?
Per i vibrioni e per le costellazioni?
E proprio adesso? Fino all’essenza?
Sola da me con me? Perché mi chiedo,
non a lato né a miglia di distanza,
non ieri, né cent’anni addietro, siedo
e guardo un angolo buio della stanza
– come, rizzato il capo, sta a guardare
la cosa ringhiante che chiamano cane? “

Stupore – Wislawa Szymborska

 

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Illustrazione di Omanu (sì, è mia)

Ho incontrato Sybilla Merian per caso. È stato per via dei tulipani. Tra il 1634 e il 1637 in Olanda si scatenò una breve pazzia collettiva intorno al “Semper Augustus”: un meraviglioso tulipano screziato bianco rosso. La caccia ai bulbi di questa bellezza vegetale, in un vortice speculativo, mandò quasi sul lastrico l’economia di una nazione. Tulipomania dissero poi. Così ho incontrato per caso le incisioni di Sybilla, tra i numerosi quadri del periodo che celebrano la bellezza effimera di un fiore.
Sybilla nasce dieci anni dopo la follia variopinta olandese, ma la respira tutta. Nasce in Germania, in una famiglia di pittori e incisori, cresce tra colori e bulini alimentando il suo talento e, cosa assai rara per le donne, le è permesso studiare. Ruba i tulipani per disegnarli, frequenta giardini botanici ricchi di arrivi tropicali dalle “nuove” colonie, disegna fiori, conosce appassionati e collezionisti di botanica… sarebbe la perfetta incarnazione della donna aristocratica indaffarata ma innocua se non fosse per la sua curiosità scientifica e anche per gli insetti.

Esseri abominevoli, creature diaboliche, capaci di autogenerazione, abitanti del putrido e generati dal fango. Segni dell’ira di dio. La Chiesa cattolica in quei tempi consigliava degli esorcismi contro la piaga degli insetti. Sybilla raccoglie bruchi di ogni tipo, li alimenta, li cura, li studia sui loro alberi, li disegna con precisione nel loro ciclo vitale. Si allontana da una visione ristretta e superstiziosa per guardare in modo scientifico all’intero ciclo vivente delle farfalle e al loro habitat, ponendo le giuste domande e osservando per trarne le risposte, classificando e documentando i fatti. Sosteneva la tesi pericolosa e nuova che i bruchi nascessero dalle uova delle farfalle, e le farfalle dalle crisalidi.

Merian_Metamorphosis_LX

Metamorphosis (M. Merian)

“Si tratta di un caso interessante per il fatto che un bruco non finisce con il suo ultimo segmento, ma si estende includendo il fiore che mangia, la stagione in cui muta, le foglie che ingloba nel suo bozzolo, i parassiti che depongono le uova vicino, la falena che diventa. Per vedere chiaramente, un osservatore deve vedere tutto questo.”
M. S. Merian

Così spaventosa e misteriosa è la metamorfosi. Nel 1633 Galileo Galilei, sostenitore della teoria copernicana eliocentrica, viene condannato per eresia. Non sono lontani quegli anni. Sybilla vive in un periodo di limbo, anni dove ancora la scienza cammina sul confine dei roghi.

“Per le crisalidi niente letargo invernale. Si buttano anzi in un formidabile lavoro di cui ben pochi uomini intuiscono la grandezza. Senti bene: i bruchi che hai visto erano corpi vivi composti d’organi, come te e come me. Stomaco, occhi, cervello… ora guarda!” Staccò un bozzolo dal ramo, se lo prese tra pollice e indice e lo tagliò in due con una lametta… Come vedi non c’è niente, una poltiglia farinosa, indifferenziata. Tutti gli organi del bruco si sono fusi. Cancellato il bruco con l’intera sua panoplia fisiologica! Semplificato all’estremo, liquefatto! Non ci vuole minor sacrificio per diventare farfalla. Sono anni e anni che osservando tutte queste minuscole mummie io medito su questa semplificazione assoluta, preludio di una meravigliosa metamorfosi. Cerco degli equivalenti. L’emozione, ad esempio. Sì, l’emozione o se vuoi la paura.”
Michel Tournier

Cosa ci vedeva lei?
Acquazzoni e vento. Piove spesso nella giungla tropicale, la vegetazione fitta racchiude pericoli sconosciuti, il caldo stronca il passo, l’aria ruba il respiro, fa marcire ogni campione di fiore, ogni insetto raccolto, per non parlare della carta su cui disegnare. Sybilla realizza finalmente il suo desiderio: partire con la figlia per una spedizione sul campo nel Suriname (Sud America). Lascia la raffinata Amsterdam con i suoi rassicuranti laboratori di incisione e salotti di esperti botanici. Lascia il marito e tutti quelli che la vorrebbero ragionevole. Parte sulle rotte maschili degli esploratori con un’organizzazione e un’essenzialità femminile coltivata negli anni. Lavora sul campo ascoltando e annotando i racconti degli indigeni su piante e fiori, animali e insetti. Raccoglie, esplora, annota. Sybilla sopporta il clima solo per due anni. Al suo ritorno Amsterdam organizza in suo onore una grande mostra. L’ultimo periodo è dedicato alla stesura, produzione ed edizione del libro Metamorfosi Insectorum Surinamensium, con 60 tavole incise su grandi lastre e testo bilingue. La pubblicazione susciterà grande interesse, essendo una delle opere più belle e scientificamente valide dell’epoca. Poi l’oblio.

Citron with a moth

Citron with a moth

“Perché mai a tal punto singolare?
Questa e non quella? E qui che ci sto a fare?”

Ho incontrato Sybilla Merian e il suo incredibile lavoro per caso e per curiosità, ma non rientra, come per molte altre storie al femminile, nelle pagine dei nostri libri. Sybilla era una donna fuori schema, schiva e determinata, fedele alla sua intenzione e dalle larghe vedute, che ha pubblicato molto, scritto molte lettere, divorziato, collaborato con gli indigeni e che ha affrontato la spedizione nelle foreste tropicali con tutta la forza dei suoi 52 anni. Il suo lavoro intenso e preciso è stato rivalutato e riconosciuto solo recentemente. Magnifica antenata.

Approfondimenti:
Vita di Sybilla Merian: Enciclopedia delle donne
Libro racconto sulla vita e i lavori della Merian: Kim Todd –  “Chrysalisis – “Maria Sybilla Merian and the secrets of metamorphosis”
Lavoro teatrale di Karen Eve Johnson, autrice olandese: Wild Wasps & Nipple Fruit – Due donne, due vite, due mondi

Alcune illustrazioni e incisioni alla Royal Collection – UK


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