Preferisco avere un incidente che innamorarmi. Ecco quanto amo le corse.

 

Con questa dichiarazione, Maria Grazia “Lella” Lombardi si affaccia al mondo della Formula Uno e si consegna alla storia. È infatti la prima e unica donna (finora) ad aver guadagnato punti nella competizione sportiva più famosa e quella che ha disputato più Gran Premi (sempre finora): ben 12. Mossa dalla sua passione, è riuscita a imporsi a livello mondiale in un ambiente prettamente maschile; solo pochi anni prima del suo esordio, infatti, un direttore di gara aveva vietato la partecipazione in una corsa in Francia a Maria Teresa de Filippis, prima pilotessa della storia, perché “l’unico casco che deve mettersi una donna è quello del parrucchiere”.

Più che spinta dal gusto della sfida e dalla voglia di sfatare un tabù, Lombardi non vedeva il motivo per il quale doveva rinunciare alla sua passione e si sentiva libera di seguirla, al di là del pensiero altrui. Ma andiamo con ordine.

lellalombardi

Illustrazione di Silvia Carrus

Nata a Frugarolo nel 1941, Lella sapeva guidare già a 13 anni e a 18 si guadagnava da vivere trasportando carne con un furgone. Iniziare a correre fu quasi naturale per lei, che aveva la velocità nel sangue e il rombo del motore al posto del battito, come ricorda anche il nipote:

Era sempre stata innamorata delle corse e dei motori. Già da ragazzina leggeva sempre le riviste di sport automobilistici, quelle poche che esistevano a quei tempi: leggeva e sognava ad occhi aperti di diventare pilota di auto da corsa.

Cominciò sui kart, e appena trovò un manager e i soldi per pagare le rate della Fiat 500 truccata, passò alle Formule minori. Partecipò alla Formula Monza nel 1965 e alla Formula 3 nel 1968, in cui si classificò seconda. Due anni dopo vinse il Campionato italiano di Formula 850, nel 1971 divenne campionessa della Formula Ford Mexico e nel 1974 arrivò sesta nel campionato di Formula 5000. Aveva tenuto nascosto tutto ai genitori, i quali scoprirono i successi della figlia tramite il giornale, per poi diventare il suo più grosso sostegno morale.

Nel 1975 iniziò a gareggiare nel World Sportscar Championship in coppia con Marie-Claude Beaumont; insieme ottennero dei soddisfacenti piazzamenti. Nello stesso anno, Lella esordì in Formula 1, il sogno di tutti i piloti. Le fu affidata una March Ford e disputò la prima gara sul circuito di Kyalami. La consacrazione arrivò qualche mese dopo, in Spagna, dove si qualificò al ventiquattresimo posto, a sette secondi da Niki Lauda in pole position.

Fu un Gran Premio molto movimentato dalle proteste dei piloti, i quali non giudicavano i circuiti del tutto sicuri; alcuni, infatti, non vollero partecipare. La gara fu sospesa al ventinovesimo giro a causa di un incidente e venne assegnato, quindi, un punteggio dimezzato; in quel momento Lella era in sesta posizione e guadagnò un mezzo punto storico.

1976 Lella Lombardi Team PR Reilly Shadow DN1L’idillio duró poco però, nel 1976 la sua macchina fu affidata a un altro pilota. Sportivamente, commentò così: “Sono contenta, giacché ora la mia macchina la guiderà un campione.” Un evento che comunque la ferì: non parlò mai più della Formula Uno, se non anni dopo, quando dichiarò che non è una delle cose delle quali i piloti amano parlare poiché uscire da quel mondo significa che qualcosa non ha funzionato. Tornò, quindi, al primo amore: il World Sportscar Championship. I successi scarseggiarono fino al 1979, quando arrivò prima nella “6 ore di Pergusa” in coppia con Enrico Grimaldi.

Nel 1982, Lombardi passò al Campionato Europeo Turismo nella classe 2500cc. Debuttò con tre primi posti in coppia con Anna Cambiaghi. L’anno successivo vinse solo una gara, in coppia con Gianfranco Naddeo, mentre nel 1984 ne vinse quattro, insieme con Giorgio Francia. L’anno migliore, però, fu il 1985, in cui si aggiudicò sei gare in coppia con Ronaldo Drovandi.

Nel 1988 si ritirò dalle corse. Da due anni, Lella aveva iniziato a lottare con un tumore e a essere sottoposta a interventi medici, ma non riuscì comunque mai a stare lontana dal mondo delle corse fino alla fine: fondò, infatti, la scuderia Lella Lombardi Autosport, di cui fu team manager fino al 1991.

Morì nell’anno seguente, portando con sé il suo carisma, la sua grinta e la sua passione ma lasciandoci la leggenda di una donna che ha superato tutti i limiti, compresi quelli di velocità. Chi l’ha conosciuta, la ricorda come una persona piena di vita, un po’ timida e con una dolcezza a tratti infantile; e ricorda anche come sapeva trasformarsi in un mostro di determinazione nell’abitacolo della sua macchina da corsa.

Nel 1998 è stato collocato il suo busto nel parco di Frugarolo, un omaggio della città alla sua cittadina talentuosa. Un modo per ricordare un personaggio spesso dimenticato, che ha ispirato e continua a ispirare migliaia di appassionat* di motori e corse. Vorrei che Lella fosse un esempio per tutt*, l’esempio di chi non ha chiuso i suoi sogni in un cassetto ma li ha lasciati liberi di correre su pista.

 

Fonti:

“Lella Lombardi: semplicemente unica” su formulapassion.it

“Maria Grazia ‘Lella’ Lombardi” su motoremotion.it