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La strana storia di Ethel Tweedie e del suo “...

La strana storia di Ethel Tweedie e del suo “A Girl’s Ride in Iceland”

di Matteo Benni

A colpirmi, subito, è stato il titolo del libro: A Girl’s Ride in Iceland. Mi è capitato sotto gli occhi mentre frugavo in rete alla ricerca di vecchi diari di viaggio ambientati nei paesi del Nord Europa. In particolare mi interessavano quelli pubblicati nella seconda metà dell’Ottocento e, al contrario di quanto si può immaginare, non è affatto difficile trovarne. Resoconti di spedizioni scientifiche, testi romanzati, racconti autobiografici: gli archivi online ne custodiscono a decine. A Girl’s Ride in Iceland, però, era unico nel suo genere: era il primo, tra i tanti che avevo sfogliato, scritto da una donna.

girl's ride

Pubblicato originariamente nel 1889 (ma quella che mi era capitata tra le mani era la seconda edizione, datata 1894), A Girl’s Ride In Iceland è l’interessante e divertente resoconto di una vacanza in Islanda compiuta da un affiatato gruppo di amici inglesi. E a raccontare la vicenda in prima persona è Ethel Brilliana Tweedie, giovane londinese di buona famiglia, che in copertina si firma Mrs. Alec-Tweedie.

Il viaggio è raccontato con tono leggero e ricco di dettagli. Ci sono descrizioni di paesaggi straordinari e di usanze sconosciute, lamentele molto inglesi per alloggi poco confortevoli e stupiti resoconti circa la civiltà e la gentilezza dimostrata in ogni occasione dalla gente del posto.

Il lato sorprendente e interessante del libro si rivela però di tutt’altro genere. Se ne parla per la prima volta nel corso del quarto capitolo, quando per proseguire il tour dell’isola vengono messi a disposizione dei viaggiatori alcuni pony. E qui sorge il problema, non certo irrilevante: tra lo stupore del gruppo inglese viene svelato che in tutta la terra d’Islanda non esistono selle adatte a garantire alle donne una cavalcatura all’amazzone. A disposizione di tutti, assieme ai pony, ci sono solamente comuni selle da uomo.

Va spiegato a questo punto che fino al XIX secolo le donne delle classi sociali più elevate cavalcavano tenendo entrambe le gambe appoggiate su un fianco del cavallo. Una posizione – detta appunto “all’amazzone” – piuttosto scomoda, dettata tanto dalla moda e dal costume (le lunghe gonne non aiutavano la cavalcatura comune), che da presunti pericoli per la salute intima della donna (perlopiù privi di fondamento).

La notizia della mancanza di selle “per donne” non scompone però l’autrice del libro, che anzi coglie la palla al balzo e non ci pensa due volte prima di passare, senza eccessivi problemi, alla comune cavalcatura maschile. Un’esperienza che Ethel Brilliana Tweedie si diverte a descrivere con dovizia di particolari, riempiendo diverse pagine del suo resoconto di viaggio.

Alec Tweedie

È questo dettaglio, più che la descrizione del viaggio in sé, che regala al libro un certo successo in patria, in particolare nell’ampia cerchia dell’alta borghesia londinese. “A Girl’s Ride in Iceland” è la scintilla: da quel momento il dibattito su l’opportunità o meno di concedere alle donne la possibilità di cavalcare come gli uomini si accende in fretta. Gli schieramenti – favorevoli o contrari a questa nuova conquista femminile – finiscono per scontrarsi a suon di lettere, incontri e accese discussioni attorno a una tazza di tè.

Ethel racconta divertita di questo inatteso e laterale successo del suo libro nella prefazione alla seconda edizione. Indicando, non senza un certo orgoglio, che a distanza di cinque anni dalla prima pubblicazione, l’usanza della cavalcatura “maschile” per le donne stava ormai prendendo piede in Inghilterra, sostenuta anche dal diffondersi della bicicletta.

“Fashion is ephemeral”, si legge nelle prime pagine della prefazione. “Taste and public opinion having no corporal identity, are nothing but the passing fancy of a given generation”. Non male per una giovane ragazza inglese di buone maniere.

Per saperne di più su Ethel Brilliana Tweedie c’è una pagina su Wikipedia.

“A Girl’s Ride in Iceland” si scarica gratuitamente qui.


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