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La mia prima battaglia politica (o di quando mi co...

La mia prima battaglia politica (o di quando mi comportai da Giovane Marmotta)

di Caterina Di Paolo

Era il 1995, avevo otto anni e non avrei mai creduto che il Ministro degli Esteri avrebbe risposto a una mia lettera.
Ero fermamente convinta che l’avrebbe letta e ci avrebbe riflettuto su – con lo stesso spirito avevo scritto a Bill Clinton, a Damon Albarn e al Ministro dell’Ambiente. Ma quando mio padre arrivò a casa quasi urlando dall’incredulità: “Caterina, Susanna Agnelli ti ha scritto una lettera!” per un attimo anch’io, Herzog in sboccio, ho pensato che fosse uno scherzo.
Ma cominciamo dall’inizio.

giovani marmotteEra settembre e come tutti gli anni ero appena tornata a casa, in Friuli, dalla vacanza in Calabria, dove vivevano i miei nonni materni. Come molti bambini ero una fervente ambientalista ed ero ancora nella fase in cui volevo diventare una veterinaria; i miei mi avevano comprato Il manuale delle Giovani Marmotte, pregevole compendio di dritte para-scoutistiche che avevo letto da cima a fondo sentendomi una vera esploratrice in erba.
Mio padre, che amava portare me e i miei fratelli nella natura che circondava il nostro ridente paesello, quel giorno aveva perso alla schedina e mi aveva portata a fare un giro nel bosco di Valeriano, a pochi chilometri da casa mia.
Durante la vacanza appena trascorsa, come tutti gli anni, si erano sprecate le notizie degli incendi più o meno dolosi nei boschi calabresi, che mi avevano fatto inorridire pensando a tutti gli alberi bruciati e i poveri animaletti che fuggivano, in una visione apocalittica figlia di quel trauma generazionale che è Bambi – avevo proprio l’immagine del cervo che staglia sul monte mentre alle sue spalle il fuoco mangia la vegetazione, e soffrivo con lui.
Camminavo con mio padre nel bosco e lui ha appallottolato la schedina e l’ha buttata per terra.
È stato un attimo.
Tornata a casa continuavo a pensare a qualcuno che camminando nel bosco gettava un mozzicone acceso sulla schedina lasciata lì da mio padre, la schedina prendeva fuoco, il bosco si incendiava e i poveri cervi – che non avevo mai visto in quel bosco, ma diamine, in ogni bosco c’è almeno un cervo – si rifugiavano fieri sulle montagne guardando in camera con aria di biasimo mentre i conigli e gli scoiattoli morivano d’asfissia.
Non volevo essere complice di quello scempio, così ho impugnato il mio Manuale delle Giovani Marmotte. In una pagina c’era scritto: “Se pensi che ci sia un’emergenza legata all’ambiente scrivi una lettera al Ministro degli Esteri Susanna Agnelli” – e sotto l’indirizzo. Ai tempi non mi posi il problema del fatto che il Ministro degli Esteri non si occupa di ambiente, e scrissi una lettera che diceva più o meno:

Cara Ministra, mi chiamo Caterina e ho otto anni. In Calabria dove ci sono i miei nonni, i boschi sono sempre in fiamme e non voglio che succeda anche al mio bosco di Valeriano. Puoi aiutarmi?

Qualche tempo dopo, come già sapete, mio padre entrò urlando in casa e io lessi la risposta del ministro: “Cara Caterina, sono davvero contenta che tu, così giovane, sia già così sensibile al tema dell’ambiente. Ho verificato e ho scoperto che il bosco di Valeriano non ha una centrale delle Guardie Forestali: provvederemo a crearne una e manderò la Guardia Forestale anche a casa tua. Ti daranno dei dépliant sulla prevenzione degli incendi che potrai portare a scuola per sensibilizzare i tuoi compagni su questo tema importante.”

Così fu. Ricordo benissimo l’incontro con la Guardia Forestale a casa mia e la fierezza con cui ho portato i volantini a scuola, nella mia prima e più concreta conquista politica.
Tutte le volte che passo in bicicletta vicino al bosco di Valeriano e vedo il cartello della Guardia Forestale penso alla piccola barricadera rompicoglioni che ero, e al fatto che nessun cervo morirà d’asfissia con il mio consenso.

Il bosco di Valeriano, adesso

Il bosco di Valeriano, adesso

Da notare il cartello

Da notare il cartello

 

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  1. Maddalena

    6 Marzo

    Che bell’articolo! E che bella esperienza per Caterina, tra l’altro mi ha fatto tornare alla menta una cosa molto simile che mi è successa anche a me circa a quell’età… e sempre grazie alle Giovani Marmotte!
    Per un periodo uscii il giornalino delle Giovani Marmotte (tipo Topolino, come le storie e gli articoli) e io una volta mandaii una lettera alla redazione scrivendo loro che avrebbero dovuto scrivere una storia in cui una ragazza voleva entrare nelle Giovani Marmotte (erano tutti maschi) ma non potendo per regolamento decideva di travestirsi da maschio. La redazione non solo mi risposte con grande affetto ma, effettivamente, dopo pochi numeri ecco uscire una storia proprio ispirata alla mia lettera!!
    Ero al settimo cielo 🙂

  2. Beppe

    6 Marzo

    Super pregio! bellissimo articolo e bellissima storia 🙂

  3. Margherita B

    7 Marzo

    Dovrebbero mettere una tua statua in quel bosco, cavoli.

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