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Joséphine – In Francia la bellezza è sociale...

Joséphine – In Francia la bellezza è sociale

Joséphine

– Non esiste proprio. E chi ce l’ha il tempo di andare dall’estetista? Ho troppe cose da fare. E poi costa troppo, ma scherzi?! A Parigi paghi venti euro solo per farti mettere due passate di smalto alle mani. A malapena posso fare la spesa al Lidl, figurati se mi metto a buttare i soldi per queste cose.

– Sveglia bella mia, c’è Joséphine!

Esiste, esiste davvero. È a 200 metri da casa mia. C’è un salone di bellezza per le donne in difficoltà dove la manicure costa 3 euro. Praticamente gratis! Si chiama Joséphine. Sta in piedi da otto anni, da quando nel 2006 Lucia Iraci ha pensato che fosse il caso di occuparsi delle donne in difficoltà in un modo totalmente diverso da come tutte le altre associazioni avevano pensato di fare fino a quel momento.

L’80% dei poveri sono donne. Tra di loro, chi ha meno di 25 anni e più di 45 è più vulnerabile. Proprio perché trovo questa situazione insopportabile, ho deciso di venirgli in aiuto creando l’associazione Joséphine pour la beauté des femmes.

L’azione si indirizza a tutte le donne che non hanno un lavoro o una casa, alle donne vittime di violenza e alle donne che si trovano implicate in ogni sorta di moderna schiavitù senza le possibilità economiche di prendersi cura di sé. Alle telecamere di France3, la fondatrice dichiara che quando le cose non vanno per il verso giusto nella vita non ci si occupa più di sé stesse per senso di colpevolezza, perché non ci si sente più in diritto di prendersi un momento della giornata per curarsi le mani e perdere cinque preziosi minuti per scegliere se si preferisce l’arancio A Good Man-Darin is Hard to Find di O.P.I. (giuro si chiama così) oppure il nuovo bianco da diva del ghetto Find Me an Oasis di Essie.

L’attività dell’associazione è volta a riconciliare le donne con la propria immagine, demolita dalle varie tragedie personali, per riprendere un certo gusto del corpo, che passa attraverso lo spreco del tempo, la cura dell’inessenziale, delle mani ad esempio. Si chiede alla avventrici del centro di pagare 3 euro di partecipazione, cifra simbolica per sentirsi in diritto di dire j’aime o je n’aime pas.

La grande verità lapalissiana è che quando ci si cura si trasmette un’immagine più positiva e sicura di sé e in qualche modo si rende partecipi gli altri della grande bolla di autocompiacimento che si abita. Il salone di Joséphine ha accolto dal 2012 più di 1531 donne, più di 300 tra queste hanno trovato lavoro.

Del resto lo dice anche Foucault, che di certo pensava alla sottile differenza tra un top coat lucido o opaco: bisogna tornare alla cura di sé! Ciò non implica una forma compulsiva di controllo maniacale sulla propria persona, ma un semplice godimento che si ricava da questa cura. Il piacere non può essere intaccato da eventi disastrosi, non c’è disoccupazione, preoccupazione o neonato che piange che tenga, perché la causa di questo magno gaudio non dipende da cause esterne, ma direttamente da noi.

Joséphine

Nel mese di giugno Joséphine esce di casa e prende la metro per farsi conoscere. Con il sostegno della RATP e della Fondation L’Oreal, sono stati istallati diversi saloni temporanei in tre fermate della metro parigina. In ognuno troverete una persona per i capelli, una per il trucco, un’altra per la manicure e un’altra per una rapida consulenza d’immagine. Soins de beauté express in 10 minuti! Oggi sono a Jaurés. Io mi sa che ci vado.


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