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La moda ai tempi del colera. Ottava puntata: le je...

La moda ai tempi del colera. Ottava puntata: le jellies

jelliesNon tutte le storie d’amore iniziano sempre come tali. Questa, per esempio, è la storia di una fobia.
Siamo all’inizio degli anni Novanta, ed io non vedo l’ora che inizi l’estate per poter andare al mare. In particolare, non vedo l’ora di andare al mare per poter sfoggiare tutto ciò che ho imparato in un anno di corso di nuoto, che una non viene mica promossa dalla piscinetta piccola alla vasca grande dove non si tocca così, per niente.

Ma una volta in riva al mare, mi assale una paura terribile, quella di venire morsa da un granchio. Tutti gli espedienti sono vani: entrare in acqua in punta di talloni, farmi portare in braccio fin dove l’acqua è abbastanza alta da poter galleggiare senza mettere giù i piedi, andare in acqua con le ciabattine facendo sforzi immani per tenerle ai piedi… Tutto inutile: non appena vedo l’ombra di una chela o sento qualcosa che mi sfiora mentre nuoto (alghe di merda) scappo via disperata e in preda al panico.

Per mettere fine al piagnisteo, i miei cercano, e trovano, un paio di sandaletti di gomma che si allaccino, in modo da poterli indossare in acqua senza che si sfilino, ed è così che entro in possesso delle mie prime (e sinora uniche) jellies, in una tonalità rosso corallo virante al rosa trasparenti. Grazie a loro finalmente riesco a sconfiggere la mia paura, alla faccia dei bambini che, per farmi una “sorpresa”, mi hanno portato un secchiello pieno di granchi (bambini, spero che i vostri sonni siano stati funestati da Kraken, mostri di Loch Ness e Ursula quando diventa enorme, perché ve lo meritate).
jelliesSkip forward to 2014, quando di colpo le jellies riappaiono improvvisamente ai piedi di molte ragazze, diventando un trend estivo in men che non si dica. La tendenza si potrebbe datare all’anno precedente, quando per la primavera/estate 2013 Clements Ribeiro fanno sfilare le modelle con le jellies ai piedi.

Niente di cui sorprendersi: l’estate del 2014 viene identificata dalle testate di moda come quella delle “scarpe brutte”, dove Birkenstock (già viste da Céline), Dr. Scholl e suole ortopediche la fanno da padrone. Anche quella delle scarpe di gomma non è, in sé, una novità: già da anni, Melissa crea scarpe di gomma, ed è celeberrima la sua collaborazione con Vivienne Westwood.

jelliesTornando alle jellies, io non ho ancora capito se le voglio o meno: quelle con il glitter argentato mi affascinano e ogni volta che ne vedo un paio sento una specie di canto di sirena (questi, signori e signore, sono gli effetti dei brillantini), ma continuo a tentennare, chiedendomi se sembrerò scema, se rimarranno sempre così adorabili o diventeranno brutte e opache nel giro di settimane, se sia il caso di investire i miei esigui risparmi in un paio di scarpe che andranno di moda un paio di mesi e che sono potenzialmente portatrici di vesciche e piedi puzzoni.

Nel corso di questo dilemma, ho scoperto che c’è chi porta le jellies indisturbato dal lontano 1998: si tratta nientedimeno che di His Dudeness, Jeffrey Lebowski. Non Margot Tenenbaum, non Mia Wallace, non Holly Golightly, ma The Dude, ovvero niente di più lontano da quel che ci si aspetta quando si pensa ad un’icona di stile “classica”. La cosa non solo mi fa straridere, ma mi porta già ad immaginare mashup di citazioni cinematografiche in cui sfoggio jellies trasparenti su pedicure verdi (ma nessun dito del piede mozzato).

jellies

The Dude nel film “The Big Lebowski” (1998).

Nonostante tutti questi meravigliosi riferimenti cinematografici, non mi sono ancora decisa sulle jellies. Mentre tento di risolvere l’annosa questione, mi ripeto (e ricordo anche a voi), l’antico adagio secondo il quale la moda potrà anche passare, ma, come lo stile, the Dude abides (e con lui, forse, anche le jellies).

[Tutte le foto, tranne l’ultima, sono tratte dal sito ufficiale di Juju.]


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  1. Terry

    4 luglio

    Ho comprato le mie prime jellies a Udine (da Bimbus!) nei primissimi anni ’90, ma non mi hanno mai appassionata davvero. Oggi come oggi non le porterei, se non con un paio di calzini carini. Le Melissa (di cui ho una discreta collezione) sono tutta un’altra storia. Adoro il modello Aranha ma in plastica floccata.

  2. Terry

    4 luglio

    Dimenticavo: ho molto apprezzato il riferimento cinematografico. Per me The Dude è un’icona di stile, assieme a Kurt Cobain

  3. Claretta

    4 luglio

    Il solo vederli mi fa sudare i piedi, il che non è molto fashion. Un paio di anni fa avevo tentato con un sandalo in gomma ma ci ho voluto mettere una soletta di sughero (invisibile una volta indossati), risultato? Sono in una scatola in cima all’armadio da sempre.
    Ricordo che che Jeff Bridges in un intervista disse che gran parte degli abiti indossati nel film erano suoi… jellies comprese!

  4. Micol

    4 luglio

    Io inorridisco di fronte a queste scarpe, a meno che non siano portate dalle bambine, per i citati piedi puzzoni e vesciche. Ma il tuo pezzo e` ispirato ed esilarante, complimenti!

  5. La Sally

    4 luglio

    Che salto indietro nel tempo che mi hai fatto fare! 😀 solo che hai miei tempi si chiamavano semplicemente “saldali di gomma” e io inorridivo ogni volta che le dovevo indossare. Ora invece mi sembrano bellissime! Comprale comprale!

  6. Bianca Bonollo

    7 luglio

    Le avevo da piccola, e i miei le chiamavano “granchietti”… 😀

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