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Disegnare la diversità: intervista a Carol Rossett...

Disegnare la diversità: intervista a Carol Rossetti

Elena evita di indossare i tacchi alti perché tutti le dicono che sarebbe troppo alta. Larissa si è sentita dire milioni di volte che non è una vera donna. A Silvia, che ha i capelli bianchi, hanno detto di tingerli per non sembrare così vecchia. Alice ha rapporti occasionali: tutti le dicono di rispettarsi di più e di cambiare il suo comportamento. Jane si sente dire che se perdesse qualche chilo sarebbe veramente molto carina. A tutti sembra strano che Babi, sette anni, invece della danza classica ha scelto il karate. Anna è stata violentata.

carol rossetti

Queste sono soltanto alcune delle protagoniste delle illustrazioni di Carol Rossetti, 26 anni, grafica di Belo Horizonte, Brasile, che lo scorso aprile ha iniziato a disegnare Mulheres, “donne”, un progetto personale per non perdere la mano nel disegno. Tempo qualche mese, la sua pagina di Facebook ha superato i 150.000 “mi piace” e le protagoniste dei suoi disegni hanno cominciato a parlare tutte le lingue del mondo: persone di svariati paesi, infatti, hanno trovato la pagina, si sono riviste nelle ragazze della serie Mulheres, e condividendo le sue illustrazioni le hanno tradotte nelle propria lingua in modo del tutto spontaneo. Al momento, Carol sta lavorando alle versioni tradotte della serie Mulheres e nell’album della versione inglese fa un invito: let’s talk about freedom in every language!

carol rossetti

In un’intervista via e-mail, Carol ci spiega qualcosa in più riguardo al suo lavoro.

Come hai iniziato a disegnare? Hai avuto qualche ispirazione particolare per questo progetto?
Disegno da sempre, è una cosa che amo fare da quando ero bambina. Questo progetto è nato in modo spontaneo e senza pretese, non ho mai pianificato o immaginato tutta questa incredibile visibilità. Mi invento sempre dei progetti per non perdere la mano del disegno, e cerco di disegnare qualcosa ogni giorno: già da tempo postavo i miei schizzi sulla mia pagina di Facebook, che però seguivano soltanto i miei amici.
Da un po’ leggevo cose sul femminismo intersezionale, con il quale mi identifico abbastanza, quindi ho pensato che potevo tradurre quello che a me piaceva di questo movimento in disegni amichevoli con messaggi positivi. Il mio obiettivo è sempre quello di mostrare l’individualità e i sentimenti degli esseri umani attraverso le tante critiche che incontrano durante la loro vita. Sono critiche sulle scelte personali, le identità, i corpi… Sono cose che accadono a tutti, ma penso che accadano in modo più forte, crudele e opprimente alle donne. Tento sempre di parlarne con dolcezza, evitando l’aggressività.

Dopo quanto tempo le persone hanno cominciato ad appoggiare e a condividere il tuo lavoro? Cosa ne pensi?
Ho iniziato questo progetto lo scorso aprile, già a fine maggio la pagina aveva ricevuto molti like e molte condivisioni. Come ho già detto, tutto questo successo è stato una grande sorpresa per me. Mi ha fatto certamente piacere, e sto cercando di godermi il momento, però non l’ho mai cercato. Adesso penso che il progetto possa ancora crescere, magari attraverso un libro, o attraverso il negozio online che sto creando adesso per vendere le mie illustrazioni… sì, penso che ci siano molte possibilità di crescita.

carol rossetti

Quando disegni, pensi più al messaggio che vuoi esprimere o alle persone che conosci e incontri nel tuo quotidiano? Hai mai disegnato qualche ragazza che conosci di persona?
Dico sempre che le situazioni sono reali, ma i personaggi immaginari. Mi baso sulle situazioni che ho vissuto io, che hanno vissuto i miei amici, parenti e le persone che non conosco, di cui ho letto su internet. Ogni illustrazione comporta molta ricerca, leggo sempre testimonianze su internet e cerco di parlare con almeno una persona che sta vivendo quella situazione… Infine, faccio una raccolta di tutto quello che ho letto e sentito. Solo Aline e Whitney, alla fine, sono state basate su persone reali – Aline Lemos, la confusa, e Whitney Thore, la ragazza grassa che balla.

La serie Mulheres continuerà ancora a lungo? Hai già pensato a cosa disegnerai dopo?
Certo! Non penso che finirò presto, ho ancora molti altri temi da affrontare. Comunque io disegno altre cose, oltre a questo progetto, il mio lavoro non riguarda solo questo [N.d.A.: Carol ha uno studio di grafica insieme a dei suoi amici a Belo Horizonte]. Vedremo quale sarà il prossimo passo!

carol rossetti

Tutti parlano di femminismo e tu ti definisci femminista: puoi spiegarci cosa significa per te questa parola?
Penso che le persone tendano a inquadrare il femminismo con idee molto prestabilite di un movimento uniforme, pieno di stereotipi e valori che corrispondono raramente alla realtà. Invece il femminismo è un movimento estremamente plurale, con molti versanti e ideologie. È impossibile rappresentare completamente il femminismo. Personalmente, come ho già detto, mi identifico con una parte del femminismo chiamata femminismo intersezionale, che si interessa alle questioni di genere in modo molto ampio, considerando aspetti culturali, sociali, razziali, di identità, includendo persone trans, persone con handicap fisici… Questo è molto importante. Il femminismo deve essere uno spazio sicuro per tutti e per tutte.

Dai un consiglio alle ragazze italiane e del mondo per essere femministe nel quotidiano.
L’unica cosa che mi viene in mente non è tanto un consiglio, quanto una richiesta: chiedo più sorellanza. Questo concetto è molto bello, e molte persone lo bollano come utopistico, ma penso che il mondo sarà migliore quando ci criticheremo meno fra di noi e appoggeremo le nostre sorelle accettando le nostre diversità.

carol rossetti


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  1. Paolo

    9 settembre

    nella vita capita di subire critiche a volte ingiuste, questi disegni possono aiutare ad affrontarle

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