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House Of Cards e Scandal: donne al potere in TV

House Of Cards e Scandal: donne al potere in TV

house of cards

Necessaria premessa:

House of Cards: superserie super drama targata Netflix (di fresco candidata a ben 13 Emmy) narra le vicende dell’abile e spietato Frank Underwood (Kevin Spacey) capogruppo di maggioranza al congresso degli Stati Uniti dotato di una smisurata ambizione ed infinite capacità. Marito della bella ed altrettanto spietata Claire Underwood (Robin Wright); insieme formano un’allegra coppia di squali con grandi obiettivi. Cornice delle loro avventure è una cupissima Washington ed una Casa Bianca infestata di serpi. Completano il quadro diversi personaggi più o meno secondari, più o meno manipolati dall’inossidabile coppia Underwood: giornalisti/e, politici staff presidenziali, il Presidente degli Stati Uniti, qui ritratto come un incredibile allocco. A un certo punto c’è anche un porcellino d’India.

Scandal: drammone politico/sentimental/giallistico firmato Shonda Rhimes (la mente dietro Grey’s Anatomy) Scandal avvolge ogni sua puntata intorno alla carismatica figura di Olivia Pope, affascinante e capace fixer (colei che risolve problemi, grossi problemi) dalla nutrita e problematica clientela. Politici, oscuri e potenti figuri, gente ricca e sbandata ed il presidente degli Stati Uniti (anche qui ritratto come un grandissimo allocco) si rivolgono ad Olivia ogni volta che combinano un gran casino. Completano il quadro diversi personaggi secondari, molti dei quali hanno partecipato anche a Grey’s Anatomy.
Ad un certo punto la trama di Scandal e quella di Alias iniziano a combaciare su più punti.

Questo articolo contiene spoiler sulle due serie? In minima parte sì.
And the butchery begins.

Claire Underwood

Claire Underwood

Nonostante siano ambientate nel medesimo luogo ed abbiano diversi tratti in comune (uno su tutti, un presidente degli Stati Uniti rappresentato come un autentico tonto ignaro di tutto, ma a questo ci arriviamo dopo) House of Cards e Scandal sono due serie che per stile e personaggi son lontane anni luce, un po’ come son lontani i pesci dalle biciclette ed il raziocinio da dichiarazioni come queste. La differenza di stile salta all’occhio immediatamente dalla diverse scelta dei colori che pervadono le due serie: se in Scandal è “tutto normale”, il sole brilla in cielo come deve brillare e durante la notte ci sono le stelle, House of Cards è una serie intrisa, a partire dalla bella sigla, da colori decisamente cupi e freddi. Basta una sequenza per mettere in chiaro le cose: qui non si scherza affatto, e non c’è nessuno spazio per i sentimenti. Qui c’è spazio solo per l’ambizione ed il po-te-re.

La forma di intrattenimento fornita dalle due serie è anch’essa assai diversa: Scandal opta per una consistente trama orizzontale infarcita di colpi di scena da dispensarsi dosi su puntate estremamente verticali, House of Cards invece per un’intensa maratona di puntate quasi esclusivamente orizzontali con sporadici (ma letali) colpi di scena. Entrambe le serie hanno avuto un buon seguito di pubblico e recensioni favorevoli. Entrambe le serie hanno dei personaggi femminili che si muovono intorno al potere o alla sua assenza, entrambe le serie narrano (in maniera quasi speculare) dalla lotta per il potere di questi personaggi: la gavetta, l’ascesa, e tutte le azioni da intraprendere per restare sul trono.

Olivia Pope

Olivia Pope


If
House of Cards is like chess, then Claire Underwood is the queen.” Esattamente. Se House of Cards fosse una partita a scacchi, Claire ne sarebbe la regina. Claire sa come muoversi: sa cosa dire, come vestirsi, come manipolare con destrezza le altre pedine. Ha una perfetta padronanza delle sue emozioni, ed un impagabile lungimiranza: chiari obiettivi, chiare azioni. Sa cosa vuole, sa come ottenerlo. Poco importa che la via per portare lei e Francis sul trono sia costellata di azioni più o meno legali, più o meno morali. L’universo di House of Cards si dispiega intorno a lei, e anche quando le circostanze si fanno avverse Claire “tiene botta.”La sete di potere di Claire, per quanto smisurata, è, proprio come le sue azioni, molto molto razionale: se al potere vi sono degli allocchi è giusto che il potere passi a chi, per competenza, sacrifici e determinazione merita di governare la Casa Bianca, gli Stati Uniti, il mondo intero.
Mondo degli Underwood, gioco degli Underwood, regole degli Underwood: è buonsenso che il potere passi in mano loro. Scacco.

Se Scandal fosse una partita di scacchi, Olivia Pope, beh, sarebbe me, che degli scacchi ho solo una vaga infarinatura, so riconoscere le figure ed azzardare qualche mossa. Olivia è intelligente, capace, razionale. Conosce il campo di gioco, finché non inizia a giocare. Perché quando Olivia inizia a giocare non ha occhi che per il re degli scacchi, il bel presidente che ha aiutato a portare alla Casa Bianca (non senza commettere qualche nefandezza degna degli Underwood.) L’universo in cui si muove Olivia è implacabile (seppur non crudele come quello di House of Cards) ed i sentimenti anche se non esplicitamente contrastati, sono molto spesso un pesante fardello, che porta gli innamorati a compiere azioni non razionali e molto, molto dannose. Non conosciamo in maniera precisa il percorso di Claire, ma sappiamo che Olivia è una self made woman. Figlia di una famiglia “leggermente” disfunzionale (vedi alla voce trama che poi assomiglia ad Alias) ha sudato la sua via verso il potere ed il prestigio, ha fondato uno studio dove lavora con dei fidati ed amati collaboratori (i suoi gladiatori), personaggi tanto bisognosi di una sistemata quanto i clienti che sistemano. Olivia è un’altruista, spesso al punto di dimenticare la sua persona in virtù del malcapitato di turno, ma non una bonacciona: se ci sono da calpestare delle persone/sentimenti/vite umane per ottenere l’obiettivo, si calpestano persone/vite umane/sentimenti. In particolar modo se c’è da render felice il bel presidente Fitz, l’amato allocco che sta alla Casa Bianca.

house of cards

Il potere talvolta si sgretola fra le mani di Olivia, schiacciata dal peso degli eventi, delle circostanze, di un amore impossibile che non avrà mai un lieto fine (il bell’allocco è sposato alla glaciale First Lady, un personaggio così bello e complesso che meriterebbe una storia tutta sua), dagli uomini che la circondano, che la riportano allo status di ragazzina confusa con problemi troppo grossi fra le mani. Il potere si sgretola fra le mani di Claire? Mai. Anche quando sa perfettamente della tresca del marito, anche quando le sue bugie vengono esposte, anche quando, novella Lady Macbeth vede chiaramente le sue mani macchiate di sangue e qualche rimorso, Claire è chiaramente commander in chief. Il potere non scivola mai fra le mani di Claire, perché lei è il potere.

Ora, io so bene che le due serie non sono minimamente paragonabili: la differenza fra le due è schiacciante. House of Cards è un capolavoro: ha i mezzi, i registi, i fondi e gli attori. È basata su un libro ben costruito ed è distribuita e prodotta da una delle realtà televisive più innovative degli ultimi anni. Racconta intrighi già visti e già sentiti rivedendoli con una freddezza implacabile. Narra il potere e la smania di averne sempre di più con una precisione chirurgica. Orchestra colpi di scena che non ci credi sia successo davvero. La narrazione del potere in House Of Cards è quella che ci si aspetta da un covo di serpi in cui si muovono due figure intelligenti e scaltre, in cui si muove l’incontrastata regina degli scacchi. Scandal… Beh, Scandal è intrattenimento. Assai, assai godibile. Anche quando segue in maniera spudorata le orme di Alias. Anche quando campiona in maniera goffa “We Shall Overcome” fino a ridurla il tema di due amanti senza nessun futuro. Anche quando indugia per inquadrature ed inquadrature su un’Olivia perplessa ed addolorataScandal pesca fra i generi e fra le caratteristiche che hanno reso Grey’s Anatomy la serie che è per generare un prodotto che, seppur fra varie sfumature di trash, è uno spaccato interessante su un certo modo di vedere, di raccontare, uno dei più grandi centri di potere del mondo e i suoi abitanti/pedine.

Due telefilm, due donne, molto potere. Buona visione.

 Immagine in apertura presa qui.


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  1. Paolo1984

    30 luglio

    e sopratutto Olivia e Claire sono personaggi femminili credibili e complessi, sfaccettati quanto quelli maschili. donne simili a loro esistono, possono esistere

  2. fRANCESCA

    21 settembre

    In realtà di House of Cards esiste esiste il romanzo nella traduzione italiana di Stefano Tummolini, vi consiglio di leggerlo: http://www.amazon.it/House-cards-Michael-Dobbs/dp/8876255184/ref=sr_1_1_bnp_1_per?s=books&ie=UTF8&qid=1411319470&sr=1-1&keywords=house+of+cards

  3. Marta Magni

    22 settembre

    Hai ragione, credo proprio d’aver linkato l’amazon sbagliato e di conseguenza l’edizione sbagliata del libro. Aggiungo anche che l’ebook in italiano in questi giorni è in super saldo

  4. Vittoria Bernardini

    22 settembre

    abbiamo corretto il link, grazie per la segnalazione!

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