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Hoje quero voltar sozinho: l’importanza di camminare da soli

Leonardo è un ragazzo brasiliano cieco che, mentre cerca il suo posto nel mondo, si scopre gay. Hoje quero voltar sozinho però non è un film sulla cecità, o sull’omosessualità, o sugli adolescenti brasiliani ciechi e omosessuali, o perlomeno non è solo su questo: attraverso la storia di Leo, della sua amica Giovana e di Gabriel, il nuovo arrivato a scuola, Hoje quero voltar sozinho parla dell’adolescenza e della diversità di ciascuno di noi. Ambientato in una qualche città del Brasile e reso decisamente brasiliano da alcuni particolari, uno dei punti di forza di questo film è che la storia Leonardo, Giovana e Gabriel potrebbe accadere ovunque.

Hoje quero voltar sozinho

Nato come cortometraggio nel 2010 e col titolo Eu não quero voltar sozinho, l’intenzione del regista Daniel Ribeiro era quella di raccontare una storia sulla paura del primo bacio e sull’amore a prima vista. “Volevo fare un film sull’amore a prima vista, quando l’attrazione non è causata dall’aspetto fisico” ha detto in occasione del festival del cinema di Berlino “Semplicemente volevo mostrare che i sentimenti si provano per le persone”. In Eu não quero voltar sozinho la cecità di Leonardo è quasi una scelta artistica: Leonardo non può vedere il volto di Gabriel, non può immaginare se sia bello o meno, se abbia i capelli lisci o ricci, ma questo non gli impedisce di innamorarsene.

Grazie a più di due milioni di click ottenuti su Youtube e a un successo straordinario di pubblico, Daniel Ribeiro è poi riuscito a trasformare il suo cortometraggio in un film, presentato in anteprima a Berlino lo scorso febbraio e vincitore di tre premi, fra cui spicca quello della critica, ma specialmente il secondo posto a quello del pubblico, dopo il film etiope Difret.

Trovo significativo che un film con una storia d’amore gay abbia ricevuto un riscontro tanto ampio, e probabilmente questo dipende dal fatto che, anche se cercando superficialmente su Google viene spesso bollato come “film gay”, Hoje quero voltar sozinho non nasce parlando di omosessualità, ma di primi amori e del desiderio di essere ricambiati.

È un film sull’adolescenza, questa meravigliosa età in potenziale, dove tutto può essere, tutto può accadere, primi amori e grandi avventure sono dietro l’angolo, dietro la porta della classe da cui può entrare un compagno nuovo da un momento all’altro. Non a caso, il titolo del cortometraggio è Eu não quero voltar sozinho, io non voglio tornare da solo, e soltanto nel lungometraggio diventa Hoje quero voltar sozinho, oggi voglio tornare da solo: il campo si amplia, il punto della questione non diventa tanto il primo amore di Leonardo, o l’handicap di Leonardo, ma la ricerca e affermazione della sua identità.

Hoje quero voltar sozinho

Circondato da genitori amorevoli e terribilmente apprensivi, sostenuto in tutto e per tutto dall’iperprotettiva amica Giovana, l’arrivo di Gabriel a scuola è per Leo non soltanto l’occasione di provare sentimenti nuovi, ma anche la scossa di cui ha bisogno per iniziare a camminare sulle proprie gambe. Per la prima volta esce di casa di nascosto in piena notte senza il permesso dei genitori, per la prima volta dice all’amica Giovana che può tornare a casa da solo e arriva addirittura a informarsi su come fare l’intercambio, una sorta di programma Intercultura. “Immagina che figata sarebbe poter andare in un luogo dove nessuno ti conosce, nessuno sa chi sei, se vuoi puoi inventarti una personalità nuova” confida Leo a Giovanna, facendosi portavoce di intere generazioni di adolescenti, e quando lei gli risponde chiedendogli quale sia il problema, se per caso non gli piaccia la sua personalità, lui con un sospiro risponde: “A me piace, ma il problema non sono io”.

Un altro dei temi affrontati da Hoje quero voltar sozinho è infatti quello del bullismo. Una delle critiche che viene fatta al cinema molto spesso è che il bullismo di cui soffre Leonardo non è bullismo in quanto ragazzo gay, ma bullismo in quanto cieco. I compagni di classe, più con superficialità che vera cattiveria, ne approfittano per prenderlo in giro in classe quando prende appunti in Braille con l’apposita macchina da scrivere, e durante una festa a cui viene trascinato da Gabriel, rimasto da solo nel gioco della bottiglia, finisce in una situazione non particolarmente felice.

Eppure, quale che sia il motivo, probabilmente tutti noi da adolescenti almeno una volta siamo stati vittima di bullismo e ci siamo chiesti che cosa c’era a non andare in noi, esattamente come Leonardo. Anche questo contribuisce a rendere la storia universale. Uno dei messaggi più realistici e importanti è che, malgrado Leonardo sia circondato dall’affetto dei genitori, di Giovana e di Gabriel, alla fine riesce a trovare il modo di salvarsi da solo, sia dai bulli che da tutto il resto.

Hoje quero voltar sozinho

In Europa con il titolo inglese di The way he looks (nei cinema inglesi a novembre 2014) e quello francese Au premier regard (uscito in Francia il 23 luglio 2014), incrociamo le dita perché sia vera la voce secondo cui Ribeiro abbia già trovato una distribuzione italiana interessata a portarlo nei nostri cinema. Nel mentre, se questo articolo vi ha incuriosito, qui trovate il cortometraggio e qui il trailer del film sottotitolati in inglese. Fate soltanto attenzione alle botte di saudade (che possiamo tradurre molto genericamente come nostalgia) che la visione di questo film comporta.


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