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Glitter Appreciation Moment

tumblr_muiim5gnRp1rap20so1_500Sono (ingiustamente) temuti da un’ampia fetta della popolazione, eppure hanno il potere di rendere pressoché invincibile chiunque se ne ricopra. Stiamo parlando dei glitter, ovvero la materia sbarluccicosa che siamo solite associare a “serate particolari” o comunque occasioni specialissime.

Parte di questa associazione, comprensibile fino ad un certo punto, è da imputarsi ad una retorica dell’approriatezza che può essere accettabile in ambito scolastico e lavorativo, dove talvolta esistono regole che codificano l’abbigliamento consentito, ma che diventa più problematica quando si concentra solo ed esclusivamente sui corpi.
Una cosa che ci viene insegnata da certi “amichevoli” programmi tv e rubriche giornalistiche, ad esempio, è che esistono donne a forma di oggetto (“a clessidra”, “a pera”, e via dicendo) e che sarebbe nostro compito collocarci rispetto a questa classificazione, per imparare come vestirci “correttamente”.
Quel “correttamente” sottintende l’uniformarsi ad una forma standard, nascondendo la ciccia, dando l’impressione di essere più “slanciate”, creando curve là dove non ce ne sono e o riducendole, se sono giudicate “in eccesso”.
Le regole che ci vengono propinate sono anche quelle che, nella retorica di format televisivi assimilabili al noto Ma come ti vesti?, esistano capi sbagliati, perché giudicati inadatti nella loro essenza a determinate persone.

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I capi glitterati fanno spesso parte, nei discorsi dedicati all’abbigliamento, della categoria dei più rischiosi. Se ne sentono di tutti i colori: “sembri una carampana”, “sembri immatura”, “sei un pugno in un occhio”, “ma dove pensi di andare conciata così?”.

EV421CEppure, per chi se la sente e per chi apprezza lo stile luminescente, non c’è niente di più fortificante di un bell’abitino completamente glitterato che funga da seconda mirrorball durante un concerto, oppure di uno smalto pieno di brillantini da contemplare con piacere ai raggi del sole.

Indipendentemente dalla vostra forma e da ciò che per anni vi hanno raccontato, noi di Soft Revolution vi invitiamo a non avere timore e a sfoderare tutto il glitter che avete in casa. Ricopritevene o, se preferite limitarvi a qualche piccolo dettaglio, propendete per gli accessori avvistabili da venti chilometri di distanza. Già vi vediamo: bellissime.

E ora, come bonus, qualche consiglio da parte delle nostre redattrici su come integrare il glitter nella vostra quotidiana, essere splendide e sicure di voi.

LAILA AL HABASH
Penso che niente in questo mondo porti allegria e una sensazione immediata di euforia come fanno i glitter. Ad alcune persone piace vedere foto di gatti ciccioni o video di neonati che ridono, ma i glitter sono il simbolo universale di feste ed eccentricità. Non manco mai di mettere un po’ di questa magica sostanza sugli occhi tutte le volte che mi va, e il loro pregio è proprio questo: che stiano sui capelli, sul viso, sui vestiti, i glitter sono sempre la cosa giusta.

CHIARA PUNTIL
Il mio rapporto con il glitter si può riassumere agevolmente con la frase “Glitter is my Prozac”, perché circondarmi di glitter riesce (quasi) sempre a risollevarmi l’umore.
Da piccola ero affascinata da brillantini, pietre preziose, paillettes e tutto ciò che è più o meno sfavillante. La passione per il glitter ha raggiunto il culmine quando avevo dodici o tredici anni: potrei dire che ci sguazzavo.
Al momento, nel mio guardaroba, i brillantini trovano posto soprattutto fra gli accessori: un paio di scarpe o una collana glitterati completano anche la mise più semplice, diventandone il pezzo forte. Nel reparto beauty, troviamo il glitter fra gli smalti (per una ring finger manicure scintillante), ed in caso di occasioni speciali, anche sugli occhi e sugli zigomi.

MARTA CORATO
Ho odiato il glitter e i brillantini per tutta la vita, e tuttora è abbastanza difficile che io trovi qualcosa di sbarluzzegante che mi piaccia. Per me l’unico modo di indossare il glitter è scegliere una cosa che brilla e per il resto vestirsi da Lisbeth Salander. Stivaloni militari, magliette strappate, maglioni enormi – o almeno un vestito davvero basic nel caso stia tentando di sembrare elegante. Glitter sì, ma poco e smorzato.

VALERIA RIGHELE
Essendo un’amante del monocolore e delle tinte piatte, ho sempre guardato al glitter e al suo riprodurre sfumature e luccichii dinamici sulle superfici con sommo sospetto. Un po’ come quell’adesivo di Facebook dove c’è Mobile Girl che, semi nascosta dal tavolo, guarda male il telefono. Negli ultimi tempi questa circospezione è andata ammorbidendosi, complice il fatto che le persone attorno a me indossavano capi coperti di polverina luminosa con disinvoltura e risultati sublimi. Credo che il glitter se preso a piccole dosi possa fare bene a tutti. Il segreto per iniziare? Partite dal basso, i calzini frou frou vi apriranno un mondo.

LORENZA BRANDODORO
Epicuro non mi è mai andato a genio e tutta quella storia sul vivere nascosti non mi ha mai convinto. Guardatemi! Stringo una pochette catarifrangente, che farebbe orrore a mia madre. Per osservarla, dovete notare anche la mia mano. È verniciata di brillantini blu che ho passato due volte perché fossero uniformi su tutta l’unghia. “Ma quanti anni hai?” “24. E allora?”.

MARTA MAGNI
La mia – mancata – passione per il minimalismo s’infrange davanti ad un’amara realtà: questo è quello che potete trovare (per una somma discreta) nei negozi dei vestiti usati. Il mio rapporto con i glitter inizia e finisce con questo maglione, tanto bello quanto appariscente, di un “banalissimo” grigio ma dai pregevolissimi polsini e colletto impreziositi da un sobrio filo di lurex argento-rame che fanno tanto Abba all’improvviso.
Ti concentri solo sul colore ed è solo un morbido maglione di lana, passi ai polsini e kaboom, un paradiso di glitter rame.
Can you hear the drums Fernando?

(Img: 1, 2)


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  1. Margherita b

    3 aprile

    Il glitter mi ha aiutata per tutta l’adolescenza

  2. MICOL

    3 aprile

    Sì! E’ da un po’ di tempo che lo penso anch’io, il glitter risolleva l’umore!
    p.S. però non sono d’accordo sulla critica del vestirsi in base alla forma del proprio corpo. Oltre a Ma come ti vesti, ci sono programmi come “Nude e belle” e “Prima ti spoglio e poi ti rivesto” in cui il principio è pompare l’autostima e poi esaltare il proprio corpo con abiti che lo valorizzino.

  3. Nath

    3 aprile

    Quanto avete ragione ragazze, più glitterterapia per superare i momenti tristi!

  4. Elisa Cuter

    4 aprile

    Complimenti

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