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Le Girl Geek Dinners, il contributo femminile alla...

Le Girl Geek Dinners, il contributo femminile alla tecnologia

di Claudia Cavallaro

Da piccola spesso mi chiamavano “maschiaccio” perché mi sono sempre piaciuti il calcio, i motori, i computer e la tecnologia in generale; nella mia ingenuità, mi chiedevo chi stabilisse il sesso delle passioni e su che basi, come se queste e gli interessi in generale avessero un genere ben specifico.
Tante donne che hanno fatto dei miei interessi un lavoro, si sono spesso sentite sottovalutate e non a proprio agio in ambienti generalmente maschili. Una su tutte, la londinese Sarah Blow, software engineer. Nel 2005, decide di organizzare una cena tra donne che lavorano nel settore informatico e tecnologico, perché è stanca di essere scambiata per qualsiasi cosa, tranne che per ingegnere informatico, dai colleghi maschi nei convegni, tra cui è sempre in minoranza. Nascono così le Girl Geek Dinners, un fenomeno che si espande rapidamente negli altri paesi. Il termine geek deriva dall’inglese dialettale geck, sciocco, ma è ormai entrato a far parte del linguaggio comune moderno e indica un appassionat* di tecnologia e informatica.

girl geek dinners

La blogger Amanda Lorenzani organizza la prima cena italiana a Milano il 30 marzo 2007. Quasi un anno dopo, l’organizzazione passa in mano a un team di donne. L’iniziativa ha sempre più successo e le cene vengono organizzate anche a Roma; poi a Bologna, in Romagna e nelle Marche. Oggi ci sono eventi del genere in quasi tutta Italia.
Lo scopo è di riunire, e unire, donne e uomini del settore ma anche di discutere su argomenti importanti, conoscersi o festeggiare insieme. Ogni serata ha un proprio tema e una serie di speakers che raccontano la propria esperienza, il proprio lavoro o parlano di nuove tecnologie. Le cene sono a numero chiuso. Per partecipare, bisogna iscriversi sul blog del gruppo locale; basta digitare www.girlgeekdinners[città o regione di interesse].com.

Ma chi è nello specifico la “girl geek”? “È una donna appassionata di tecnologia che si pone in modo positivo verso tutto ciò che è nuovo, in ogni settore,” spiega Morena Menegatti, una delle girl geek del team milanese. “A mio parere non ci sono professioni geek, ma modi di lavorare geek. Ci sono girl geek commercialiste o avvocati che adottano nuovi processi in grado di snellire il lavoro grazie alla tecnologia, come l’archiviazione digitale dei documenti. Ci sono donne che lavorano in ambito web o usano la rete per fare la spesa, capendo al volo se il sito su cui stanno navigando è un sito sicuro. Ci sono donne ingegnere e collaudatrici di impianti sofisticati”.

Da una costola delle girls milanesi nasce il magazine Girl Geek Life, grazie all’idea di Sara Maternini, Luigina Foggetti e Sara Rosso. I temi sono sempre quelli: internet, smartphone, app, gadget e tecnologia in generale. Ma le iniziative non si fermano qua. Una tra le girl geek più attive è Linda Serra, presidente e fondatrice delle Girl Geek Dinners di Bologna. Lei e il suo gruppo sono promotrici di Smart Women Italy, un progetto itinerante mirato a contribuire la diffusione della cultura digitale in Italia. L’idea di base è che parlare alle donne significa anche parlare ai loro mariti, ai loro figli, ai loro genitori, vista la nostra natura “multitasking”. Da una idea di Linda, l’anno scorso, nasce Work Wide Women, un social network in cui le donne possono incontrarsi, chattare o lavorare insieme; ma non finisce qui: è possibile anche comprare dei corsi formativi on-line ed essere seguite da un docente, ricevendo poi un attestato di partecipazione. Il progetto è stato scelto da Working Capital, l’acceleratore della Telecom che si occupa di far crescere le start up italiane.

Girl Geek Dinners Nordest

Girl Geek Dinners Nordest

Sempre nel 2013, Linda vola negli USA in qualità di rappresentante italiana all’International Visitor Leadership Program (IVLP), organizzato dal Dipartimento di Stato americano e dedicato alle donne che si occupano di tecnologia. In questo articolo racconta la sua interessante esperienza e le differenze tra Italia e America.

Questa donna infaticabile ha anche fondato le Girl Geek Dinners di Roma nel 2008, ora in mano a un gruppo di ragazze, sempre impegnate a promuovere iniziative “a portata di donna”. Recentemente, hanno sposato un progetto promosso dall’associazione Città delle mamme che partirà a settembre: l’Alveare, un luogo di coworking con spazio baby, dedicato soprattutto ai neogenitori che vogliono tornare a lavorare senza staccarsi dal bambino, convenzionato con alcune aziende e che offre servizi “salvatempo” come spesa a domicilio, tintoria, stireria, disbrigo pratiche ecc.

Dal 2010, le cene vengono organizzate anche in Toscana. In questo articolo la nuova co-organizzatrice Ilaria Danesi delle Girl Geek Dinners Toscana racconta la sua esperienza.

Si definiscono “sempre attive come l’Etna”, le ragazze delle Girl Geek Dinners Sicilia. Il fenomeno ha superato lo stretto di Messina nel 2011 grazie a Giuliana Di Mauro, Violetta Lima e Perla Maria Gubernale. Il gruppo siciliano si distingue dagli altri per l’impegno ambientale, l’attenzione alle energie rinnovabili e ai prodotti biologici. Nel dicembre 2013 hanno sperimentato il GGlab, un laboratorio-evento con uno workshop sul public speaking tenuto da una docente di tecniche della comunicazione ed esperta in relazioni pubbliche e marketing per aziende.

Questi sono solo alcuni dei gruppi italiani, i quali hanno avuto così successo da attirare sponsor importanti come L’Oréal, Kodak, Sony, Ford e Canon e da creare community seguite da migliaia di donne e uomini. Allora, care appassionate di tecnologia, se anche voi vi siete trovate o vi troverete nella mia situazione, sappiate che non esistono passioni maschili o femminili, ma solo pregiudizi da superare.


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