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I can be your hero baby: di film peplum e modelli ...

I can be your hero baby: di film peplum e modelli di maschilità

film peplum

Più o meno un mese fa è uscito al cinema  300 – L’Alba di un Impero, sequel del celebre “Questa è Sparta” 300, versione cinematografica della battaglia delle Termopili. Nonostante il budget e la realizzazione siano molto diversi, L’alba di un Impero non è che l’esemplare più recente del genere dei film peplum, un filone cinematografico che ebbe origine in Italia a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta e che prende il nome dal peplo, un riferimento al tipo di costumi indossati dai protagonisti dei film (anche se, a dire il vero, nell’antichità, “peplo” si riferisce principalmente alle tuniche femminili).

film peplumI peplum ebbero un’enorme popolarità sia in Italia che all’estero, dove sono anche noti con il nome di sword and sandal (spada e sandalo): si calcola infatti che, fra il 1958 e il 1965, ne siano stati girati più o meno una decina all’anno, per poi essere rimpiazzati da altri filoni come lo spaghetti-western ed il giallo (vedi alla voce “primi film di Dario Argento”).

Liberamente ispirati da eventi storici e miti greco-romani, il più delle volte i peplum sono un pastiche in cui i personaggi realmente esistiti e quelli mitici si incontrano in occasione di battaglie o eventi effettivamente accaduti (sia storicamente che all’interno di miti esistenti) ma spesso riveduti e corretti, con buona pace dell’accuratezza storica.

La trama è più o meno sempre la stessa: nonostante il suo più grande desiderio sia vivere una vita tranquilla, un eroe dotato di un’incredibile forza fisica viene chiamato a difendere la patria da un’invasione nemica e/o sventare potenziali colpi di stato progettati da un usurpatore del trono e/o salvare una fanciulla che sta per essere sacrificata agli dei o data in sposa al bellimbusto di turno. Dopo imprevisti e difficoltà, il nostro eroe riesce nell’intento, e sia lui che i suoi concittadini possono vivere in pace e felici. Esistono infinite variazioni sul tema, spaziando da classici come “Le Fatiche di Ercole” a pellicole dagli scenari improbabili quali “Maciste alla corte dello Zar”.

film peplum

Ma torniamo al nostro eroe: si tratta quasi sempre di Ercole, Maciste (un personaggio inventato da Gabriele D’Annunzio per Cabiria, un film del 1914 diretto da Giovanni Pastrone ed uno dei primi peplum in assoluto), Ursus o Spartaco, anche se per comodità, spesso questi ultimi tre vengono trasposti in Ercole nelle versioni tradotte e rivolte ad un pubblico straniero.

Questo non accade nei peplum che fanno riferimento a eventi storici, come La Battaglia di Maratona, in cui l’eroe è appunto Filippide. Dotato di una forza e una prestanza fisica sovrumane, viene spesso interpretato da culturisti – fra tutti Steve Reeves – ed affiancato da personaggi che, seppur virili, non possono competere con il suo fisico o la sua forza. I co-protagonisti sono infatti attori dal fisico virile, ma non certo da body-builder; meno alti del protagonista, spesso hanno anche occhi, capelli e pelle più chiari, connotazioni tese ad indicare che, indipendentemente dall’importanza della loro posizione sociale, il vero eroe-salvatore della patria è il nostro amico forzuto.

Questo si evince anche dai costumi: Maciste (o chi per lui) è spesso quasi nudo e disarmato, ad eccezione di una corta tunica bianca e, forse, di una spada o un gladio. Tutti gli altri – i suoi apprendisti, il re (di cui è sempre un fedele alleato), gli altri uomini che combattono con lui – hanno tuniche molto più elaborate, scudi, elmi ed armi. Tale aspetto è ancor più evidente nel caso dei nemici, spesso armati fino ai denti e coperti dalla testa ai piedi in abiti dalle fogge elaborate e dai colori sgargianti, atti a sottolineare la loro poca virilità: il corpo dell’eroe è nudo ed esposto a tutti i pericoli, quello dell’antagonista è invece avvolto in una tunica quasi femminile.

film peplumCome la stragrande maggioranza dei film, anche i peplum tendono a favorire un processo di identificazione fra pubblico e personaggi. In molti suppongono che lo spettatore si identifichi nella figura del “braccio destro”, un “buono” forte e coraggioso che però non ha la prestanza fisica dell’eroe. Questa tesi, molto plausibile, è supportata dal fatto che, almeno all’estero, lo spettatore tipo del peplum è l’adolescente maschio, e quindi l’aiutante dell’eroe, essendo più giovane ed inesperto, è la figura a lui più vicina, mentre l’eroe rappresenterebbe l’adulto-guida, il modello positivo a cui ispirarsi.

Facendo però un passo indietro e guardando con più attenzione sia al contesto storico in cui tali film sono stati creati, sia alla loro diffusione all’epoca, è possibile fare un’altra ipotesi: popolarissimi nelle zone rurali dell’Italia centro-meridionale, i peplum forniscono intrattenimento e “consolazione” a una popolazione dedita al lavoro agricolo e di fatica, che si sente messa da parte durante un boom economico in cui la forza fisica sta perdendo la sua importanza in favore del lavoro mentale e/o specializzato.

In altre parole, in una società in cui il lavoro più redditizio è organizzato intorno a una città e ai suoi ritmi, basato sulla meccanizzazione e la specializzazione dei compiti, e in cui la persona più forte non è necessariamente considerata la più importante o la più virile, il film peplum offre un universo parallelo in cui l’unica persona in grado di salvare la patria/il re/la fanciulla in difficoltà è l’eroe, che riesce nel suo intento grazie alla mera forza fisica di cui tutti gli altri, amici e nemici, sono privi.

Riuscendo a superare le difficoltà grazie ai suoi muscoli, Ercole rappresenta e “riscatta” centinaia di uomini la cui forza fisica viene considerata come un fattore secondario rispetto ad altre doti, come per esempio il livello di istruzione: notiamo ad esempio come Ulisse, figura nota per la sua arguzia, venga sempre interpretato da uomini più bassi e molto meno muscolosi.

film peplumIl peplum non è dunque solo puro intrattenimento, ma diventa anche un modo per riaffermare un certo modello di maschilità e di ruoli di genere, minati dall’evoluzione economica e sociale manifestatasi durante il dopoguerra e soprattutto negli anni del boom economico.

Per quanto si possa essere tentat* di cambiare canale o di liquidarli come “baracconate” quando li si incontra su qualche palinsesto (spesso e volentieri di pomeriggio, di domenica o d’estate), è senza dubbio interessante constatare come la cultura bassa sia riuscita ad appropriarsi di miti classici ed eventi storici, rielaborandoli in modo tale da fornire (anche) un’immagine della situazione italiana del dopoguerra, ponendo in evidenza la messa in discussione di un modello di maschilità tradizionale.

In questo senso, sarebbe interessante scoprire se al recente revival del film peplum (non solo 300, ma anche Troy o Alexander, per esempio) corrisponda la necessità i riaffermare un modello più tradizionale/ patriarcale di maschilità. Ai posteri…

film peplum

 

Bibliografia
Maggie Günsberg, “Heroic Bodies: The Cult of Masculinity in the Peplum” in Italian Cinema: Gender and Genre, Basingstoke: Palgrave Macmillan, 2005

Daniel O’Brien, “Hercules versus Hercules: Variation and Continuation in Two Generations of Heroic Masculinity” in Popular Italian Cinema, ed. by L. Bayman, S. Rigoletto, Palgrave Macmillan, 2013

Robert A. Rushing, Gentlemen Prefer Hercules: Desire/ Identification/ Beefcake” in Camera Obscura 23, 2008

Filmografia completa dei peplum italiani

 


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  1. Paolo1984

    1 Maggio

    queste analisi sociologiche sul cinema mi perplimono sempre un po’ comunque guardando i peplum più recenti non credo s possa parlare di riaffermazione del “patriarcato” (e ridurre Alexander di Oliver Stone, al genere “peplum” non mi pare corretto, c’è molto di più in quel film e persino in un film più “blockbuster” come 300), a me pare che specie nei film più recenti troviamo vicende e personaggi maschili complessi quanto quelli femminili..nè credo che l’equazione “protagonista/eroe positivo muscoloso= riaffermazione del patriarcato” sia sempre giusta

  2. Lord_Pengallan

    16 Ottobre

    Hi. I´m studying peplum. That´s the way i´ve arrived here. Very interesting and brillant. I´m with you. I think you are rigth, like the scholars who study the male in films. I think new peplum is equal past peplum. Maybe Troy and Alexander aren´t good examples, but don´t deny nothing. Gladiator, 300 or the last Hercules, with the Rock (like the popular legend about the Maciste meaning), have the same message. The leader must be the strong guy, he knows best and he is the unique who can triumph against the evil and the woman must go home and have children. We must notice that these news films are from USA not Italy and there are more tradicionalist than european people. The decadence of white male is recent, since Obama. The white male in USA is in the same situation that fifty years ago. Reagan don´t resolve anything.

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