Crea sito
READING

Le femministe brucia reggiseni sono una leggenda m...

Le femministe brucia reggiseni sono una leggenda metropolitana

Icon-122-IoTM-inside

Identificarsi senza vergogna come femministe dà luogo ad una lunga serie di effetti perversi, i più fastidiosi dei quali sono i disinformati moti di spirito di molti uomini eterosessuali (e non solo), che ritengono sia originale e brillante fare dell’ironia sulla questione.

Una delle battute o dei tentativi di delegittimazione più frequenti consiste nel tentare di chiuderci la bocca dicendo: “Ma vai a bruciare reggiseni, va!”
L’eliminazione di tale pezzo di biancheria intima tramite pratica incendiaria occupa difatti l’immaginario collettivo in associazione alle fantomatiche Femministe, che sarebbero inoltre incazzate, urlanti e desiderose di evirare il proprio prossimo.

Il mito

Per diverso tempo, ho pensato anch’io che, in un qualche remoto passato antecedente la mia venuta al mondo, qualche gruppo femminista avesse effettivamente bruciato reggiseni.
Avevo però la netta impressione che qualcosa mi stesse sfuggendo, perché un conto è un atto dimostrativo circoscritto nel tempo, un altro è dire addio ad un pezzo di biancheria che, in molti casi, ha un’enorme utilità e senza il quale sarei personalmente condannata ad un perenne mal di schiena.

Ho poi scoperto, grazie ad un simpatico video uscito su Jezebel, che tutta la faccenda delle femministe brucia reggiseni era in realtà una leggenda metropolitana, che con il passare degli anni ha dato luogo allo stereotipo che ora ci viene periodicamente scagliato contro.

Protesta Miss America 1968A quanto pare, la scaturigine del mito fu una protesta tenutasi nel 1968 in occasione di Miss America. Un gruppo chiamato New York Radical Women si piazzò fuori dalla sede del concorso di bellezza, con l’intenzione di dare fuoco ad una serie di oggetti, denominati per l’occasione “strumenti di tortura femminile”. Oltre ad attrezzi per pulire e trucchi vari, nella lista rientrava anche un reggiseno. L’intera faccenda si riduce però a questo, perché la polizia intervenne prima che fosse possibile procedere con la pratica incendiaria pianificata.

Da allora, l’immagine di quel gruppo di donne irate è andata espandendosi e deformandosi, tanto che alcune femministe ritengono che bruciare reggiseni sia parte del nostro repertorio, con tutta la confusione e le problematiche che ne derivano (es. inalazione di sostanze tossiche).

Detto questo

Personalmente ritengo che il punto non sia bruciare o non bruciare reggiseni, anche perché sul rapporto tra femminismo e biancheria intima potremmo fermarci a parlare per mesi interi, tanto complessa e stimolante è la questione.
Il punto è avere una risposta pronta, la prossima volta che un’imbecille tenterà di zittirvi con l’invito ad abbandonare la conversazione e ad andare a bruciare reggiseni, cosa che magari – come nel mio caso – non vi fa alcuna voglia.

Ora che avete letto questo articolo dovreste avere gli strumenti per farlo.
Quindi: missione compiuta.


RELATED POST

  1. Alex

    6 febbraio

    Ti prego dimmi che stai scherzando, vatti a cercare Dolle Mina 1969, con foto annesse alla bruciatura dei reggiseni in piazza davanti.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.