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Zines: Entrate anche voi nel magico mondo delle di...

Zines: Entrate anche voi nel magico mondo delle distro

L’universo delle fanzine e delle autoproduzioni editoriali è vasto quanto un oceano e disorientante quanto il mare dei buchi di Yellow Submarine.
I tentativi di catalogazione e di raccolta di questi artefatti sono sempre inevitabilmente parziali, per quanto esistano dei lodevoli tentativi di archiviazione, conservazione e circolazione fanzinara, come quelli di Queer Zine Archive Project e della Barnard Zine Library.

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Trovare fanzine da leggere e collezionare non è automatico come andare a fare la spesa. Bisogna sapere a chi rivolgersi, soprattutto se si hanno interessi specifici.
Per questo, qualche persona brillante di cui ignoro l’identità si inventò il cosiddetto sistema delle distro.

Le distro nascono con l’intento di far circolare autoproduzioni degne, che altrimenti rischierebbero di essere completamente ignorate. A gestirle sono sempre delle persone molto appassionate e disposte a investire tempo ed energie nella causa, molto spesso senza aver alcun tipo di rientro economico.
Alcune propongono solo fanzine, mentre altre offrono anche dischi (cassette e 7 pollici vanno per la maggiore), toppe serigrafate, spille e via dicendo. Per lo più funzionano tramite ordini postali, ma si possono trovare anche a fiere, concerti e altri eventi particolari.

tumblr_inline_mkssqcP26u1qz4rgpAll’estero esistono moltissime distro specializzate, i cui temi spaziano dalla musica, al dibattito femminista a quello queer, passando per la fantascienza e chi più ne ha più ne metta.
Anche in Italia se ne trovano diverse di gran pregio, molte delle quali sono legate ad ambienti hc punk, ma non solo. Si tratta di una realtà relativamente sommersa, che va navigata con calma, onde scoprire chicche, contatti e tesori nascosti. La mia impressione è che ogni città abbia i suoi giri fanzinari; si tratta solo di trovarli. A Vicenza, ad esempio, conosco tre distro diverse (Fat Boy Don’t Cry e quelle di AdaLab e Elemento di Disturbo), tutte molto diverse tra di loro. Fino a qualche anno fa non mi sarei mai immaginata che potessero esistere in una provincia desolata come quella dalla quale provengo. Bisogna solo alzare le orecchie e fiutare.

Un buon posto da cui partire nella vostra ricerca possono essere gli ambienti punk/hc della vostra città. In alternativa, c’è sempre internet.

Eccovi una lista di distro consigliate. Le prime due sono le mie preferite per quanto riguarda le perzine e le fanze femministe.

Altre distro e risorse sono disponibili su Stolen Sharpie Revolution.

(foto: The Alchemist’s Closet e Pioneer Press)


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  1. Ilaria

    17 febbraio

    Bello! Mi interessa molto il tema delle fanzine e mi piace ogni volta che ne parli o scrivi.

  2. giov

    18 febbraio

    a melbourne c’hanno uno zine shop/laboratorio da paura dove ho passato bellissimi pomeriggi a disegnare/ritagliare/leggere. lo scorso week end c’era la zine fair e il mio cuore ha sofferto la lontananza, parecchio. sigh.

  3. Daniela

    18 febbraio

    Bell’articolo. Vogliamo citare anche Etsy per procurarsi fanzine?

  4. margherita

    18 febbraio

    ad etsy ho fatto riferimento più volte nelle puntate precedenti. poi, chiaro, alcune distro funzionano su etsy, ma il mio intento era spiegare come operano indipendentemente dalla piattaforma

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