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Eurovision 2014 e la sua regina Conchita Wurst

Eurovision 2014 e la sua regina Conchita Wurst

Fuori dall’Italia tutti sanno cos’è l’Eurovision Song Contest. La competizione canora si tiene dal 1956 ed è una sfida tra gli stati dell’European Broadcasting Union (EBU).

Mentre alcuni stati ci credono di brutto e vogliono vincere a tutti i costi, altri non ci provano neanche. Nell’ultima categoria c’è l’Italia, che dal 1998 al 2010 non ha neanche partecipato, giusto per non rischiare.

Sabato 10 maggio si è tenuta a Copenhagen la finale dell’ESC 2014. Per il commento dettagliato dell’evento musicale/mediatico vi rimando al bravissimo PopTopoi, che ha efficientemente scritto/twittato/instagrammato/vine-ato etc. per tutta la settimana, direttamente dalla Danimarca.

Nel polverone dell’Eurovision e dei suoi mille partecipanti succedono sempre cose rilevanti per la vostra vita culturale femminista, quest’anno più che mai. Anche se magari non ve ne fregava niente di Emma Marrone e non avete guardato un solo minuto della manifestazione canora, queste sono delle cose che dovreste sapere.

conchita

LA VINCITRICE: CONCHITA WURST
Con la sua epica “Rise like a Phoenix”, la cantante austriaca Conchita Wurst si è portata a casa 290 punti, stracciando gli altri concorrenti e segnando un momento storico per l’Eurovision e, a farla un po’ grossa, anche per l’Europa.

Wurst, nata nel 2011 dalla mente (e il corpo) di Tom Neuwirth, si è presentata sul palco con l’ormai leggendaria barba, un outfit e trucco-parrucco che noi non saremo mai in grado di replicare, una voce strepitosa e una canzone che non stonerebbe in un film di James Bond.
La sua partecipazione non è stata tutta rose e fiori. Dopo la sua selezione come partecipante per l’Austria, gli stessi austriaci si sono opposti alla scelta. A questo sono seguite petizioni – di nessun successo – da parte di Bielorussia e Russia che minacciavano di oscurare quella porzione di Eurovision se non avessero ritirato la performance.

Nella votazione finale, Wurst ha ottenuto 12 punti (il massimo ottenibile, calcolato da una media tra il voto di una giuria e quello del televoto di ogni paese partecipante) da tantissime nazioni. A sorpresa, sono arrivati anche 5 punti dalla Russia.
Le sue parole mentre ritirava il premio, ad ogni modo, riassumono le ragioni per cui la sua vittoria è importante:

“This night is dedicated to everyone who believes in a future of peace and freedom, you know who you are. We are unity. We are unstoppable.”

Durante la conferenza stampa, Conchita ha dichiarato che la sua vittoria dimostra che in Europa ci sono persone pronte a muoversi verso il futuro. È difficile negare che almeno alcuni di quei punti derivino dal fatto che, per alcuni, Conchita sia solo un fenomeno da circo, votata perché “ah ah, una donna con la barba”. Intanto, però, una persona trans è salita sul palco in tutta serietà – anche se c’è chi pensa fosse una pagliacciata, per completezza d’informazione – e ha conquistato tutta l’Europa.

Guardatevi la sua esibizione, che vi toglierà qualsiasi dubbio sul merito del suo successo.

L’ISLANDA DICE “NO PREJUDICE”
Tanto per rimanere in tema barbe, gli islandesi Pollapönk hanno cantato quello che può essere riassunto come: “E chi c’ha tempo per essere un bigotto, avanti con l’eguaglianza! Dentro siamo tutti identici!”. Sono arrivati solo quindicesimi, ma la loro esibizione è divertentissima e sicuramente sentirete questa canzone a tutte le manifestazioni a cui andrete da qui alla fine dell’anno.

LE TETTE IN ARIA E LE SIGNORINE SCOSCIATE (ASSENTI)

Una delle tradizioni dell’Eurovision, almeno negli anni più recenti, è la presenza di svariate signorine scosciate, abili nel canto (esempio: la concorrente della Bielorussia del 2013, Alyona Lansaya).
Con un’inaspettata inversione di tendenza, l’unica (piuttosto moderata) esibitrice di cosce era l’ucraina Mariya Yaremuchuk, la cui scena è stata comunque rubata dall’uomo criceto che si esibiva dietro di lei.

I voti sexy quest’anno se li sono presi i concorrenti della Polonia, Donatan & Cleo, con una canzone sulle tette delle donne slave. C’è da dire che le burraie pettorute che sfoggiavano la mercanzia sul palco non facevano il solito effetto “carne al macello”, ma facevano quasi ridere. La canzone è orecchiabilissima, loro spigliate e divertite. Quella che poteva essere l’esibizione più sessista e rivoltante vista in molto tempo – donne che fanno le faccende domestiche con le tette al vento – in realtà non era affatto male.

LA RUSSIA NON PIACE A NESSUNO

Nonostante l’atto in sé non sia del tutto condivisibile – ad essere ricoperte di “buuu” sono state le gemelle diciassettenni Tolmachevy, che fino a prova contraria non hanno fatto niente di male a parte il loro trick coi capelli – i molti voti dati alla Russia dall’ex blocco sovietico sono stati accolti con sdegno dal pubblico di Copenhagen. In Eurovisione, i 12 punti assegnati, tra le altre, dall’Azerbaijan, hanno contrariato gli animi dei diecimila spettatori radunati nell’arena. Anche l’apparizione della delegata russa è stata schernita dal pubblico.

Al di là della qualità della performance – che all’ESC conta quanto la politica alle spalle delle nazioni – la discesa in popolarità della Russia è stata dimostrata dal fatto che ha ricevuto punti da solo 13 nazioni, contro le 27 dell’anno scorso.


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  1. Valentina

    12 maggio

    A me l’esibizione della Polonia invece è parsa l’ennesimo esempio di sessismo e di sbandieramento della donna oggetto per avere più visibilità. Anche se poteva esser voluta come esibizione scherzosa, fa sempre parte di quella categoria di umorismo del tipo: “Il pubblico sa che io so che ciò che faccio è volutamente sessista, per cui posso permettermi di farlo.” E non è altro che un perpetuare gli soliti stereotipi e normalizzare il sessismo. Basti vedere i tweet/commenti/ecc. che sono poi stati fatti sulla performance.
    Per quanto riguarda la grandissima Conchita, che è una drag queen, non un trans, qui in Austria la storia è stata un po’ più controversa, dove c’era chi le dava contro e chi le dava supporto, ma coloro che si schieravano contro di lei erano proprio i cittadini e con mia grande sorpresa ho notato come anche giornali e politici sempre considerati conservatori erano a suo favore. Per concludere, la notte in cui Conchita Wurst ha vinto, sono andata a dormire con un gran sorriso sulla faccia! (:

  2. martina

    12 maggio

    Conchita: finalmente una bellissima donna con tanto talento che se ne sbatte della depilazione!

  3. Skywalker

    12 maggio

    L’italia non partecipa perché poi lo stato vincitore deve appiopparsi le spese per realizzarlo nel proprio paese. Avendo già Sanremo, per cui si investe tantissimo, l’Italia non ha mai ritenuto opportuno parteciparvi, non considerandolo una vetrina importante. Tutto qua. Cmq noia mortale. Se ci mettiamo a fare femminismo anche su di un programma del genere, per vecchi fondamentalmente, vuol dire proprio che non si hanno altri argomenti.

  4. Paolo1984

    14 maggio

    martina, conchita non è una donna (nè cisgender nè transgender), è un uomo che fa la drag queen

  5. Ilaria

    14 maggio

    @Paolo1984: vero. La cosa che non capisco è: se si veste da donna, si trucca da donna ecc., c’è un motivo per cui si tiene la barba (giusto per capire)???

  6. Paolo1984

    15 maggio

    Ilaria, credo se la sia tenuta essenzialmente per stupire il pubblico

  7. Ilaria

    15 maggio

    Forse è per questo che la situazione non mi ha fatto né caldo né fredd… Grazie della risposta Paolo 🙂

  8. Valentina

    18 maggio

    In realtà Conchita Wurst ha la barba, non perché vuol fare spettacolo, ma perché non si sente legata a nessun genere (in questo caso maschio/femmina) in particolare.

  9. martina

    19 maggio

    @Paolo1984: So benissimo che Conchita Wurst non è una donna. Ho scritto “donna” nel mio commento perché come tale si era vestita e presentata all’Eurovision, senza dimenticare che comunque è nata con connotati maschili, ma si identifica anche con quelli femminili. Una donna con la barba, appunto.

  10. Paolo1984

    20 maggio

    Martina le drag queen,che io sappia, non si identificano come donne,non sono transgender nè transessuali..sono uomini di spettacolo che si vestono da donna per esibirsi, per spettacolo appunto come Platinette o Divine senza che questo sia direttamente legato alla loro identità di genere

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