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Essere basse e felici

Che io mi ricordi sono sempre stata bassa. Non bassa nell’accezione di “non particolarmente alta”, ma proprio bassa, anche da bambina. Il primo ricordo che ho, legato alla consapevolezza della mia bassezza, risale all’asilo quando Suor Sabina (se stai leggendo, sappi che non ti ho mai perdonata) mi appioppò il ruolo della vecchiarella alla recita di Natale perché “ero bassa e avevo gli occhiali”. Io volevo fare la Madonna, tutta bella e vestita di blu. E invece mi toccò la vecchiarella. Avrei preferito fare l’albero, davvero.
Quando ero in terza superiore ho avuto la bella idea di candidarmi come rappresentante d’istituto assieme ad un amico alto due metri e tre. Entrare nelle classi sovrastata da quell’altezza e sentire poi l’immancabile commento: “Ah, Jennifer! C’eri anche tu!” era diventato un rito imbarazzante – per quanto avessi già ampiamente superato la fase dell’odio nei confronti della natura matrigna.

tumblr_m2e684M6ad1qbqz2wo1_500Essere basse è una condizione ontologica impossibile da modificare. Posso mettermi anche un paio di Armadillo di Alexander McQueen, ma sarò sempre e comunque alta un metro e una banana. Per le basse non c’è posto: la gente ignora questo esercito silenzioso di ragazzine che non riescono a prenotare la fermata dell’autobus perché è troppo in alto, che devono vagare per i supermercati spaesate alla ricerca di uno sgabello per riuscire a raggiungere i biscotti in cima allo scaffale, che ignorano i titoli di certi libri della biblioteca.

Essere basse in una società che ci ha da sempre inculcato l’idea di “dover essere all’altezza” sempre e comunque è diventato un vero e proprio problema. Essere guardate come eterne bambine cretine, dover passare le serate col naso all’insù per guardare i propri interlocutori, sentirsi dire frasi come: “sei carina, peccato che tu sia bassa” non è piacevole per niente.

Io ho provato lo stesso disagio di tutte le preadolescenti basse che non si vedono rappresentate da nessuna parte. Non è raro, da quando i media hanno capito che il modello “magra e occhi azzurri” cominciava a vacillare, trovare sulle riviste fotografie di ragazze normali, talvolta grasse. Alle basse non ci pensa nessuno. Le fotografie dei servizi di Cioè ci mostrano gruppi di ragazze generalmente alte uguali, che a giudicare dalle proporzioni credo rasentino minimo il metro e settanta. Pure le principesse Disney o le protagoniste dei cartoni animati sono stangone dalle gambe chilometriche. Per non parlare poi del disagio nei negozi: per una che – come la sottoscritta – ama i pantaloni è una tragedia dovervi rinunciare perché è impossibile accorciarli.
Ho sempre sostenuto che fare elenchi sia un’ottima terapia per un sacco di cose. Ecco quindi una rapida guida per superare lo sconforto dell’essere basse:

    1. Fare un elenco di donne basse che comandano il mondo, tipo la regina Elisabetta (aka THE BOSS)
    2. Fare un elenco delle cose che le ragazze basse possono fare a dispetto di quelle alte, tipo mettersi con ragazzi bassi senza farli sentire dei disagiati
    3. Fare un elenco di cose piccole e carine, tipo i carlini o i pony
    4. Fare un elenco delle cose belle del proprio corpo (valido per tutti i tipi di disagio)

L’altezza, e questo è il punto, non si può modificare. (In realtà sì, ma credo che in Italia sia illegale ed è una pratica oltremodo dolorosa ed invasiva). Si può ingrassare e dimagrire, ma non si possono aggiungere o togliere centimetri al proprio corpo. Accettare la propria statura è il primo passo per accettare se stesse. Ci saranno persone che adoreranno le vostre gambine corte, che baceranno le vostre mani da bambina, che penseranno che tutti quei pochi centimetri che intercorrono tra la vostra testa e la terra siano quanto di più bello si possa mai vedere. Ma le prime ad amare il vostro corpo in formato mignon dovrete essere voi. Anche perché spesso, ad essere basse, si impara a tenere alto lo sguardo (e a farsi passare per dodicenni e riuscire ad ottenere il biglietto ridotto).


Mi piace il rochenroll

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  1. Bianca Bonollo

    29 aprile

    Premettendo di aver appena scoperto di essere alta come la Regina Elisabetta (hell yeah!), mi permetto di aggiungere 3 grandi PRO: potersi alzare in treno senza sbattere la testa sulle cappelliere, poter visitare i reperti romani senza doversi abbassare per attraversare le porte, poter stare in piedi nelle grotte senza toccare il soffitto con la testa 😀

  2. Garnant

    29 aprile

    Negli sport dove è utile un baricentro basso, la bassa statura è praticamente indispensabile, per esempio nel pattinaggio artistico. Detto questo, io detesto essere bassa e sempre lo detesterò, non ho nessuna intenzione di farmelo piacere.

  3. martina

    29 aprile

    Per non parlare della comodità di viaggiare in economy e non avere problemi di sedile 🙂 Personalmente non ho mai vissuto male la cosa di essere bassa, è sempre stato un mio tratto distintivo più che un punto dolente. Con un po’ di auto ironia si vince tutto, anche perché appunto, non è una cosa che dipende da noi 🙂

  4. valivi

    30 aprile

    In qualità di stangona, ti posso dire che ho dovuto faticare per accettare di essere troppo alta. Spero che tutto ciò ti faccia sentire vendicata dalla sorte!

    PS: il basket mi ha aiutato ad accettarmi, quindi il consiglio di garnant di pensare al pattinaggio artistico non è male

  5. margherita b

    1 maggio

    Di solito quando qualcuno esprime disagio su un qualche aspetto del proprio corpo e qualcun altro salta su e dice “ma l’opposto è ugualmente brutto” a me viene l’ulcera.
    Però butto lì la frase che ha accompagnato tristemente la mia preadolescenza, quando ero due teste più alta degli altri:

    “più sei alta, pjù ti fai male quando cadi”

    e giuro che è vero.

  6. Garnant

    1 maggio

    In effetti quando qualcuno si preoccupa che pattinando io possa cadere rispondo sempre “ma non da una grande altezza”.

  7. valivi

    2 maggio

    ok, non ho avuto tatto.
    penserò a voi al prossimo capitombolo…
    siccome questo sito mi piace e non voglio litigare con nessuno, facciamo pace?

  8. mamma libera tutti

    26 maggio

    Ho avuto il problema opposto: in terza media già quasi un metro e ottanta. Ho tutte le foto con le compagne in cui cercavo di farmi piccola per non svettare come un palo della luce… e sogno ancora i tacchi alti!

  9. Salome Sodini

    19 febbraio

    Uh! Io ho esattamente questo problema all’opposto: sono sempre stata quella troppo alta e che si è sempre fatta troppi complessi in virtù di ciò. Morale della favola: un motivo per paturniare lo troviamo sempre 🙂
    Ps. E sono pure troppo imbranata per il basket e la pallavolo, ah, mondo crudele. Però me la cavo discretamente sui pattini da ghiaccio 😀

  10. Viola

    1 ottobre

    Ciao, che bell’articolo! Io ho finito da un pezzo l’età delle paturnie “inutili” tuttavia sono arrabbiatissima perché la moda ci ignora totalmente. Come dici tu, noi basse non siamo rappresentate da nessuna parte, come se la scarsa statura ci rendesse impresentabili. Questo benché a molti uomini piacciamo e benché siamo tantissime! Nella mia classe del liceo, piena di ragazze carine, non ce ne era nessuna che sfiorasse il metro e 80 mentre almeno 5-6 di noi erano sotto il metro e 60.
    Con questo non voglio dire che dovrebbero le ragazze molto alte a venir ignorate dalla moda e dai media, ma perché bisogna ignorare le piccoline?

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