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Ella Cinders, una cenerentola indipendente

Ella Cinders, una cenerentola indipendente

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Particolare della striscia di Ella Cinders intitolata “The worm turns” – 1925

Vessata dalle sorellastre e dalla matrigna, è a lei che spettano tutte le faccende di casa. Poor girl. È Cenerentola? No. Non esattamente. È Ella Cinders.

Ella Cinders è la protagonista dell’omonimo fumetto americano creato nel 1925 da William “Bill” Conselman (sceneggiatore) e Charles “Chas” Plumb (disegnatore).
All’inizio degli anni Venti, Bill e Charlie/Chas strinsero amicizia nella sede del Los Angeles Times, per il quale entrambi lavoravano. Decisero di creare un fumetto che si rifacesse alla leggendaria storia di Cinderella (da lì, infatti, derivò il nome della loro eroina[*]), ma da questa presero in prestito solo alcuni degli elementi narrativi principali.
Ella, come accennato in apertura, è infatti tormentata dalla genitrice e dalle sorelle (Prissy e Lotta) ed impegnata costantemente nelle faccende domestiche come la sua antenata Cenerentola, tuttavia non affronta da sola tutte queste angherie. Ha un fratellino di nome Blakie e un amico (un boyfriend che non è un fidanzato) rispondente al bizzarro nome di Waite Lifter. Ella non viene salvata da un principe azzurro; non partecipa ad alcun ballo; non perde alcuna scarpetta.

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Lois W. Banner, autrice femminista, ha definito con parole molto chiare il clima culturale da cui, in seguito, avrebbe preso le mosse la vicenda di Ella Cinders:

All’inizio del diciannovesimo secolo, il mito di Cinderella divenne per le donne la controparte del mito del self-made man per gli uomini. Così come il duro lavoro e la perseveranza si pensava avrebbero portato successo agli uomini, così la bellezza si supponeva attraesse uomini benestanti e potenti verso il matrimonio. I giovani uomini in affari sognavano di raggiungere i vertici attraverso le abilità imprenditoriali. Le giovani donne lavoratrici sognavano di sposare il figlio del capo.

Ella vuole cambiare vita, vuole diventare “qualcuno”, ma non cerca la svolta nel matrimonio. Non si affida alle forze di qualcun altro per avere ciò che la farebbe sentire più felice. Un lavoro che le piace e che le può dare delle soddisfazioni: quello di attrice.

Particolare della striscia di Ella Cinders intitolata "Get ready, Hollywood" - 1925

Particolare della striscia di Ella Cinders intitolata “Get ready, Hollywood” – 1925

È vero che il suo riscatto avviene tramite un concorso di bellezza, ma si tratta di un paradosso ben orchestrato dai suoi creatori, Conselman e Plumb. Ella partecipa perché da un lato le interessa il premio in palio, e dall’altro la stuzzica l’idea di mettersi in competizione con la sorella arpia, che pure partecipa. Vince in modo inaspettato. La foto di Ella – capelli neri sistemati in un bob, un caschetto liscio tipico di quegli anni e occhioni – viene pescata in modo aleatorio dal giudice del contest. Tra migliaia di partecipanti, vince a caso, quindi. La ricerca della bellezza non è per lei il goal primario: tenacia e naturalezza sono i suoi punti di forza, i capisaldi della sua rivoluzione personale.
Il premio messo in palio da questo concorso prevede un viaggio nella patinata Hollywood e una parte in un film. Una volta giunta a destinazione, Ella si trova imbrogliata: non c’è nessuno studio cinematografico, nessun contratto ad aspettarla. Piuttosto che tornare a casa, però, le prova tutte. Rimane in città e qui vive di espedienti, provando appena riesce a trovare un momento a proporsi a qualche produttore come attrice (dopotutto, quando stava a casa della matrigna, nei momenti di riposo aveva anche provato ad esercitarsi).
Certo non era la vita che sognava, ma almeno la famiglia era lontana! Infiltratasi all’interno di uno studio, incontra un magnate che poi *coup de théâtre* si rivela essere suo padre. Fin qui lo credevamo tutti morto (erano anni che si era allontanato da casa e nessuno aveva notizie) invece era solo in fuga dalla petulante mogliera.

Ella domanda al padre, ad un certo punto:
“Oh papà perché hai sposato quella donna?”
E lui le risponde candidamente:
“Così hai iniziato a domandartelo anche tu! Ella, l’unico motivo per cui l’ho sposata è che quando ci siamo incontrati la prima volta, sembravo non piacerle e volevo dimostrare che si sbagliava!”

Come ha osservato Coultron Waugh, fumettista, pittore e autore del libro The Comics:

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La forza di Ella, come personaggio, risiede nel suo coraggio, nel suo avere sempre una battuta pronta e il saper affrontare le difficoltà della vita sempre col sorriso. La stessa United Features Syndacate (interna alla United Media, è un’azienda americana che si occupa della distribuzione di fumetti e colonne editoriali presso vari media) disse che tutto questo faceva di Ella Cinders una stella del fumetto, con un grandissimo seguito di fans.

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Particolare della striscia di Ella Cinders intitolata “The Gay Cavalier” – 1925

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Dopo un solo anno di vita, la serie Ella Cinders era così famosa che ad Hollywood pensarono bene di realizzarne un film. Uscì nel 1926, e la protagonista scelta fu Colleen Moore. Lo potete recuperare, se interessati, qui.

Nel 1940, quando Conselman morì per una malattia al fegato, Plumb divenne unico autore accreditato. Nella realizzazione delle storie gli si affiancarono vari “ghost writer”; tra i più fedeli e riconosciuti si possono citare Fred Fox (che quando Plumb andò in pensione iniziò a ridisegnare la striscia, stravolgendone lo stile) e successivamente Roger Armstrong.
Ella Cinders fu pubblicata per più di trent’anni, fino al 1961. Era stata una “Daily strip”, nei primi anni (usciva sui quotidiani nei giorni feriali), ma già dal terzo anno di pubblicazione era diventata “Sunday strip” ed aveva avuto la possbilità di essere stampata a colori sul supplemento delle domenica.

Link utile, per reperire del materiale: voilà.

[*] In Italia, Ella Cinders è nota anche come Ella Parella. Il nome, così vezzeggiato, perde però il riferimento alla favola di Perrault.

Su Soft Revolution, sempre su Cenerentola e dintorni:
Al lavoro, Cenerella! – Immaginari duri a morire vs. Angela Carter
Le dimensioni contano: Cenerentole vs. Bigfoot


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