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Donne che hanno uno strano potere su di me: Julie ...

Donne che hanno uno strano potere su di me: Julie Andrews

Il potere risiede nel fascino, nella capacità di ammaliare le persone attorno a noi. È un potere labile, perché il nostro fascino funziona su alcune persone e meno su altre: non possiamo affascinarci tutti a vicenda, in fondo. Alcune persone però, sembrano nate con questo potere; la capacità di affascinarci tutti indiscriminatamente. Julie Andrews ammalia tutti. La si può detestare – anche se ne dubito –, la si può criticare, ma sfido chiunque a guardare una sua intervista e a non pensare “tanto di cappello”.

La leggenda (che non è leggenda) narra che il patrigno di Julie abbia scoperto per caso la sua voce fenomenale quando la vide richiamare i cani del cortile con un gorgheggio esteso sulle sue quattro ottave. I genitori cominciarono quindi a portarla per teatri, debuttò a Londra negli anni 40 fino ad arrivare a Broadway con The Boy Friend, My Fair Lady, e Camelot.

L’epica storia continua con il signor Walt Disney che si presenta nel backstage e le dice: “Miss Andrews, l’ho sentita cantare. Le dispiacerebbe ascoltare alcune canzoni per una mia produzione?” Al che lei risponde “Mr Disney, sono lusingata, ma vede: sono incinta”. E Disney disse, nessun problema. Aspetterò. Quando Walt Disney aspetta la tua gravidanza pur di averti in un suo film sai di essere una divinità.

Nel frattempo Jack Warner le nega il ruolo di Eliza in My Fair Lady preferendole la Hepburn, sostenendo che il nome di Julie Andrews non avrebbe attratto nessuno al cinema. Julie si rimbocca le maniche e si tuffa tra le braccia di Disney. Per Mary Poppins (perché stiamo parlando di Mary Poppins), Andrews vince un’Oscar come miglior attrice, un Grammy e un Golden Globe. Durante il discorso di ringraziamento per quest’ultimo, Julie sorride e ringrazia Jack Warner per averle permesso di fare un bellissimo film. Oh the sass.


L’anno dopo è la volta di Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music), un altro Golden Globe e un’altra nomina per l’Academy.

La carriera prosegue in salita, tra show radiofonici, musical a teatro e film (tanti film). È ospite del Muppet Show, e credetemi, se il Muppet Show non è un obiettivo campale non so cos’altro possa esserlo. Ma Julie Andrews non si ferma e arriva a quel pezzo di storia che è Victor Victoria, musical su una performer donna che si finge una drag queen.


(guardatelo fino alla fine)

A causa di Victor Victoria tuttavia, Andrews sviluppa un problema alle corde vocali di natura tuttora ignota per il quale si sottopone a un’operazione che la priva per sempre di quelle quattro meravigliose ottave da soprano, perdendo la voce cristallina e ottenendone una più rauca.

Ora, pensate per un momento a questa donna. Da quando ha dodici anni è stata sul palcoscenico con quattro ottave, è stata acclamata per quelle quattro ottave e ha avuto ai suoi piedi Walt Disney per quelle quattro ottave; a 62 anni improvvisamente, le perde. Cosa avrei fatto io? Mi sarei chiusa in casa con tredici chili di gelato. Cosa fa Julie Andrews? Torna dalla Disney e dice, vi ho dato Mary Poppins, ora tocca a voi.

Julie Andrews interpreta la regina di Genovia in Pretty Princess, riuscendo a dare al film una strana classe. (E, diciamocelo, se non avete tifato per la regina e Joe non avete avuto un’adolescenza); interpreta la tata di Eloise in Eloise al Plaza, è ambasciatrice onoraria di Disneyland (altro obiettivo campale, secondo me); entra ufficialmente a far parte delle Disney Legends.

La Dreamworks è impressionata, la prende da parte e le dice: signora, le andrebbe di lavorare un po’ per noi? E sbam, doppiaggio della Regina Lilian in Shrek 2, e della bisbetica madre di Gru in Despicable Me, sfruttando a suo favore il tracollo della voce.

Ora, perché tutta questa tirata sulla carriera di Julie Andrews per parlare di potere? Perché voglio e quindi posso. E per me Julie Andrews è l’emblema del voglio e quindi posso a ottant’anni.

julie andrews

julie andrews

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    19 luglio

    Da quello che so, a farle perdere la voce fu un chirurgo maldestro http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/565852.stm Julie vinse la causa e ottenne un risarcimento di 20 milioni di dollari.

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