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La canzone del mese: Dendrophilia, “Sitting ...

La canzone del mese: Dendrophilia, “Sitting Down Here”

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Partirei chiedendovi attraverso quali tortuose vie avete iniziato a suonare insieme…
BEA: Vale e Sara si conoscevano già da prima e suonavano per conto loro e in un altro progetto. Io sono arrivata dopo, cercavo da tempo delle persone con cui suonare un certo tipo di genere musicale e proprio quando stavo per gettare la spugna un mio amico che tra parentesi è lo stesso ragazzo che quest’anno ci ha registrato il disco (che è bellissimo e piacerà a tutti) mi ha consigliato di chiedere a Vale di formare un gruppo. Vale la conoscevo di vista già da tempo, frequentando l’ambiente musicale della zona, però mi incuteva timore perché aveva sempre i capelli ogni giorno di un colore diverso, allora pensavo che fosse una cosa strana poi lei mi ha fatto cambiare idea e da allora li tinge anche a me per farmi sembrare una bionda californiana. Dopo un paio di prove insieme a Vale ho conosciuto Sara, mi è sembrata subito ok anche se ha sempre avuto i piedi otto volte più grandi rispetto ai suoi pedalini. Suoniamo insieme da circa due anni nella nostra “Dendrocaverna” e come direbbe Sarona: “È tutto molto bello”.

 

Seguendo la vostra pagina Facebook, ho visto che di recente vi siete chiuse in studio per registrare dei brani. Di che materiale si tratta? Possiamo sperare in un album?
SARA: Sì, effettivamente stiamo registrando un album, che alla fine è praticamente una demo. Ormai è da un po’ che suoniamo, è giusto fissare le canzoni su cui abbiamo lavorato, anche se stiamo prendendo una direzione diversa da molte delle canzoni presenti sul disco.

Un comune stereotipo vuole che le band composte da ragazze siano un calderone di litigiosità e cattivi sentimenti. Voi come la pensate?
SARA: Questo stereotipo (come tutti) mi fa molto ridere, perché è lo stesso che presuppone che gli uomini risolvano le loro controversie con una neanderthaliana scazzottata e poi tornino amici come prima. Siamo tre ragazze estremamente diverse, sia per quanto riguarda le personalità, che per i gusti musicali (e questo vede anche nella scelta degli album da consigliare), quindi è ovvio che ci siano dei momenti difficili. Immagino, però, che questo valga per ogni gruppo di persone e non credo che ci siano differenze sostanziali fra le meccaniche di band femminili, maschili, miste o uruk-hai che siano.

Avete scelto di registrare una cover di Sitting Down Here della cara Lene Marlin. Quando vi ho proposto il tema “sedersi” vi è venuta in mente subito come possibile opzione o ci siete arrivate per gradi? Vi va di spiegarmi come è stata selezionata e perché?

SARA: Non so, l’alternativa era una canzone di GG Allin, ma poi abbiamo stabilito che Lene Marlin > GG Allin, sempre e comunque. Dobbiamo anche specificare che la cover è stata preparata soltanto da me e Vale, visto che le esondazioni del Ticino e gli impegni lavorativi hanno colpito duramente la nostra possibilità di incontrarci per provare in maniera regolare.
VALE: Lene Marlin = 90’s = Dawsons’ Creek. Devo aggiungere altro?
BEA: L’idea è venuta in mente a Sarona perché lei ha una cultura pop incredibile, fa quasi spavento! Se la vedi in giro, urli da quanto ne sa di pop! Sludge pop.

Quando mi capita di diventare amica di qualcuno, arriva sempre un momento in cui mi viene spontaneo consigliare – se non sono già noti – alcuni dischi che sono stati importanti per me. Potreste farmi i nomi di tre dischi che vi hanno cambiate, che ritenete parte imprescindibile della vostra storia di vita e che consigliereste ad una nuova amica?
SARA: Mr. Bungle – S/T, Archers Of Loaf – Icky Mettle, Eyehategod – In The Name Of Suffering
BEA: Led Zeppelin – Led Zeppelin II, Janis Joplin – I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!, Hole – Live Through This
VALE: Burzum – Det Som Engang Var, Electric Wizard – Dopethrone, Spice Girls – Spice World

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Qual è il vostro rapporto con il femminismo? Vi è mai capitato di sentirvi trattate in modo differente dagli uomini all’interno di ambienti musicali? Se sì, vi va di raccontarmi un episodio particolare?
SARA: Sono femminista, da parecchi anni. Magari ho avuto una fase in cui non mi identificavo veramente così, ma ricordo distintamente che già alle medie ero talmente interessata all’argomento da basare parte della mia tesina su di esso. Ora credo in un femminismo estremamente aperto ed inclusivo. Per quanto riguarda le differenze di trattamento, devo dire che non mi è mai successo niente di particolarmente grave, ma ci sono stati momenti in cui l’essere femmine è stata la caratteristica che per gli altri è prevalsa su tutte le altre che ci contraddistinguono. È capitato di essere liquidate come band scarsa, esclusivamente perché una band femminile non può essere al livello di una maschile. E dio, siamo scarse, ma sicuramente non perché donne. Altra cosa che dà da pensare, è l’esistenza di serate di “band femminili”, che non concepisco: come fai a programmare una serata con più band che non hanno niente in comune, a parte l’essere composte prevalentemente da donne? Questa cosa dell’essere “donna” prima che “musicista” mi urta davvero parecchio, ma non sono la sola.

 

Fotografie di Chiara Gambuto


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