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Cresci bene che ripasso (o del sessismo tricologic...

Cresci bene che ripasso (o del sessismo tricologico)

Le autrici (Marta e Valeria, portatrici sane di capelli corti) si sono alternate nell’esporre una serie di considerazioni in risposta ad alcune diatribe nate online. Gli articoli da visionare prima di leggere ciò che segue sono questo [Return of Kings], questo [The Daily Dot] e questo [New Statesman].

Illustrazione di Carol Rollo

Illustrazione di Carol Rollo

V: Quando Marta ha condiviso con il resto della redazione il link all’articolo di Return of Kings, ho riso molto. Tutte abbiamo riso. Dopodiché ci siamo “virtualmente” guardate negli occhi e abbiamo scosso il capo cinicamente. La tesi portata avanti da Tuthmosis (utente che porta il nome di un faraone e ha come foto profilo la maschera funeraria di un faraone con gli occhiali da sole) è che le ragazze che scelgono un taglio di capelli corto, che rinunciano quindi sfacciatamente ai capelli lunghi sono 1) non bangable, 2) impulsive, quindi segretamente pentite della loro scelta, quindi ipocrite, 3) vittime di una moda del momento (lanciata da Miley Cirus o Anne Hathaway), 4) automaticamente più vecchie di quanto fossero prima, 5) non femminili, 6) poco in salute, 7) folli quando non grevi. A sostegno della tesi, una manciata di esempi “la collega più stronza che ho mai avuto era una coi capelli corti”, “la ragazza coi capelli corti con cui sono uscito una volta, era finanche carina, ma aveva perverse fantasie sessuali e mentre parlavamo di cosa veramente gli uomini amano nelle donne mi ha fatto una scenata e se n’è andata” eccetera.
Poi è arrivato l’articolo sull’episodio di sessismo vissuto da Felicia Day (vera donna geek) una volta tagliati i lunghi capelli rossi, un collegamento con lo splendido pezzo di Laurie Penny su come il patriarcato tema le forbici e abbiamo capito che era ora di intervenire.

M: Io non ho mai avuto i capelli lunghi. Una volta, nel biennio 2000-2002 più che altro per pigrizia sono arrivati fino alle spalle. Nel mese di giugno 2002 mi sembrava di avere un gatto grasso acciambellato in testa, ed ho tagliato tutto. Da lì, mai oltre il mento.
Da bambina ho avuto i capelli corti (caschetto à la Fantaghirò), da ragazzina ho avuto i capelli corti (caschetto con frangia), da adolescente sempre corti (scalato a caso). Ed ora, dopo esser passata da corti molto corti a rasati molto rasati, ho fatto il giro e sono più o meno tornata da Fantaghirò.
Perché io di capelli ne ho tanti. Ma veramente tanti. Tanti, folti, mossi, indistruttibili. Onde evitare l’effetto gatto che ti dorme in testa devo averli corti, o mi sento soffocare. Invidio parecchio la ragazze con una folta, lunga, lussureggiante chioma. Immagino la pazienza, la cura, che si annida fra quelle chiome. Il tempo, l’amore profuso. Il caldo d’estate.
Immagino, immagino, ma alla fine taglio sempre. Ed è cercando un taglio a cui affidare la mia chioma (nella lunga attesa che “il lato rasato” si metta definitavamente in pari con il resto della testa), che sono incappata nei divertenti articoli sopra citati.

V: I capelli corti sulle donne possono piacere o non piacere. Ci mancherebbe.
Io, di mio, li adoro.
Facendo un calcolo approssimativo, sono sette anni che tengo i capelli corti. I tagli sono cambiati negli anni. A volte “corto” era un caschetto, altre volte un taglio asimmetrico (un orecchio coperto e l’altro no), più spesso varianti del taglio di Dolores O’Riordan negli anni Novanta. Corti che non riesci a prenderli in mano.
I miei capelli sono per natura “leggermente mossi”, ovvero se li asciugo senza l’ausilio della spazzola stanno giù, ma assumono sulle punte un aspetto wavy davvero terrificante. Il taglio corto mi ha evitato un bel po’ di paturnie mattutine e post-doccia. Davvero.
Si tratta di una scelta politica? Direi che il mio è quasi egoismo. Li porto corti perché penso mi stiano bene e per praticità. Dice bene Laurie Penny: “The point is to look like the performance of femininity matters enough to you that you’re prepared to work at it.”

M: Avendo sempre avuto i capelli corti grazie all’impriting materno, non ho mai riflettuto seriamente sulle implicazioni del non-avere i capelli corti. Certo, gli argomenti a sottolineare la correlazione fra i miei capelli corti ed il mio orientamento sessuale sono infiniti e probabilmente all’infinito si trascineranno, e certo, comprendo bene che l’avere i capelli corti, molte più di tante altre scelte estetiche messe insieme, ha una certa valenza. La mia è una scelta politica? Non saprei. Non credo. La mia è una scelta dettata dalla pigrizia, principalmente (non posso diminuire la quantità dei miei capelli ma posso almeno limitarne la lunghezza) e dalla vaga impressione che “corti mi stiano meglio”. Posso fare finta di non sapere che vengano anche percepiti come una scelta politica? No. Una disperata voglia di comunicare al mondo intero la mia preferenza per le ragazze? Nemmeno.

Il mio taglio di capelli (foto della settimana scorsa) - Marta

Una recente foto di Marta

V: Mi piacciono le ragazze che hanno i capelli corti e ammiro quelle con i capelli lunghi (specie se rossi, ma questa è una mia fissa). Lo stesso vale per i ragazzi. Sono per il vivi e lascia vivere, non mi permetterei mai di dire a una persona come dovrebbe tenere i suoi capelli, una delle parti del corpo che (imho) ha maggiore influenza sulla nostra autostima. È vero che quando noto un cambiamento nei capelli del mio interlocutore, chiedo senza esitare se ha “fatto qualcosa di nuovo”, ma perché mi piace l’intraprendenza, suscita la mia curiosità. Che ci voglia coraggio a tagliarsi i capelli, è innegabile. Si tratta di una scelta radicale: una volta tagliati, solo il tempo te li riporta indietro. Ad ogni modo (questa è la mia esperienza, ma dialogando con altre, l’ho riconosciuta come condivisa) non si può capire quanto sia apprezzabile il taglio corto finché non si fa.

M: Quest’anno, dopo anni di lungo peregrinare da un taglio corto all’altro (“I’ve changed my hair style so many times I don’t know what I look like”, cantava David Byrne) all’impossibile ricerca del taglio che avrebbe tenuto in ordine i boccoli senza farmi sembra Simba e senza appiattirli come spinaci bolliti ho deciso che basta. Basta capelli corti. Basta frequenti gite dal parrucchiere. Basta rasature a tre millimetri. Diamogli tempo, diamogli fiducia. Lasciamoli crescere. La mia pigrizia ha cambiato verso, e lì Bam! incrocio sul mio cammino Return of Kings prima e Laurie Penny poi.
Vediamola al contrario: prima, ero una ragazza danneggiata, poco incline alla gentilezza, a ruoli tradizionali, agli uomini, ai bambini ed ai fornelli. Ora, nel mio religioso sperare che crescano il più in fretta possibile e che Fantaghirò sia a breve un lontano ricordo, sono finalmente (considerata anche l’età) una signorina a modo, una signorina come si deve, una signorina in gonna.
Posso ridere?

Valeria

Una foto recente di Valeria

V: Possono piacere o non piacere, non si discute sui gusti. La questione qui discussa è che si dia contro a una ragazza solo perché porta i capelli corti. Che si cessi di prestarle ascolto e portarle rispetto nel momento in cui cambia haircut, smettendo così di essere la “canonicamente bella” che avevamo intercettato qualche tempo fa.
Si parla di “richiamo della fertilità” compromesso, di sbaglio grave, di indice di rimbecillimento, nonché danneggiamento della propria morale e, per esteso, della specie, ma sono stronzate. La donna che questi uomini cercano, e cercano sotto ad una lunga chioma non esiste. Le argomentazioni di questi Signori Dello Stereotipo si basano sul presupposto che la loro donna ideale non sia una donna coi capelli corti, ma una donna dalla folta chioma pronta ad esaudire ogni loro desiderio, priva di istinti sessuali laddove non siano richiesti espressamente da loro. Questo ragionamento è geniale perché riesce ad offendere e mancare di rispetto alle donne tutte, indipendentemente dalla lunghezza dei loro capelli. Sopra le spalle? Alla larga, depravate figlie di Satana. Fino al gomito? Quando hai finito di stirarmi la camicia, vieni a letto. E non azzardarti a mettere quel pigiama di merda tutto chiuso sul davanti. Le bocce le voglio vedere.

Queste considerazioni vanno ascritte alla serie “Perché abbiamo bisogno di femminismo?” e “Non c’è mai limite alla stupidità umana”.


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  1. chiara

    27 febbraio

    Quanto, quanto mi ritrovo in questo articolo. Come si può dedurre dalla mia foto, per anni ho avuto i capelli a caschetto “à la Valentina”. Poi, per un misto di taglio tremendo risolvibile solo con “lasciali crescere e taglia di nuovo”, pigrizia e voglia di farmi le trecce, ora ho i capelli *molto* lunghi per i miei standard. Non mi dà fastidio sentirmi dire che mi stanno bene, ma ci sono stati vari casi in cui il commento aveva un sottotesto tipo “finalmente sei rinsavita e hai smesso con quei tagli discutibili”. Per non parlare di quando un tipo mi ha detto che, visto che al mio moroso piaccio di più con i capelli lunghi (fatto dedotto non si sa come), dovrei farli crescere “come gesto/ dimostrazione d’amore”. Benvenut* nel terzo millennio.

  2. Paolo1984

    27 febbraio

    a me pare assurdo che nel 2014 si giudichi una donna (una persona) da come porta i capelli. Una donna coi capelli corti può essere bella, autentica, libera ecc..quanto una coi capelli lunghi fino alla schiena, nè più nè meno. E personalmente trovo anche eccessivo “politicizzare” ogni scelta di look

  3. Ciennezeta

    27 febbraio

    È evidente che l’estetica sia, da qualunque parte la si osservi una politica del desiderio.
    – A breve mi piacerebbe che approfondiste ulteriormente sul campo trico-sociologico, per la scelta di lasciare i propri capelli bianchi, grigi, argentati (siano questi corti o lunghi) prima di un’età, la cui soglia viene definita variamente. Il commento più interessante in proposito è stato “credo che tingere i capelli prima dei 50 anni sia un dovere etico”. Parliamone, anzi LOL

  4. Paolo1984

    27 febbraio

    basterebbe dire che tingere i capelli a qualunque età non è un dovere, ma una scelta legittima quanto quella contraria, entrambe da rispettare.

  5. CIENNEZETA

    27 febbraio

    infatti l’unico dovere mi pare la consapevolezza del proprio desiderio.

  6. Garnant

    27 febbraio

    Bambina con lunga treccia, ho tagliato i capelli corti alle medie tanto per cambiare. Apriti cielo, tutti a lamentarsi, ho conservato il diario ed è pieno di scrittine di gente che piagnucola. Lì per lì credevo che fossero considerazioni estetiche, evidentemente stavo meglio prima, poi col tempo ho scoperto tutta questa faccenda sociale irritante. Comunque i miei capelli crescono in fretta, all’inizio di ogni estate faccio un taglio radicale, per comodità, perché mi va. Prima avverto in giro, dico “preparatevi psicologicamente”. Dopo chiedo “allora, come vi sentite, trauma”? E la risposta di solito è “pensavo peggio”.

  7. VALIVI

    28 febbraio

    Credo che ciascuno di noi voglia troppo bene alla propria immagine per modificarla “per scopi politici”. Una ragazza si taglia i capelli o li lascia crescere per trasmettere un’immagine al proprio riflesso nello specchio e agli altri. Se una vuole trasmettere un messaggio politico farà determinate scelte per quanto riguarda l’abbigliamento, non il proprio corpo.

    Io ho avuto i capelli cortissimi alle medie perché volevo sentirmi più forte e matura, inoltre non sopportavo più i miei ricci crespi. Adesso non li taglierei di nuovo perché credo che non si abbinerebbero ai miei lineamenti del viso. Ma potrei cambiare idea di nuovo…

  8. Michela

    5 gennaio

    Cavolo! Veramente siamo messi ancora cosi’? Su di me i capelli corti non mi piacciono, però ci sono donne che ci stanno veramente bene e non si può giudicare il carattere o la personalità di una persona dal taglio di capelli e nemmeno l’orientamento sessuale. È una vergogna!

  9. Chiara

    16 febbraio

    Sinceramente, non mi ero mai soffermata a guardare il taglio di capelli da questo punto di vista, ma ora che ci penso, non vivo in un ambiente totalmente esente da questo tipo di sessismo.
    La mia esperienza personale risale a quest’estate, quando, stanca dei miei capelli castani ormai sfibrati dalle innumerevoli tinte ginger, ci ho letteralmente dato un taglio e ho optato per un asimmetrico molto carino. Onestamente, non mi sono mai sentita bella come in quel periodo. Ora li sto facendo ricrescere per questioni pratiche: faccio danza classica e ho bisogno di raccoglierli in una “cipollotta”.
    Quando li ho tagliati, ho ricevuto una marea di commenti positivi. L’unica che mi guardava con un certo interesse venato forse di uno sprizzo di scandalo era una zia acquisita, che insieme a sua sorella non si stancava di chiedermi da dove mi fosse partita “questa idea dei capelli corti”. “Idea”.. la mettiamo sul filosofico?
    Comunque questa zia è la moglie del fratello di mamma, che per lungo tempo si è opposto ogni volta che le figlie esprimevano il desiderio di avere dei capelli che non raggiungessero le spalle, e lei insieme a lui (anche se lei porta spesso il caschetto). Mi chiedo da dove venga tutta questa paura delle forbici. Io l’unica crisi che ho avuto è stata quando stavano ricrescendo e non potevo tagliarli per la ragione di cui sopra, quindi per un periodo ho avuto il taglio più brutto della storia. lol
    In conclusione, concordo con le autrici nel dire che i capelli sono un’espressione fondamentale della nostra personalità e dello stare bene con sé stess*. Non dovrebbero esserci limiti a tagli e tinte, secondo me. L’unica mia considerazione (condivisibile o meno) è che ogni tanto si dovrebbero lasciare in pace per quanto riguarda tinte e permanenti, per dare una tregua al cuoio capelluto. Ma lì sono scelte personali.

    OT: Big up per l’autrice Marta, con la cover-TARDIS. <3

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