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La “biblioteca delle signorine” della ...

La “biblioteca delle signorine” della Salani

di Stefania Perotti

Ogni volta che chiacchiero con la mia amica Susanna imparo qualcosa.
Questa volta mi ha aperto la porta sul mondo dei romanzi per signorine. A partire dal 1912 la casa editrice Salani decise di pubblicare una collana molto eterogenea, su modello francese, di romanzi di autori autorevoli, come Manzoni, Fogazzaro, Dumas, e altri più vicini al genere “rosa” scelti in base alla moda del momento.
Cercando tra i libri della “Biblioteca delle Signorine Salani” di sua nonna la mia amica mi ha consegnato uno dei numerosi romanzi firmati Delly: La casa degli usignuoli.
Siccome ho un’anima da signorina perbene mi chiedo come sia possibile che non sapessi nulla dei libri firmati Delly. Dietro a questo pseudonimo si nascondono un’aristocratica coppia di fratello e sorella francesi: Jeanne-Marie (1875-1947) e Frédéric Petitjean de la Rosière (1876-1949).

Delly pubblicitaSi tratta di romanzi delicati scritti a inizio Novecento, in cui alla fine l’amore trionfa nonostante i complotti maligni della cattiva di turno (raramente l’antagonista è uomo).
I titoli sono molti e ambientati in paesi più o meno esotici, le protagoniste di solito sono povere e belle e s’innamorano di uomini che sotto un’apparenza burbera nascondono un cuore da vero gentleman.
In questo libro, La casa degli usignuoli, Liliana, orfana francese di genitori colti e raffinati caduti in disgrazia, viene accolta da parenti ricchissimi in Inghilterra. Il suo tutore è un giovane imprenditore all’apparenza freddo e insensibile, che vive con la madre, l’antipatica Lady Stanville, che detesta la bella, bionda e buona Liliana. Adoro la descrizione dello stile di Liliana:

A lei piaceva l’eleganza sobria, l’armonia, la semplicità raffinata che è la caratteristica della più rara distinzione.
Anche in ciò non poteva essere compresa da Lady Stanville, la quale, benché di nascita aristocratica, aveva, riguardo al vestiario, dei gusti da risalita.

Le sue numerose virtù fanno breccia nella corazza del giovane Lord Stanville i cui occhi diventano sempre più brillanti quando la vedono. Lei è volenterosa, studia per diventare contabile e acquisire l’indipendenza finanziaria. Lui le offre lavoro presso la propria azienda. Stando vicino a Lord Stanville Liliana scopre un uomo molto diverso dalle apparenze: egli possiede infatti una spiccata sensibilità artistica e piano piano svela una dolcezza e un’attenzione agli altri che nessuno immaginava esistessero in Lord Stanville.
Insomma, l’eterno sogno femminile: rendere migliore un uomo grazie alla propria presenza.
Il mondo di questi romanzi a lieto fine fa bene al cuore e allo spirito, ricorda che dopo le avversità e le sofferenze di norma arriva anche la felicità se facciamo affidamento alle nostre capacità e ci diamo da fare.
La felicità delle protagoniste non arriva grazie a un uomo che le salva, ma arriva quando le ragazze acquisiscono forza e fiducia in sé e riescono così a creare un rapporto paritario con un uomo che le ama e le stima tanto quanto loro amano e stimano lui.

In più questi libretti della Salani sono molto belli, hanno un formato piccolo, la copertina rigida, telata, con fregi eleganti di colori diversi a seconda delle edizioni. Insomma, non vedo l’ora di collezionarli tutti per leggerli e sospirare come avranno fatto molte lettrici prima di me dall’inizio del Novecento a oggi.

Esempio di sovracopertina per un altro titolo della collana Salani dedicata alle "ragazze moderne"

Esempio di sovracopertina per un altro titolo della collana Salani dedicata alle “ragazze moderne”

Ho continuato il mio viaggio alla scoperta delle letture delle signorine di buona famiglia con il romanzo L’amante a mille chilometri di Angelo Frattini, un milanese nato nel 1896 dotato di un umorismo elegante e misurato.
Il mondo presentato è quello della piccola borghesia milanese dove ruotano intorno alla protagonista figure stereotipate, descritte con un’incantevole ironia che rende la lettura gradevole.
La giovane protagonista si ribella allo scenario che l’attende: diventa l’amante dell’uomo che ama e in barba ai parenti benpensanti rifiuta la proposta di matrimonio dell’innamorato nonostante il suo affetto per lui sia molto profondo. Farà molto di più: lo convince infatti a vivere una vita fuori dagli schemi in cui il rapporto di coppia si rafforza grazie alla lontananza degli amanti che, realizzando le proprie aspirazioni professionali, salvano la loro storia dalla monotonia della quotidianità.
La ragazza accetta infatti un lavoro prestigioso di costumista presso un teatro a Londra: ha un enorme successo, è ricca e acclamata da tutti; è molto felice perché in più ama il suo amante italiano che fatica a comprenderla ma accetta le sue scelte perché in fondo la ama così com’è, con il suo carattere intraprendente e tutto, e poi perché ha capito che lei non ha occhi che per lui: nella fiducia reciproca costruiscono le basi per la loro storia.
Lui si piega alle volontà di lei perché vuole la sua felicità, nonostante non capisca molto il suo modo di pensare. Per una volta non succede il contrario.

Quindi sì, L’amante a mille chilometri, pubblicato nel 1928, è un romanzo femminista perché rivendica la parità civile ed economica della donna rispetto all’uomo, concetto che oggi, nel 2013 non sempre è chiaro a tutti.


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  1. Paolo1984

    6 gennaio

    per me non è solo un sogno, io credo che sia possibile che una persona (donna o uomo) possa migliorare e far emergere lati positivi di sè anche grazie al rapporto (non solo ma anche amoroso, perchè no?) con un’altra persona..a patto che quei lati positivi fossero già dentro di lui/lei da prima anche se forse non erano in evidenza

  2. Blueberrynight

    6 gennaio

    I romanzi per signorine della Salani sono una chicca da intenditori, da collezionare tutti con autoironia e un pizzico di nostalgia!

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