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2014: Odissea nell’Assorbente

Sono del parere che i messaggi pubblicitari arrivino più efficacemente se non si guarda la tv (italiana, nel mio caso) da parecchi mesi. L’effetto deflagrante per me è arrivato quando mi sono trovata a riguardare la pubblicità per assorbenti Lines è. Pubblicità di un prodotto in circolazione da almeno 4 anni (tra l’altro ottimo, su questo assolutamente non discuto).

Rivedendo lo spot dopo mesi, con lo stupore simile a quello che si ha quando si vede la prima neve dell’anno, mi sono chiesta: cos’è tutto questo bianco? Dev’essere un film del ciclo Fantastique di CieloTV, mi dico.

Un laboratorio futuristico immacolato. Donne in tutine spaziali bianco candeggina si muovono eteree nei loro sorrisi narcotizzati. Vetri trasparenti, cupole di cristallo che riflettono un cielo a-temporale di un bianco accecante. Soffice cotone sfiorato da una mano senza colore sulle unghie, capelli biondo platino chiarissimo di una delle fantascienziate, denti cangianti esibiti con modestia. Il climax di questa aurora al Polo Nord si raggiunge quando un’avveniristica colata di bianco lattice scende nello stampino che darà la forma all’assorbente. Uno stupore quasi più abbacinante del chiarore di questo meraviglioso regno dell’ingegneria femminile si propaga nell’etere.

Dal laboratorio della purezza esce un prodotto così innocente e fresco che si fatica a credere che serva a raccogliere il terribile sangue mestruale. Io in primis ho un momento di black out e non ricordo a cosa serva, il Lines è. Lo spot non aiuta a ricordare agli spettatori la funzione di questo prodigio della scienza del bianco. Le fantascienziate ci mostrano la funzione effettiva dell’assorbente usando un liquido colorato di un virginale azzurro, che più che macchiare l’assorbente, gli dà una tenera sfumatura glauca con tanto di colore in gradiente. Ma che bello!

lines èLa fantascienziata mora chiude lo spot con un viso rilassato, slacciandosi la tutina per rivelare un completo intimo ancora più lattescente. Sa di aver compiuto il miracolo, di aver scoperto il prodotto che cambierà la vita di milioni di donne. Felice, stanca ma appagata, si va a sedere su un’astrale mezzaluna blu che compone il nome del prodotto, appesa in un cielo chiaro e neutrale, una capsula del tempo. Tagline dello spot a chiudere la magia: “Lines è è creato dalle donne per te”.

Bellissimo. Ho appena visto 2014 Odissea nell’Assorbente.

Ho capito tutto, finalmente. Lines è è un prodotto creato dalle donne dello spazio per le donne dello spazio che invece di sanguinare ogni mese, dipingono di colori pastello il proprio assorbente, come fosse una tela da decorare con sfumature piacevoli e delicate. Peccato che noi umane sulla terra sanguiniamo e basta, e le nostre opere sulla meravigliosa tela di Lines è somiglino più ad un lavoretto sanguinolento alla Dexter che ad un acquerello vittoriano.

Mi rendo conto che a nessuno piace vedere in televisione gli spot di prodotti dedicati alle funzioni corporee più disparate e scomode. Io stessa roteo gli occhi quando mi ritrovo di fronte gli spot di lassativi, farmaci per la diarrea e il prurito intimo, e ammiro il copywriter e l’art director di qualunque agenzia si trovi a che fare con il lancio pubblicitario delle supposte per regolare le funzioni intestinali. Chapeau. Le stesse pubblicità per assorbenti nel corso degli anni hanno avuto l’importante ruolo di normalizzare e neutralizzare il tabù delle mestruazioni, spesso in maniera parodica – la geniale pubblicità della ruota, come dimenticarla?

Ma c’è qualcosa in questo bianco ghiaccio di Lines è, che invece di farmi roteare gli occhi e basta, mi spinge a dire: un grande passo indietro per la normalizzazione di un fatto (sanguinare perché si sta fisiologicamente bene e quindi si hanno le mestruazioni) che non è un problema. Anzi. Si tratta forse dell’unica cosa della gamma dei pruriti intimi che non ha niente di anomalo, di contaminante o imbarazzanteAllora perché Lines è mi sta facendo pensare: “Come posso essere così disgustosa da sporcare ogni mese tutto questo bianco, bellissimo assorbente?”. Perché non c’è neanche una traccia di rosso nelle pubblicità e nel packaging per assorbenti, con tutto il sangue finto che si vede altrove?

Soprattutto: ci deve essere una mezza via fra lo spazio e il terra a terra, fra le aliene e le donne che fanno la ruota ai provini per diventare v.j. Guardate invece come si può ironizzare sulla drammatica piaga delle mestruazioni. Queste sono le pubblicità di marchi che:

a) alludono veramente a quella cosa orribile e pericolosa che è il sangue mestruale;

b) usano rimandi evidenti – finalmente – al colore rosso;

c) ci scherzano su!

Rosso!

O.B.tampons

Enjoy!


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  1. Garnant

    11 febbraio

    Anche a me piace il packaging della Kotex con il dettaglio rosso, i fiori, la scarpa, il reggiseno di pizzo, lo smalto per unghie, il cuore e… il rossetto che è geniale. Confesso qualche volta di averli comprati apposta per la confezione.

    http://www.cpb.co.uk/kotex/

  2. martina

    12 febbraio

    Finalmente un po’ meno purezza nel mondo dell’assorbente 🙂 bellissimo design, concordo!

  3. Skywalker

    14 febbraio

    Trovo la questione del tutto irrilevante, alzi la mano chi ad ora di pranzo/cena voglia vedere in tv spot realistici di lassativi miracolosi, anti-diarretici, pannolini per bebè con profusione di cacca ed urina? E per le più affezionate, all’ora della merenda un bell’assorbente pieno di mestruo su widescreen (che ora le tv sono enormi). Allora chi vuole essere spettatore della verità?

    Mi spiace ma la pubblicità non è un telefilm, non c’è la necessità di doversi per forza riconoscere in un prodotto (e meno male! gli anni ’80 sono finiti!!), quindi lasciatele così come sono. Queste paturnie neo-fem sono insulse.

  4. […] del ciclo mestruale. Tutte noi, davanti ad un classico spot per assorbenti, troviamo ridicola la rappresentazione mainstream di “quei giorni”: perché allora non sostituirla con qualcos’altro? Magari a cominciare dal nome: abbiamo davvero […]

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