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App per uomini che ci trattano da ormonate isteric...

App per uomini che ci trattano da ormonate isteriche

Dall’età di 13 anni, cioè da quando ho avuto la mia prima mestruazione, ho sempre avuto la sensazione di aver perso il diritto di arrabbiarmi. I miei attacchi d’ira, giustificati o meno, sono spesso stati oggetto di domande come: “Hai/Ti deve venire il ciclo?”. Come se una donna si arrabbiasse solo a causa degli ormoni, in un determinato periodo e con la prima cosa che le venga in mente in quel momento.

Questo ha spesso portato certi uomini a sminuire e sottovalutare alcune mie discussioni fatte quando ho le mestruazioni, così come spesso sono state associate ad esse le mie crisi (la maggior parte dovute all’università) e i miei pianti; tanto da farmi pensare che il ciclo sia considerato come una sorta di interdizione mentale.

La mia irritazione sull’argomento è accresciuta quando sono venuta a conoscenza di alcune app che aiuterebbero gli uomini a capirci e a relazionarsi con noi in quei giorni del mese, soprattutto quelli antecendenti al ciclo, in cui saremmo preda della famosa sindrome premestruale.
Un’idea che è piaciuta alla nota casa farmaceutica Sanofi, la quale (per scopi pubblicitari) qualche mese fa ha finanziato un’app simile, SOS-PMS. Un’iniziativa a mio avviso orribile per altri due motivi.

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La descrizione dell’app, che potete trovare su siti specializzati, presenta la sindrome premestruale come una tragedia e l’applicazione come l’ancora di salvezza a cui appigliarsi per uscirne vivi. Il video promozionale allegato, mostra che il peccato originale, la distruzione di Troia e la Rivoluzione Francese erano dovuti a donne capricciose in PMS. Il filmato si conclude con un quesito amletico: riusciranno gli uomini a salvarsi dalla sindrome premestruale? E infine presenta l’app come uno strumento per alleviarne i sintomi, rivolto agli uomini.

Il tutto in 54 secondi di puro sessismo mascherato da ironia, in cui addirittura si afferma che “forse il mondo sarebbe diverso, se nel corso della storia gli uomini avessero saputo cosa fare davanti a una donna in piena sindrome premestruale”. Lo potete vedere su YouTube.

La trovata è stata (giustamente) molto criticata, tanto da far ritirare l’app dopo un mese e costringere la Sanofi a chiedere pubblicamente scusa attraverso il suo portavoce. In Italia, questo particolare non è stato riportato; potete leggerlo qui.

Continuano a esistere, però, altre app del genere, in cui si hanno indicatori che vanno dal verde al rosso e consigli come “trattala con delicatezza” o si segnalano i giorni antecendenti al ciclo con un diavoletto. Queste applicazioni vengono anche consigliate in una serie di (in)utilissime indicazioni su “come trattare la tua fidanzata nel periodo premestruale”, gentilmente offerte da WikiHow e divise in tre parti: evitare il potenziale conflitto, alleggerire il peso ed essere un fidanzato di supporto.

Cose che ritengo debbano essere sempre fatte, non solo durante i giorni precedenti al ciclo, ma per un rapporto di coppia sano ed equilibrato. Tra queste perle di saggezza, si trovano massime come “sii paziente”, “occupati di qualche faccenda domestica”, “non giustificare comportamenti immaturi” e “preparati alle reazioni estreme in qualunque direzione”. Senza dimenticare di elencare le avvertenze.

È chiaro che il ciclo comporti una dosatura altanelante di ormoni nel sangue, che provochi una serie di malesseri fisici e influenzi un po’ le nostre giornate. Ma generalizzare, ingigantire e rendere tutto ciò un pregiudizio è molto molto sbagliato. Prima di tutto perché gli squilibri ormonali si possono avere anche negli uomini o possono essere causati da farmaci, e anche in questi casi si potrebbero avere sbalzi d’umore, irritabilità, ansia, depressione ecc. Inoltre, questi sbalzi possono essere causati da altri fattori, come stress, preoccupazioni e problemi di salute. E anche ciò va a prescindere dal sesso.

Ma soprattutto, la sindrome premestruale è ancora da chiarire: non tutte le donne la provano, non tutte ugualmente, non ogni mese e spesso in modi diversi. Un recente studio dell’Università di Toronto ha ipotizzato che sia solo un bagaglio culturale e una costruzione al servizio di alcune industrie. Su 41 donne prese come campione, di cui si è esaminato l’umore quotidiano senza che sapessero il motivo, solo 6 (quindi il 13/14%) hanno mostrato un’associazione del cattivo umore con la fase premestruale.

Ciò dimostra che, anche se sono veri alcuni sintomi come il gonfiore e i crampi addominali, le donne vengono spesso influenzate da un concetto così radicato nella cultura, che apprendono ancora prima di avere la prima mestruazione. Per questo, i ricercatori dell’Università di Toronto valutano come inesatti gli studi compiuti su donne che sapevano che il test fosse incentrato sulla sindrome premestruale e spiegano così la netta differenza dei risultati.

In questo contesto, anche gli uomini sono soggetti a una sorta di pregiudizio. Vengono considerati come non adatti a comprendere la propria donna, vittime di compagne che si trasformano periodicamente in streghe, quasi deboli e sottomessi. E un po’ tonti, tanto da non sapere come comportarsi e aver bisogno di un’app sul telefonino che dica loro cosa fare o un sito internet che gli raccomandi di essere pazienti.
A questo punto, attendo con ansia app e tutorial su come superare vecchi e insensati cliché.

N.B. le app sopra descritte non vanno confuse con quelle simili, in cui vengono spiegati i sintomi della sindrome premestruale e i modi per alleviarla a scopo consultativo e di informazione medica.


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  1. Michela

    15 marzo

    Bell’articolo. Mi dà sui nervi questo pregiudizio che se sono arrabbiata dipende sempre dalle mestruazioni e non da qualcos’altro! Neanche sapevo che esistesse un’App del genere… In una parola: stupida.

  2. sessista

    12 novembre

    Eri im pas suppongo….

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