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Amicizia tra ragazze è #potere

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La storia che Valeria, Marta ed io siamo solite raccontare, quando veniamo interrogate sulle origini di Soft Revolution, ci vede, come sempre, separate da centinaia di chilometri, ma unite nel constatare la mancanza di una testata femminista in lingua italiana che si rivolgesse a noi e alle adolescenti che eravamo state.
La distanza fisica, in questo racconto, è un problema relativo. Pur essendo cresciute tutte e tre nella provincia di Vicenza, eravamo solite vederci poco; le parole scambiate a voce erano molte meno rispetto a quelle accumulate per iscritto, attraverso le vie internautiche.

Ciononostante, se ripenso agli inizi di questa rivista, ci vedo intente a chiacchierare e a discutere con trasporto al tavolino di un bar, circondate da appunti cartacei e digitali. Credo che la mia mente abbia costruito ad hoc questo scenario fittizio in virtù dell’incredibile affetto che provo nei confronti delle mie due amiche, e delle routine giornaliere che ormai condividiamo dal 2011.

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In questa storia, gli inizi veri, tangibili anche all’esterno del nostro triangolo amicale, hanno per protagonista un piccolo blog dall’aspetto decisamente fatto in casa, aggiornato una manciata di volte alla settimana. Ci buttammo in quest’impresa sapendo con certezza che là fuori c’erano altre ragazze come noi. Volevamo trovarle e offrire loro ciò che nessuno, in Italia, era ancora stato in grado di creare: qualcosa di bello da leggere, che si rivolgesse ad un pubblico femminile giovane, intelligente, curioso e abituato a cercare stimoli all’estero.
La mancanza di una testata del genere mostrava con chiarezza i problemi del contesto culturale in cui ci apprestavamo ad esordire con il nome Soft Revolution: pareva quasi che, nei luoghi del potere editoriale, nessuno condividesse il nostro entusiasmo nei confronti della ricchezza di cui le ragazze sono portatrici. Tale constatazione ci radicalizzò nella convinzione che il nostro lavoro avrebbe necessitato di una chiara e sonante impronta femminista.

Facciamo un passo in avanti, giungendo al luglio 2013. A Marta, Valeria e la sottoscritta si era a quel punto unito un folto gruppo di ragazze talentuose e piene di interessi, spesso molto diverse tra di loro e da noi, ma unite dal desiderio di creare una rete d’amicizia, scambio d’idee e supporto della quale tutte sentivamo il bisogno.
Il senso di comunità che era venuto a crearsi costituiva la conferma che la nostra idea iniziale non era stata poi così balzana. Le persone occupanti le poltrone del potere editoriale erano state miopi, laddove noi, oltre i muri delle nostre camerette, armandoci delle nostre sole energie, ci trovavamo ad avere tra le mani la rivista che nessuno aveva pensato di offrirci quando ne avevamo bisogno.

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Forti di questa convinzione e dell’enorme supporto e legittimazione provenienti dal nostro pubblico, ci lanciammo a capofitto nell’impresa che, nel linguaggio delle insider di Soft Revolution, porta il nome di #potere.
#potere, nel migliore dei mondi possibili, significherebbe vivere di femminismo, ovvero tramutare il nostro lavoro in un’attività che permetta di pagare l’affitto e vivere dignitosamente, come nel caso delle nostre testate straniere di riferimento (Bitch in primis). Nel mondo empirico, da noi abitato, invece, #potere significa raccogliere consensi su riviste femminili mainstream, ottenere due candidature di prestigio ai Macchianera Awards nell’autunno 2013, ma soprattutto incontrare di continuo ragazze che ci ringraziano per quello che facciamo e che spesso non mancano della voglia di collaborare a loro volta.

Nel mio personalissimo caso, #potere vuol dire incontrare un amico che mi racconta dell’entusiasmo con cui la sua fidanzata porta a tavola discussioni scaturite dai nostri articoli, o il sentirmi dire che il nostro femminismo ha ispirato una persona deliziosa a fondare una band di sole ragazze. #potere è riconoscere parte dell’adolescente che sono stata in una volontaria del festival Mare di Libri e sapermi ospite di un evento così pregevole e stimolante grazie ad un articolo nel quale chiedevo rispetto per le ragazze, con una ferocia che spesso mi assale, di fronte alle violenze del patriarcato. #potere sono le nuove amicizie nelle quali mi sono immersa, e il senso di anticipazione con il quale affronto ciò che ci attende nei prossimi mesi.

Il nostro nuovo tema del mese è potere. Come potrete immaginare, ci teniamo un sacco.

Grazie a tutte voi, perché ci siete. Dalle nostre camerette, vi sentiamo forte e chiaro.

[immagini: fotogrammi tratti da The Punk Singer e la Trinità della Fondazione al Bar Da Renato di Vicenza]


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  1. Luciana

    2 luglio

    Grazie ragazze, non sono il vostro target (over 50) ma apprezzo molto il vostro lavoro, lo apprezzo assai.
    I vostri articoli per me sono idee da portare nella propria vita quotidiana per fare conversazione non decerebrata!!!!
    L’articolo su Josephine mi ha permesso di intrattenere e far felice la giovane apprendista estetista che mi restaurava la scorsa settimana.
    Il vecchio articolo sui pittogrammi nella metropolitana di Vienna mi ha fatto fare un figurone con la ragazza di mio figlio 😉
    L’articolo sulle mestruazioni mi ha fatto notare che 1/4 del genere umano è mestruato, non che non ci avessi pensato nei più di trenta lunghi anni, ma voi le cose le raccontate bene.
    Sui giovani che scelgono l’anello della purezza, beh, ne ho conosciuti da giovane (e mi hanno causato parecchia sofferenza) e posso garantirvi che 35 anni dopo a guardarli fanno abbastanza pena.
    Che dire, Elfriede Jelinek per me è indigeribile, ma mica si deve essere d’accordo su tutto.

    Potrei continuare, ma adesso devo andare a leggermi bitch e vedere com’è

    Mi raccomando, non calmatevi!!!

  2. Elena

    2 luglio

    Gran bel tema del mese, bell’editoriale (posso chiamare questo post “editoriale”, vero?), delizioso il commento di Luciana.
    Rispetto al suo, il mio sarà un commento molto più veloce e meno impegnativo – nel senso che non farò riferimento a posto specifici letti su Soft Revolution – ma ci tenevo comunque a farvi sapere che vi seguo da oltre un anno con molto piacere leggendo, se non tutti, una grandissima parte dei testi che pubblicate. Siete brave brave brave, avete il grande pregio di avere spessore senza mai essere pesanti. Forse neanch’io sono il vostro target (ormai 35enne…) ma sappiate che vi apprezzo proprio tanto e condivido in continuazione su Facebook i link ai vostri pezzi.
    Colgo l’occasione per rivolgere i miei complimenti anche alle illustratrici e, se ce ne sono, agli illustratori.

    N.B. “Trinità della Fondazione” come espressione mi fa impazzire! 😉

  3. Elena

    2 luglio

    Pensavo di aver scritto “POST specifici” e non “posto specifici”: che c’è, un correttore ortografico nascosto da qualche parte?! *_* Boh, magari più probabilmente un banale errore di battitura… ^_^

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