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Vie en rose – Dell’umana necessità di ...

Vie en rose – Dell’umana necessità di supportarsi (da soli e a vicenda), ovvero otto validi motivi per avere fiducia nel mondo o se non altro resistere resistere resistere

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Se non siete stati quasi mai ‘entusiasti’. Se non conoscete il significato empirico di parole come ‘elettrizzarsi’, ‘saltare di gioia’ o ‘non stare nella pelle’. Se tendete allo scetticismo o scivolate spesso, vostro malgrado, nel sarcasmo. Bene, siete nel posto giusto. Probabilmente siete ormai nella ‘fase adulta’ o come ci dicono gli ultimi studi demografici di ‘giovani adulti’. In ogni caso, non c’è trippa per gatti. Bisogna fare i conti con la realtà. Scandagliare i fondali delle vostre viscere. Rivalutare le cose alla luce della nuova sopraggiunta saggezza. Sapete che dovete farlo. Dovete iniziare a cercare il libretto delle istruzioni. Trovare i pezzi giusti e metterli assieme. Far funzionare le cose. La buona notizia è che potreste anche stare meglio. Potreste sentirvi inaspettatamente volitivi e a vostro agio. Potreste sentirvi rinfrancati. Più forti, esperti, coriacei. Meno flebili. Lasciatemi dire una cosa. Avete ragione. I motivi per abbattersi (in entrambi i sensi, figurato e non) potrebbero essere molti. Ma come diceva John Belushi ‘quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare’. E voi non siete certo degli invertebrati. Lo so che siete stati fraintesi. Sin dall’inizio. Se vi avessero dato o detto le cose giuste, magari vi sareste elettrizzati anche voi, ogni tanto. Ma a questo c’è rimedio. Ecco pronte per voi otto ‘riflessioni di conforto’ per entrare nel giusto mood ed iniziare a sollevare più spesso gli angoli della bocca.

  1. La differenza tra pensiero critico e autoflagellazione: restare in campana senza mandare in vacca.

In quel ben noto telefilm che è Girls, Ray e Shoshanna, pur innamorati, si stanno lasciando. Se l’avete visto lo sapete, se no, tranquilli, nulla di grave. La questione tra i due è l’incompatibilità. Detta altrimenti. Lei vuole avere il tempo di sentire il rumore del mondo dispiegato davanti a sé. Lui vuole che lei sappia che a seguire quel rumore non ci sono sempre i fuochi d’artificio. A vederli da fuori sembrano pesci rossi nella boccia. Incastrati.  Mi fanno pensare alle vocine delle nostre anime, quando vengono messe sotto spirito, in un barattolo, a marinare, trasudare, sgocciolare, deliberare sull’ennesimo problema da risolvere. Lei, Shoshanna, è la leggera voglia di vivere che ogni tanto fa capolino persino dentro di voi. È innegabile, incosciente, incontenibile e azzardata. Lui, Ray, è il realismo, il pensiero critico. È capace di grandi slanci e validi suggerimenti. È meritevole di idee brillanti e originali. Ma è anche responsabile di diversi black out. Dell’imbocco di strade senza uscita. Di momenti in cui frana la terra sotto i piedi. La partita fra i due è tutta da giocare. E ritengo, fuor di metafora, che duri tutta la vita. In breve. Non potrete mai star tranquilli. Ma non temete, è normale. Lo vediamo nel prossimo punto.

  1. Quando si finisce di costruire la propria casa si muore. Essere zen.

Sarebbe a dire che nell’arco dei vostri anni avrete un sacco di cose per la testa. Seccature, probabilmente. Contrattempi. Questioni. Cose non previste. Voi non preoccupatevi. Non dipende da voi. Non siete voi. È che non ve lo aspettavate. Perché vi hanno un po’ preso in giro. Vi hanno parlato di Per Sempre Felici e Contenti. Vi hanno detto Un Giorno Così e Un Giorno Cosa. E invece no. Quello succede nelle favole. Sconfiggi il drago, liberi la principessa e di lì in poi tutto in discesa. Nella vita, pare di no. Nella vita i draghi hanno i cloni. Nella vita i problemi sono la normalità. Non ci sono Arrivi oltre i quali va tutto bene. Semmai Arrivi oltre i quali c’è un party con consumazioni gratis. Ma poi si continua. E si suda. Con l’opzione di diventare anche più belli. Prima lo accetti, meno ti affanni e meglio è per tutti. Quando non avremo più nulla di cui preoccuparci, nulla per cui smaniare almeno un pochettino, quello sì sarà l’Arrivo Definitivo.

  1. Un passo per volta. Fino a qui tutto bene.

Potreste sentirvi soverchiati. Sfiancati. Esausti. Potrebbe sembrarvi tutto inutile e senza senso. Non è così. Probabilmente avete solo bisogno di una bella dormita di quattordici ore, un pasto caldo e un po’ d’aria fresca. In quanto esseri umani, non sarete sempre in grado di gestire ogni cosa. Ergo. Riprendere fiato è permesso. Prendere le cose un pezzo per volta, anche. Non cercate di strafare. E tenete nella giusta considerazione gli obiettivi già raggiunti.

  1. Capovolgi tutto.

A dirlo non sono certo io. C’è stato George Clooney in Up in the air. C’è stato Albert Einstein con le sue tre regole di lavoro. E ci sono stati i Bluvertigo con il loro pezzo La crisi.

Quello che ci dicono tutte queste brave persone è che una crisi è una risorsa. Un occasione di miglioramento. E non è una panzana.

  1. Focalizza.

‘Ci sono certe cose per cui vale la pena vivere’ diceva Woody Allen in Manhattan. Proseguiva poi, facendo il suo personale elenco di esempi. Se volete provare un po’ di horror vacui ecco uno splendido esercizio. Vi invito a tirar giù il vostro elenco, frivolo o filosofico, serio o faceto. Si tratta di cose che è utile avere chiare. In realtà lo avete già in testa, solo che non è messo nero su bianco. Probabilmente vi basterà pensare a quello che fate nei brutti momenti. A tutto ciò che vi solleva, vi soddisfa, a tutto ciò che ammirate.

  1. Il dolce dopo il salato. La visione omnicomprensiva.

Non ho trovato modi migliori per spiegare questa cosa, per cui andiamo con l’esempio.

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Avrete presente gli Abba. Ecco. Il motivo per cui mi piacciono gli Abba, oltre alle tutine di calzamaglia di Agnetha, è quella cosa cigolante nei loro pezzi. Quell’incrocio tra coretti scanzonati e melodie struggenti. Quel contrasto tra testi lacrimevoli e ritmi ballabili. Quel qualcosa di onnicomprensivo che li rende così cantabili e costernati. Così pieni e rotondi e sommessi. È come se i loro pezzi avessero addosso delle cicatrici. Meglio. Come se i loro pezzi fossero delle grandi feste organizzate per salutare quelle cicatrici. E senza cicatrici non sarebbero belle uguali. Anzi, non sarebbero proprio. Per cui. Cauterizzo oggi, festeggio domani. È tutto grasso che cola.

  1. È tutto okkey.

È una cosa di cui abbiamo bisogno. Dire a noi stessi (e agli altri) che andrà bene. A prescindere. Non fate i guastafeste, o i supereroi. Accettatelo e basta. E’ un’irrazionale, sensatissima, giustissima esigenza. Chiudete gli occhi, abbarbicatevi su qualcosa o qualcuno. E ditevelo.

  1. L’ordine delle cose.

Esistono leggi cosmiche, semmai vi servisse saperlo. Esistono le maree. Esistono le foreste artiche. Esistono farfalle che compiono migrazioni periodiche di quattromila chilometri. Esistono un sacco di leggi universali sulle quali si può fare affidamento e che si possono sempre contemplare. Si tratta di un ordine ferreo, ma allo stesso tempo mutevole perché intelligente. Un ordine rassicurante che emana vibrazioni precise e palpabili, spesso efficacissime. E’ un ordine superiore, dal quale c’è tutto da imparare e con il quale di tanto in tanto è utile riallinearsi.


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  1. Nicolò

    10 maggio

    Articolo molto interessante! E per quanto riguarda il primo punto, dei pesci rossi incastrati, mi viene in mente quella lampantissima frase di Muriel Burbery quando dice ad una delle tantissime Emma Bovary nel mondo:
    “Sogna le stelle
    Nella boccia
    Dei pesci rossi
    Finisci”
    Forse ti sei ispirato a questa frase? Dopodiché, la resistenza è un concetto bellissimo che ho fatto mio da anni. Complimenti all’articolo! 🙂

  2. caterina bonetti

    12 maggio

    Era proprio il pezzo che avevo bisogno di leggere in questo periodo un po’ tanto, troppo, faticoso. Grazie!

  3. marta

    13 maggio

    penso che mi stamperò il post e l’appenderò sul frigo a mò di monito.

  4. ta

    13 maggio

    sono contenta che il post sia efficace, grazie! 😀
    (ta – la donna di pubblica utili-tà.. eheheh.. aehm.. scusate..)
    P.S.
    non ho ancora letto la barbery

  5. wutheringones

    19 maggio

    […] Vie en rose – Dell’umana necessità di supportarsi (da soli e a vicenda), ovvero otto validi mot… […]

  6. Anna

    27 maggio

    complimenti, l’articolo mi ha davvero trasmesso entusiasmo! ho scoperto oggi la vostra fanzine:)

  7. fEDERICA

    9 agosto

    illuminante.
    ciò che serviva.

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