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“Thérèse” di Alain Cavalier

Grazie al corso che sto seguendo, mi capita di poter guardare film che altrimenti non avrei mai visto, o perché “non mi ispiravano” o perché, semplicemente, ne ignoravo bellamente l’esistenza. Thérèse, un film di Alain Cavalier, girato nel 1987, è uno di questi ultimi. Incentrato sulla figura di Santa Teresa di Lisieux, suora carmelitana morta di tubercolosi a soli ventiquattro anni, il film narra della sua vita, da quando, forte della sua vocazione, decide una volta per tutte di prendere i voti, fino al momento della morte, avvenuta in convento.
Composto di vari episodi, il film è girato sempre in interni, rendendo bene l’idea della clausura a cui si sottopone la protagonista ed al peso della sua scelta; le inquadrature statiche ricordano un palco teatrale, con i personaggi che entrano ed escono di scena man mano che la vicenda si sviluppa. Quest’impressione viene data anche dal set, dotato solo degli oggetti strettamente necessari alla scena, senza decorazioni o dettagli che ne camuffino l’essenzialità. La staticità delle inquadrature, unite anche ai pochi oggetti (che vengono spesso ricoperti di un valore simbolico) e alla luce calda e soffusa ricordano una vanitas, ovvero una natura morta tesa a sottolineare la caducità delle nostre vite, insignificanti dinanzi alla morte- una riflessione a cui, da quanto si evince dalla sua biografia, era giunta anche Thérèse durante gli ultimi anni di vita.

Il film racconta la vita in convento, fatta di lavoro, preghiera e privazioni ma anche di piccoli piaceri, confidenze e segreti. Un’enfasi speciale viene naturalmente data alla vocazione di Thérèse, che rasenta quasi l’ostinazione: nonostante la sua giovane età, le perplessità della Madre Superiora e la contrarietà del padre, di cui è la figlia prediletta, Thérèse non si darà pace fino a quando non sarà finalmente accettata come novizia, affiancando le due sorelle maggiori. In questo senso, è interessante paragonare Thérèse, per cui prendere i voti e diventare ‘sposa di Gesù’ è l’unico destino possibile, alla sua amica, che sembra essere stata obbligata a farsi suora, o a sua sorella Céline, che entra in convento dopo la morte del padre perché è l’unica opzione che le rimane.
Il film porta anche a riflettere sulla natura della vocazione di Thérèse, che perlomeno all’inizio sembra quasi un capriccio egoista. Eppure- ed è qui che, a mio avviso, si intravede davvero la sua fede- Thérèse sopporterà stoicamente la vita in convento, le privazioni, le penitenze, il silenzio forzato, come anche la malattia e la sofferenza che questa le provoca. Nel film, la superiora predispone che a Thérèse non venga rivelata la sua malattia, ne’ che le vengano somministrate le cure di cui avrebbe bisogno, ma non so se questo corrisponda alla realtà.
Indipendentemente da quanto tutti i fatti rappresentati siano realmente accaduti, il film mi ha fatta molto riflettere. È giusto impedire a qualcuno di curarsi, o anche solo di fargli sapere per certo di che malattia soffre? È giusto che qualcuno aderisca alle regole ed allo stile di vita che si è scelto di seguire da “sani” nel caso di una grave malattia, o che questo gli venga imposto da altri? È giusto o è un controsenso seguire la propria vocazione (specie se religiosa) anche sapendo che causerà un’enorme sofferenza alle persone che amiamo?
Da agnostica (nel migliore dei casi), mi sono anche commossa nel constatare la fede di Thérèse, dapprima così assoluta e in seguito scossa da dubbi e ‘momenti di buio’, o anche la sua accettazione del dolore e delle sofferenza, il suo affidarsi a Dio, esperienze a me estranee e che posso comprendere solo lontanamente. Ho provato a rispondere alle riflessioni di cui sopra mettendomi nei panni di Thérèse, cercando di capire cosa significhi credere così intensamente, e come la fede possa rappresentare una guida. Il film non dà risposte, ed io, per conto mio, non ne ho (ancora) trovate. Apprezzo però lo spunto di riflessione, e giro la domanda a voi: cosa ne pensate?

Thérèse si trova anche su Youtube, suddiviso in nove parti. Qui la prima parte.


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